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giovedì 9 giugno 2011

HELL - Intervista alla Band


Intervista al noto produttore e chitarrista Andy Sneap in occasione della pubblicazione dell'album degli Hell "Human Remains". Ringraziamo la Kizmaiaz nella persona di Pamela Scavran:

Come funzionano esattamente gli HELL che sembrano avere qualcosa in comune con i Metallica?

-Presumiamo che ci si riferisce a loro quando si parla dei Paralex, titolo di un pezzo usato per l'EP "Garage Days". Lars Ulrich è rimasto un po' indietro. Nei Paralex, nelle cui fila ci sono stati due membri originali degli HELL, hanno pubblicato il tanto ricercato brano dopo il White Lightning EP, pubblicato addirittura su vinile verde! Ed è presente anche sulla compilation "NWOBHM: 79 Revisited" che Geoff Barton e Lars hano compilato un paio di anni fa. Quindi questo è tutto vero, davvero.

Gli Hell sono esistiti per un breve lasso di tempo nel 1982, cos li ha portati a ricomporsi?

-La band ha firmato per la Mausoleum Records di nuovo nel 1984/85, etichetta che poi è andata in bancarotta. Questo è accaduto nel corso di un periodo di un anno in cui la bande sembrava essere caduta in un limbo, alcuni membri della band avevano debiti, erano disillusi e disinteressati. Kev Bower si è fermato ed è stato sostituito da uno degli studenti di Dave Halliday, chitarrista degli Shaun Kelly, ma un anno dopo si sciolsero e purtroppo nei primi mesi del '87, Dave Halliday è morto.

Cosa è seguito alla morte di Dave e cosa vi ha portato fino ad oggi?

-Dopo che Dave è morto, tutti hanno preso strade separate. Kev ha totalmente rinunciato alla musica come ha fatto Tim Bowler il batterista. Tony Speakman, il bassista, ha continuato a suonare in band locali. Ho incontrato sia Tim e Tony ancora circa dieci anni fa e, naturalmente, abbiamo sempre parlato dei vecchi tempi e della band. E' stato solo quando siamo riusciti a trovare Kev tre anni fa attraverso suo figlio, che è nata di nuovo questa empatia ed abbiamo avuto questa pazza idea di registrare il vecchio materiale. Non sapevamo davvero cosa stavamo facendo, ne quanto fosse il tempo disponibile. Ma in realtà ci siamo davvero divertiti tanto ed i risultati parlano chiaro.

David Bower, il nuovo cantante nuovo, è in realtà abbastanza teatrale, è visibile attraverso la sua voce.

-Lo abbiamo trovato sotto lo stesso tetto di Kev. David in realtà è un attore professionista che ha recitato in alcune soap del Regno Unito e anche nell'Otello a Londra con il comico Lenny Henry. Per natura è un tenore, ma si è ben immedesimanto nella nostra musica. E' quando l'ho sentito cantare ho compreso che avevamo il cantante sotto il naso. Suo fratello Kev è il chitarrista ed aveva visto la band già in passato.

I brani di "Human Remains" sono tutti brani riproposti oggi?

-Sì, sono tutti degli anni '80. C'è però qualche piccola variazione per snellirli un po', ma in generale, sono molto fedeli all'originale.

E' sorprendente sapere che voi scriviate sempre nuovo materiale non lasciandovi prendere dalle convenzioni.

-Non del tutto. L'album successivo vedrà il 50% dei vecchi brani ed il 50% saranno nuovi. C'è molto di più rispetto a quello che verrà, noi abbiamo grandi piani. Come ho detto prima, Kev ha rinunciato alla musica ed adesso l'ha riscoperta, le idee sono veramente scorrevoli. Ho anche un mucchio enorme di riff e di idee, Bower e Dave sono anche musicisti di talento. Tony ha un sacco di idee che potremmo scrivere già tre dischi.

Sei stato in giro abbastanza a lungo per vedere l'evoluzione nel campo dellaproduzione musicale davvero. Come gli Hell si propongono oggi?

-Le demo sono state registrato in mono; l'album in stereo... io non sto scherzando. Potremmo registrare tutto in analogico tutto come anche in digitale. Quello che ho cercato di raggiungere su questo album era una onesta registrazione di queste canzoni. C'è voluti quasi un approccio vecchia scuola, non un copia ed incolla, ma si può ottenere sempre di più. La gente ha commentato la produzione del disco rispetto al mio solito stile produzioni, ma in realtà è qualcosa di differente rispetto a quello che faccio di solito. Ho lavorato fuori dall'album negli ultimi tre anni. Fondamentalmente, ogni volta che ho avuto un weekend libero, mi piacerebbe chiamare i ragazzi e dire "Andiamo a registrare". "Se si combinano per tutto il tempo, compreso il mix, probabilmente servono dieci settimane. Ma alla fine nonostante dei punti difficile, possiamo dire di avercela fatta.

Ci sono però delle persone che non erano ancora nate quando nel 1982 componevate il vostro primo demo.

-La reazione per l'album è stata abbastanza umiliante, in realtà. Sapevamo che era buona, ma non avevamo idea di come la gente avrebbe preso il tutto. Si è sempre un po' nervosi quando si rilascia un album, ma è sempre molto gratificante quando le opinioni su tutta la linea sono universalmente positive. E' appena cosi ha conferma che abbiamo fatto la cosa giusta, dopo tutto il lavoro duro ed il tempo trascorso con questi ragazzi, è una sensazione veramente meravigliosa.

Cosa ne pensi delle band di NWOBHM attuali?

-Penso che la scena cominci a diventare un po' satura. Le etichette sono in parte responsabili. Penso che tutto sia diventato troppo prevedibile, così la gente si rispecchia nella musica dei vecchi tempi in cui si era più sulla canzone classica in termini di scrittura piuttosto che sul taglio dei capelli più recenti e sulle note a 7 corde o sul singolo riff. Allora, negli anni '80, la gente davvero credeva nel metal, ma in realtà il tutto è venuto dal cuore. Non pubblicherò più un altro album degli HELL finché non ne saremo contenti al 100%. Le bande fanno tutto troppo fretta in questi giorni e credo che non contribuisca allo sviluppo.

E' bello sapere che sei tornato a suonare la chitarra e presto sarai sul palco di nuovo con gli Hell, che sensazioni hai rispetto a quando suonavi dal vivo con i Sabbat?

-In fondo, sono sempre stato un chitarrista. E' solo che per me ho poi eseguito il classico piano B. Devo ammettere, io sono piuttosto annoiato di star seduto sempre in studio tutti i giorni, così ora mi è stata data la possibilità di fare questo. Direi che al 100% è divertente. Può costarmi po' di soldi e avrei potuto registrare altri due dischi. Suonare per me non ha prezzo.

Intervista fornita dalla Kizmaiaz

mercoledì 25 maggio 2011

HOLY MARTYR - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Holy Martyr in occasione della pubblicazione del loro ultimo album in studio Invincible. Ci risponde il chitarrista della band Ivano Spiga. Ringraziamo infinitamente Pamela Scavran e la Kizmaiaz:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Invincible è la nostra terza fatica, un album completamente nuovo e fresco, finalmente senza canzoni riprese da vecchi demo. E’ un disco di cui siamo orgogliosi perché rappresenta il gruppo attuale dopo dopo due dischi, sicuramente più maturo e con le idee chiare. Pensiamo sia il nostro miglior lavoro.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Il gruppo ha avuto origine nella metà degli anni ’90, dopo tanti cambi di line up ci siamo attestati in una formazione stabile, siamo tutti originari della Sardegna ma viviamo in Lombardia da tre anni.

Come è nato invece il nome della band?

-E’ una combinazione fra la ricerca di un nome eroico che richiamasse temi epici o fantasy ed una canzone degli Omen. Holy Martyr ci ha dato una connotazione Epica ed un chiaro riferimento al tipo di musica da cui veniamo, ancorato all’Heavy Classico degli anni ’80.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-La maggior parte delle nostre canzoni prende spunte da vicende storiche, abbiamo parlato di Romani, di divinità Greche, degli Spartani e con l’ultimo disco dei Samurai. Il peso delle liriche è molto importante, cerchiamo sempre di dire qualcosa di molto forte e ispirato e soprattutto riusciamo a stabilire una comunione fra parole e musica che riesce a trascinare l’ascoltatore.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Gli Holy Martyr hanno sempre cercato di ritagliarsi un proprio stile personalizzato album dopo album, nei testi, nella musica, nelle melodie e con questo ultimo disco anche nell’immagine. Invincible racchiude tutte queste caratteristiche ed ha la grossa potenzialità di essere diretto, potente, melodico e indubbiamente fuori dagli schemi. 100% Holy Martyr, 100% da scoprire e ascoltare con attenzione.

Come nasce un vostro pezzo?

-Mi occupo sempre io del songwriting, di solito ho già tutta l’idea completa che mi gira per la testa, la propongo agli altri del gruppo e pian piano prende forma. Mi occupo anche delle linee melodiche e vocali, praticamente do un’impronta abbastanza decisa e personale, ma tutti assieme riusciamo a creare qualcosa che si adatta allo stile di ognuno di noi.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Come ho già detto questo disco è da considerarsi il nostro miglior lavoro, difficile scegliere un brano rispetto ad un altro. Probabilmente ti direi Zatoichi perché è forse la più diretta ma anche Shichinin No Samurai, dal vivo è assolutamente avvincente.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Iron Maiden, Metallica, Judas Priest, Black Sabbath…e agli esordi c’era un po’ più di Manilla Road e Omen.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Non abbiamo un’agenzia di booking, abbiamo qualche live nel periodo estivo, speriamo di poter avere qualche proposta concreta.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Siamo un gruppo troppo piccolo per arrivare a questo…di sicuro ci servirebbero molti più live alle spalle, in Italia non è facile.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-Quella di suonare tanto dal vivo, l’interesse del pubblico magari poco attento ai gruppi nostrani e la vendita di cd molto limitata. All’estero è sicuramente molto meglio.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Agli esordi sicuramente ci ha dato una mano per uscire fuori da confini nazionali e farci conoscere un po’ ovunque nel mondo. Attualmente è una lama a doppio taglio, nessuno vuole comprare dischi e le spese ed i sacrifici per fare un disco finiscono per servire a mettere l’album in rete da scaricare gratis.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Pensiamo che quello che suoniamo ci piace molto e fa vedere ciò di cui siamo capaci, sia nel trasferire queste emozioni in musica che dal vivo…dove l’energia della musica è palpabile durante le esibizioni.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Probabilmente qualche amico che suona un genere simile o con i nostri compagni di label DoomSword.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Per chi ancora non ci ha mai sentito spero scatti la molla della curiosità…se cercate un gruppo VERO questa è l’occasione giusta per scoprire gli Holy Martyr, Invincible è l’album ideale per farlo.

Maurizio Mazzarella

venerdì 25 febbraio 2011

SANGE:MAIN:MACHINE - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Sange:Main:Machine in occasione della pubblicazione del loro splendido lavoro in studio "Ready For The Show", un disco davvero molto bello presentato direttamente dalle parole della band sulle pagine multimediali di Informazione Metal:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-SANGE: Innanzitutto un saluto a tutti i lettori di Informazione Metal ed un ringraziamento alla redazione per questo spazio che ci dedicate. Per presentare correttamente "Ready for the Show" devo per forza tornare con la memoria a 9/10 anni fa quando composi, assemblai ed arrangiai il 99% dei pezzi ed insieme a due vecchi amici musicisti (Marco Masotina e Matteo Colonna) ne registrai le prime versioni demo.. Non voglio farla tanto lunga comunque... Riregistrati oggi questi pezzi rappresentano ancora il mio animo heavyrock di stampo melodico. Le 11 tracce (più una intro) spaziano dal rock più scanzonato all'heavy picchiato a dovere, passando per la melodia e l'atmosfera di un paio di pezzi più riflessivi. Credo insomma che la proposta sia piuttosto varia e non ci sia da annoiarsi.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-SANGE: Diciamo che una band vera e propria si è formata solo al termine delle registrazioni del cd. Questo progetto è nato essenzialmente come esperienza solista ed in studio mi sono avvalso della collaborazione di diversi musicisti; una volta terminate le session ho poi chiesto ad alcuni di essi se erano disposti ad affiancarmi in pianta stabile per l'attività live. Ho optato comunque per strumentisti con i quali avevo già condiviso esperienze musicali passate anche di lunga data e con le quali sapevo di avere ottime affinità personali. Con Lucio Martelli e con il "Mariachi" Fabrizio Gangemi (chitarre) siamo stati compagni di band ma soprattutto ci siamo sempre frequentati; con Fabrizio poi c'è un'amicizia che dura da un ventennio. Anche con Tiziano De Siati (basso) ci conosciamo da una vita e in più di una occasione abbiamo avuto modo di incrociarci anche musicalmente. Il batterista, Beppe Montuori, invece, mi è stato "caldeggiato" dal grande Franco Nipoti dei Crying Steel ...ovviamente a ragion veduta sia dal punto di vista batteristico che umano. Siamo comunque tutti musicisti con un paio di decenni, almeno, di musica sulle spalle e a vari livelli.

-MARIACHI: Il background musicale mio e di Sange si interseca in diversi punti, e piu' volte abbiamo condiviso lo stesso palco anche quando facevamo parte di band diverse, condividendo sempre emozioni positive. Quando mi ha chiesto di incidere alcuni brani dell'album e soprattutto di fare parte del suo progetto ho accettato con grande entusiasmo.

Come è nato invece il nome della band?

-SANGE: Come ti dicevo la band maschera un progetto solista (in realtà c'è poi grande condivisione su tutto) e di conseguenza volevo che nel nome apparisse il mio "nick" anche se la macchina principale che innesca la scintilla sono Fabrizio, Lucio, Tiziano e Beppe... da qui SANGE MAIN MACHINE.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-SANGE: Quando scrivo un testo non ho uno schema particolare che decido di seguire. E' ovvio che ciò che accade intorno a noi è fonte di ispirazione al pari, in ogni caso, di esperienze personali o anche temi di fantasia. Le parole hanno grande importanza anche perchè quando credi in ciò di cui parli, l'interpretazione e il "colore" della canzone stessa ne giovano immensamente.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-SANGE: Penso che questi pezzi benchè si basino su una struttura abbastanza semplice ed immediata non siano affatto scontati e abbiamo più di un argomento per cogliere l'attenzione dell'ascoltatore. In ogni caso non sono molto bravo ad esaltare il mio lavoro a parole, ho sempre paura di passare per arrogante! :)

-MARIACHI: Il marchio di fabbrica di Sange sono i bridge ed i refrain corali che rimangono subito in testa, accompagnati da strofe ed arrangiamenti (soprattutto a livello ritmico) mai scontati. A questo si accompagnano liriche interessanti (chi conosce Sange sa di cosa parlo...) ed una cura maniacale dei particolari, sia a livello musicale sia a livello di grafica e booklet: Sono questi i punti di forza dell'album!

Come nasce un vostro pezzo?

-SANGE: Anche in questo caso, come per i testi, non vi è uno schema predefinito. A volte parto da un riff o da un'idea di struttura, a volte anche semplicemente da un testo per il quale trovo una buona linea melodica e successivamente ci costruisco attorno le trame musicali.. In questo album ci sono tutti pezzi che ho scritto io musica e parole, su un futuro possibile secondo album il processo compositivo potrà comunque cambiare in funzione del coinvolgimento nel songwriting degli altri musicisti.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-SANGE: E' una domanda difficile a cui rispondere anche perchè in ogni brano posso dire che ci sia un pezzo di me. Per motivi diversi possono essere, credo, The Demon Inside e Goodbye.

-MARIACHI: 100% d'accordo con Sange. Confesso che The Demon Inside e' il pezzo che preferisco in assoluto anche se non ho partecipato alla sua incisione, mentre Goodbye continua a farmi venire i brividi ad ogni ascolto. In ultimo amo molto Wake Up Call, un vero e proprio 'pugno in faccia'.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-SANGE: Anche questa è una domanda da un milione di dollari! Sentendo l'album credo che si possano trovare tonnellate di diverse influenze. Sono sempre stato un vorace ascoltatore di tutti i generi musicali, però rimanendo in ambito heavyrock credo che Deep Purple, Thin Lizzy, Iron Maiden e Def Leppard siano tra le band che mi hanno colpito ed "instradato" maggiormente.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-SANGE: L'idea è di promuovere l'album a vari livelli e sicuramente verranno organizzate diverse date live tenendo comunque conto che siamo tutta gente con una bella montagna di impegni... L'esordio live sarà il 13 marzo presso il Thunderdome di Bologna di supporto agli svedesi Bonafide. Ci sono poi una serie di date in fase di conferma unitamente a diverse apparizioni in radio. Vi invito a rimanere sintonizzati sulle pagine ufficiali della band per i vari aggiornamenti.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-SANGE: Onestamente credo che sia estremamente prematuro ma nella vita non si può mai sapere!

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-SANGE: Colpiamo un tasto piuttosto dolente.. Di buono sicuramente c'è che in questi ultimi anni il livello tecnico delle band in Italia si è alzato tantissimo e ci sono davvero tanti bravi musicisti; di negativo penso che l'impianto (sia strutturale che prettamente sonoro) dei locali unito ad una gestione, a volte, alla "speraindio" spesso non sia all'altezza del livello delle nostre band. Ci tengo molto a precisare però che molto/ troppo spesso anche imprenditori di ottimo livello e grande iniziativa vangono brutalizzati dalla burocrazia e dall'ignoranza di amministrazioni comunali solo intente a mettere i bastoni tra le ruote a queste piccole imprese. Certamente le cause di questa crisi vanno ricercate in più direzioni non ultima una certa cieca indifferenza dell'audience media verso chi propone brani originali. Di sicuro ci vorrebbe, in primis, più professionalità a partire da chi "governa".

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-SANGE: Certamente internet è una grande vetrina, permette di arrivare in casa dei potenziali ascoltatori velocissimamente. Usato in maniera scorretta ha anche incentivato la crisi discografica, ma anche qua le cause di tale situazione non sono imputabili solo a questo. Ritengo comunque che il bilancio sia in positivo e in favore della "rete".

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-SANGE: Penso che la domanda debba essere ribaltata... Trovo infatti che sia il talento dei musicisti a valorizzare il genere proposto.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-SANGE: Ce ne sono parecchi e tutti semi-dei! Preferisco rimanere incollato alla realtà...

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-SANGE: Un arrivederci a presto in sede live a tutti i lettori di Informazione Metal e grazie a tutta la redazione per questa oppotunità sul vostro portale!

Intervista di Maurizio Mazzarella

giovedì 17 febbraio 2011

SKANNERS - Intervista alla Band


Con grande orgoglio, immenso piacere e straripante felicità, ospitiamo sulle pagine multimediali di Informazione Metal, una succulenta intervista ai nostrani Skanners, una delle band che ha fatto la storia del metallo nella nostra Nazione, uscita recentemente sul mercato discografico con il proprio ultimo lavoro in studio "Factory Of Steel" edito su etichetta SAOL. Per l'occasione, ci risponde il chitarrista della band Fabio Tenca:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-"FACTORY OF STEEL" praticamente è un album che ci “racconta”, nel senso che ogni brano è un pezzo della nostra vita, una sorta di album fotografico dove ogni foto rappresenta un periodo della nostra carriera musicale….Considera che ci siamo formati nel 1982 e quindi c’è un bel po’ di materiale a disposizione…. E qui lasciamo scoprire poi ad ognuno di voi, attraverso le canzoni, quelle che sono state le nostre avventure !!!!

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Noi siamo tutti di Bolzano – Bozen…cittá al confine con l’Austria – infatti 2/5 della Band sono di madrelingua tedesca. Ci siamo formati, come molto spesso accade a scuola, spinti dalla voglia di evadere dalla quotidianitá e di voler creare qualcosa di nostro senza vincoli o pressioni esterne.

Come è nato invece il nome della band?

-Lo abbiamo preso in prestito da un Film degli anni 80 “Scanner” appunto- lo abbiamo poi modificato rendendolo un po´piú tedesco ed aggressivo inserendo la K e la S finale SKANNERS !!!

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere?

-Vedi la prima risposta.

Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-La nostra prioritá sta nella ricerca di parole che “suonino” – nel senso che nel cantarle appunto si inseriscano nella musica con un approccio strumentale piú che solo vocale . Ovviamente la difficoltá maggiore sta nel comporre poi dei testi semplici ma non banali. In questo ambito la lingua inglese si presta molto bene e noi fortunatamente ci avvaliamo di amci di madrelingua.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Direi l’impatto piuttosto aggressivo coniugato con una marcata linea melodica!! Di conseguenza una musica diretta, facilmente memorizzabile ed assimilabile al primo ascolto.

Come nasce un vostro pezzo?

-Solitamente si parte con dei Riff di chitarra ai quali si improvvisa una struttura vocale. Successivamente si compongono e definiscono le parti che costituisconiouno la canzone e cioè Intro – 1a e 2a strofa – pre–ritornello e ritornello. Dopodiché si comincia ad arrangiare a scomporre ed a trovare soluzioni ritmiche/melodiche piú congeniali al brano stesso ed infine in funzione delle emozioni e sensazioni che la musica stessa ci trasmette, adattiamo il testo.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-"Hard and Pure" è un brano dallo stile hard rock anni 80, si accosta molto allo stile musicale del nostro primo Album ed inoltre il testo racconta proprio un po’ la nostra storia dagli inizi, dove 5 ragazzini si incontrano per suonare in un quartiere malfamato della periferia di Bolzano, e rimanendo incolumi e “Puri” dai tentacoli della perdizione grazie alla passione per la musica, dopo quasi 30 anni si ritrovano ancora a cavalcare i palchi a suon di Metallo!!!

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Logicamente essendo nati come band negli anni ottanta le nostre influenze maggiori sono state SAXON e JUDAS PRIEST, ma anche RUNNING WILD, SCORPIONS, ACCEPT e SINNER, attualmente direi PRIMAL FEAR .

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Vorremmo poter promuovere l’album il piú possibile in tutta Europa, al momento abbiamo queste date: il 5 Marzo al Midian di Cremona ed il 30 aprile al Sabotage bar di Vicenza in Italia, in Germania ad Hannover il 18 marzo SAOL FESTIVAL e Kaiserleutern il 2 Aprile HEADBANGERS NIGHT XV, per il resto stiamo pianificando….

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-L’intenzione è di programmare qualcosa di particolare in vista dell’ anniversario per i 30 anni della Band proprio nel 2012, al momento non abbiamo ancora pianificato nulla, siamo concentrati sulla promozione di F.o.S..

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-Oserei dire caotica !!!! Attraverso la nostra personale esperienza, agli inizi degli anni 80 in Italia eravamo davvero in poche Bands, eravamo agli albori dell’ Heavy Metal italiano - ci si sentiva veramente dei pionieri spinti dalla passione alla ricerca di “qualcosa” che forse era semplicemente la voglia di suonare…. La tecnologia ed i mezzi a disposizione erano limitati rispetto a oggi, tutto l’ambiente musicale si muoveva piú a rilento – le uscite discografiche erano sporadiche ed ogni volta che usciva un nuovo vinile era un evento !! Ora i ritmi sono molto piú frenetici, siamo nell’era del tutto e subito e questo in qualche modo va a discapito della qualitá . e non ti fa assaporare quel gusto di conquista necessario per far crescere una Band. Concludendo posso dire che oggi come oggi ci sono tutte le possibilitá per far emergere una Band meritevole, è che molto spesso si punta unicamente sul guadagno e poco sulla qualitá .

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Dobbiamo senz’altro ammettere che con l’avvento di internet le possibilitá di farsi conoscere, di comunicazione e di lavoro in generale sono aumentate in maniera esponenziale creando da un lato una cosa piú che positiva, ma dall’altro un eccesso di dati ed informazioni superflue ed inutili che non fanno altro che intasare la rete e creare sempre piú confusione. A noi in particolare ci ha aiutato molto dal punto di vista della visibilitá.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Se credi veramente in quello che suoni, l’appagamento e la gratificazione sono incalcolabili. ma quello che assolutamente non deve mutare negli anni è semplicemente la “passione" che ti “divora” il corpo e l’anima!!!! Finche mentre suoni musica ti vibra la pancia dall’emozione allora stai facendo la cosa giusta ed il tuo talentio si enfatizza !!!

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-A me personalmente da chitarrista, piacerebbe poter collaborare qui in Italia con Alex Britti e con Victor Smloski chitarrista dei Tedesci RAGE. Posso anche confermarti che da parte di Claudio il ns. cantante, il suo sogno sarebbe poter collaborare con i mitici SAXON !!!!

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Un ringraziamento a te in particolare per la preziosa collaborazione ed il supporto che dai per il metal !!! Un saluto a tutti i lettori e “ VI ASPETTIAMO TUTTI SOTTO IL PALCO !!!!!!” Fabio Tenca.

Intervista di Maurizio Mazzarella

martedì 8 febbraio 2011

DEATH RIDERS - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Death Riders in occasione della pubblicazione del loro album “Through Centuries of Dust”. Ci risponde il battersta della band Alessio Monacelli:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Il nostro album di debutto si intitola “Through Centuries of Dust” ed uscirà il 25 febbraio con l’etichetta Lost Sound Records. Nel disco sono presenti 11 tracce che riassumono lo stile più recente della band. Crediamo di aver trovato, dopo diversi insieme, la giusta alchimia tra i componenti della band e il sound che ci accomuna. E’ il frutto di molti anni di lavoro, ma soprattutto un sogno che si realizza. Quando iniziammo nel lontano 2002 di certo non pensavamo di arrivare sino a questo punto, anche se siamo ben consapevoli che questo è solo l’inizio.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Siamo nati come ogni altra band, come un gruppo di ragazzini che si ritrova in una cantina, uniti dalla passione per la musica. Il sound originario era chiaramente molto distante da quello odierno e questo ovviamente è dovuto sia ai limiti tecnici che alla poca maturità che avevamo all’epoca. Però la passione ha prevalso e in questi anni siamo cresciuti tanto come musicisti. Ognuno ha portato avanti i suoi progetti paralleli, ma i Death Riders sono sempre stati l’obiettivo principale di ognuno di noi. Abbiamo sempre creduto molto nella nostra musica.

Come è nato invece il nome della band?

-Il nome è nato dal nostro bassista Cristiano Coppa. Inizialmente non c’era nessun particolare significato dietro, diciamo che rappresentava essenzialmente il nostro desiderio di avere un nome molto “metal”. All’epoca non eravamo molto maturi per pensare ad un nome filosofico che avesse una qualche profondità. Col tempo ci siamo però affezionati a questo nome ed abbiamo deciso di mantenerlo, iniziando anche a svilupparne un senso più profondo. I Death Riders sono essenzialmente coloro che cavalcano la morte e non si lasciano soggiogare da tutto ciò che è negativo.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-Solitamente cerchiamo di inserire nei nostri testi tematiche che rientrano tra le nostre passioni o che comunque suscitano qualche emozione in noi. Il tema centrale è quello dell’uomo, in tutta la sua completezza: “Through Centuries of Dust”. Dopo secoli di polvere l’uomo dimostra tutta la sua imperfezione ed ha smarrito la via. Il concetto è ben espresso dalla copertina, opera del nostro amico e grafico Marco Stagnozzi. Una statua che una volta indicava la magnificenza del potenziale umano, giace abbandonata indicando una direzione che contrasta con il volo degli uccelli nel cielo. In generale ci piace affrontare tematiche psicologiche (come ad esempio il dilemma del porcospino in “The Hedgehog’s Dilemma” o la possessione in “Legion”)o eventi storici del passato che rappresentano errori dell’umanità (la bomba nucleare di Hiroshima rievocata in “War Inheritance”). Il filo comune è sempre l’uomo.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Il nostro punto di forza è la capacità di mescolare un cantato tipicamente melodico, appartente al Power e al Prog, con ritmiche serrate molto debitrici al Thrash Metal, creando un mix molto energico e pesante. Senza però dimenticare la musicalità e la teatralità della musica.

Come nasce un vostro pezzo?

-Di solito sono i chitarristi a portare le idee e i riff principali, poi in sala prove si definiscono le strutture e si trovano insieme le soluzioni più adatte. Il lavoro di gruppo è senz’altro il nostro segreto, non c’è un compositore principale e persino io, che suono la batteria, posso dire la mia e portare idee. Poi di solito il pezzo viene perfezionato in studio con l’aggiunta delle linee vocali.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Ognuno ha un proprio brano prediletto, e questo è dovuto ai diversi gusti musicali che contraddistinguono ogni membro della band. Il mio ad esempio è “War Inheritance”, visto il mio spiccato amore per gli up-tempo del power metal. Ma se dovessi trovare un brano che ci rappresenta tutti …..direi sicuramente “Deathriders”, brano omonimo che esprime tutto il nostro spirito ed è un vero cavallo di battaglia nelle esibizioni dal vivo.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Direi senz’altro Blind Guardian e Kamelot per il lato vocale, molto melodico e corale. Dal punto di vista musicale direi Trivium, per le ritmiche serrate, e Nevermore, perché la loro teatralità è qualcosa che non lascia indifferenti.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Non abbiamo ancora nulla di stabilito, ma speriamo vivamente di poter girare un po’ l’Italia e l’Europa in generale. Le esibizioni dal vivo sono sempre state molto importanti per noi. Il sogno sarebbe quello di suonare in paesi remoti, come il Giappone, ma rimaniamo coi piedi per terra. Il mio piccolo sogno personale è quello di suonare in Cina, in quanto studioso della lingua e della cultura di questo paese. Sono ben conscio però di quanto il metal non sia ancora sviluppato e dei limiti burocratici di una simile opportunità…

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Diciamo che è ancora troppo presto per parlare di cose del genere. Ci piacerebbe iniziare il prima possibile a lavorare sulla stesura di brani da inserire nel prossimo album.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-Trovandoci in una zona geografica in cui questo genere non riscuote particolare successo, o per lo meno la scena non è molto attiva, non so se possiamo parlare di scena. Abbiamo molto amici musicisti, anche al di fuori delle Marche e credo che ci siano molte band valide. Mancano però le opportunità ed anche i locali in cui esibirsi. Noi siamo stati fortunati ha trovare un team di persone che crede in noi e non getteremo una simile occasione.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Internet è il futuro. E’ stato fondamentale per metterci in contatto con la Alkemist Fanatix Europe, la nostra agenzia di management ed è fondamentale tutt’ora per la promozione e per il contatto con i fans. La band è presente su tutti i social network (Facebook, Twitter, Reverbnation), su MySpace ed ovviamente abbiamo anche un sito ufficiale (http://drmetal.weebly.com/band).

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Il metal è il genere che amiamo di più e non ci vergogniamo di dirlo. Sinceramente mi sento molto a mio agio e non mi vedrei a suonare nessun altro genere. Ma nella vita non si può mai dire…..

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Non penso ci sia un artista in particolare, ognuno di noi ha i propri eroi con cui vorrebbe collaborare. Ci piacerebbe suonare insieme a qualche grande nome, credo che avremmo molto da imparare. Personalmente se mi trovassi a condividere un backstage con Roy Khan e compagnia, oppure i Blind Guardian, ma anche nomi meno blasonati come gli straordinari Seventh Wonder….potrei considerarmi realizzato come musicista!

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Ricordiamo a tutti che l’uscita di “Through Centuries of Dust” è il 25 febbraio ed invitiamo tutti a darci un chance, perché crediamo molto nella nostra musica e nella scena italiana in generale. Per chi volesse farsi un’idea di come suona il nostro album, in rete sono disponibili sample e il brano intero “The Eclipse”, primo singolo estratto. STAY METAL!

Intervista di Maurizio Mazzarella

sabato 22 gennaio 2011

NASTY TENDENCY - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Nasty Tendency in occasione della pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio "Hello Suckers!". Ci risponde il chitarrista della band Johnny Curly:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Ciao, si il nostro nuovo disco intitolato "Hello Suckers!" uscirà il 10 febbraio sempre per My Graveyard per la distribuzione fisica e Spider Rock per quella digitale.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Diciamo che il tutto è cominciato verso la fine del 2006 e l'inizio del 2007 e i primi tempi eravamo improntati sul glam metal classico degli anni 80 per poi andando man mano sempre piu vicino all Heavy più classico sempre di stampo statunitense.

Come è nato invece il nome della band?

-He he, quello fu nato dopo una sbornia in un locale, eravamo io e il primo bassista dei Nasty Max Mello nonche uno dei miei piu stretti amici, eravamo talmente fuori e a pezzi fisicamente e psicologicamente che ci sentivamo uno schifo, per cui Max ad un certo punto urlò a squarcia gola NASTY TENDENCY, cosi dal nulla, ovvero tendenza allo schifo, al marcio, al male, ovviamente inteso in mille modi a seconda di come lo poni. E per cui nacquero i Nasty Tendency dopo una serata di eccessi e di trasgressioni.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-Diciamo che in generale ci piace sia parlare di vita reale e problemi sociali come la droga, l'alcol e la prostituzione ma anche elementi piu fantastici come vampiri, incubi notturni e anche veri e propri inni dedicati a chi supporta l'heavy metal e il rock'n'roll,insomma non abbiamo un argomento preciso, ci piace esprimerci a seconda di quello che il pezzo ci porta ad immaginare nel caso che nasca prima la parte musicale che quella vocale,viceversa prendiamo spesso ispirazione da vita vissuta, libri, cronaca, storia, ecc... Ci sono tante fonti che attraggono la nostra sete di espressione.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Sicuramente l'impatto dei brani, la carica e i cori piu che mai antemici che spero riescano a rimanere in testa gia dopo il primo ascolto. Credo sia un disco immediato e che non lascia mai la presa,questo era il nostro intento.

Come nasce un vostro pezzo?

-Quasi sempre una canzone nasce da una mia linea vocale o un mio riff, poi Luke è molto bravo a trovare i giusti arrangiamenti che colorano il pezzo,ma di solito io arrivo gia in sala prove con la canzone quasi al completo. Per ora questa formula ci ha sempre appagato,poi in futuro vedremo.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-E' difficile dirlo,penso che non ce ne sia uno in particolare, forse "Switchblade serenade" in quanto è stata la prima canzone che scrissi per i Nasty ancora nel 2006 e che poi trovò spazio solo in questo disco e non nel primo,questo per quanto riguarda me, per gli altri credo che sia sicuramente Rocket Woman.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Accept e Motley Crue dei primi dischi sicuramente molto,ma anche tutto l'us metal degli 80 e mi riferisco a band come Riot, Lizzy Borden, Loudness(era Viscera) e anche W.A.S.P sicuramente.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Ora stiamo preparando un paio di video clip che usciranno poco dopo il disco e penso che sicuramente ci imbarcheremo in un qualche tour estivo o in primavera, senza contare sicuramente un buon numero di date in italia.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Ma per quanto riguarda il live staremo a vedere alla fine del anno, se ci sarà del materiale che ci soddisfa sicuramente un pensierino ce lo faremo. Per il DVD credo sia ancoa presto.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-No comment.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Be in parte tutte e due, ormai è un discorso vecchio questo, credo che internet in questo momento sia veramente troppo sovrappopolato e che ci sia un chaos tremendo. Ad ogni modo credo che comunque abbia molti lati positivi... Sopratutto per quanto riguarda la possibilita di vendere dischi direttamente online.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Personalmente molto, io vivo per questo genere di musica, non potrei suonare nient altro che Hard Rock/Heavy Metal nel suo stile piu classico, poi sicuramente gli altri miei compagni hanno anche gusti diversi oltre all heavy metal .

C'è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Sicuramente Wolf Hoffman, il chitarrista degli Accept, a mio giudizio una delle chitarre piu originali nel panorama dell'Heavy Metal.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Certamente,per prima cosa ti ringrazio per l'intervista e saluto tutti i lettori di Informazione Metal augurandogli il meglio del meglio sempre ! KEEP THE FAITH ALIVE! ALWAYS! STAY HEAVY! Johnny Curly.

Intervista di Maurizio Mazzarella

martedì 18 gennaio 2011

RUSTLESS - La Storia del Metallo Italiano


Con grande onore ed immenso piacere, ospitiamo tra le pagine multimediali di Informazione Metal, una pregevole intervista ai Rustless, band nata dalle ceneri dei Vanadium, un gruppo ben noto al grande pubblico per aver fatto la storia del "metallo made in Italy". In occasione della pubblicazione del loro ultimo grande disco "Silent Scream", ci risponde tutta la band, composta da i tre ex Vanadium Stefano ''Steve'' Tessarin (chitarra), Ruggero ''Ruggy'' Zanolini (tastiere) e Lio Mascheroni (batteria) e da Roberto ''Robi'' Zari (voce) e Daniela Marelli (basso):

Un nuovo album,Silent Scream,questa volta composto da brani inediti, dopo Start From The Past. Un periodo felicemente prolifico… ce ne parlate?

-Dopo l'esperimento del primo album abbiamo raccolto tutte le energie per imprimere il nostro marchio di fabbrica virando su sonorità più consone al nostro stile. E' stato facile in seguito al cambio di formazione che vede l'inserimento di Daniela al basso e la scelta di Roberto come unica voce, facendoci tornare alla classica impostazione hard rock oriented. Pensa che abbiamo già altro materiale inedito pronto...!

Come sono nati i Rustless?Cosa ha scatenato la voglia,dopo la cover-band Diumvana,di una nuova esperienza musicale che producesse anche qualcosa di nuovo?

-In realtà non ho mai smesso di comporre e l'incontro dopo tanti anni con Lio ha fatto nascere in noi tre la voglia di rimetterci in gioco.

Ruggero,Lio e Steve vi conosciamo bene…Ci presentate Daniela Marelli (basso) e Roberto Zari (voce)?

-Conoscevamo già Roberto, avendo collaborato con lui nel 1997, quindi in pieno periodo post Vanadium, e ci siamo ricordati di lui per questo nuovo progetto. Mentre Daniela l'abbiamo incontrata grazie a Lio che l'aveva già notata e le abbiamo proposto di entrare a far parte del gruppo, vista l'incombente uscita del precedente bassista.

Ci descrivete come si è svolto il lavoro di composizione ed incisione del nuovo disco?

Steve –Per questo album ho preso alcune registrazioni e idee che avevo accantonato da anni e le ho rielaborate per renderle attuali. La fase compositiva ha richiesto circa 6 mesi di lavoro, con sedute personali con ogni membro della band per delineare e nobilitare ogni esecuzione. Grazie al nuovo assetto abbiamo raggiunto un grande feeling in breve tempo. Sono rimasto sorpreso da Daniela, una bassista grintosa, precisa con un ottimo orecchio musicale. Mentre con Roby mi sono trovato perfettamente in sintonia per creare le melodie vocali. Ovviamente l'intesa con Lio e Ruggy non ha fatto altro che accrescersi e cementarsi sempre più. Il primo varato è stato Never alone. Nell'intro mi è venuto in mente di utilizzare dei cori e delle percussioni gitane oltre che il violino e la chitarra classica (suonata da Francesco Bianco) per dare un tocco prog al pezzo. Pensa che per Somewhere Everyday sono andato in un locale a registrarmi tutto il brusìo della gente che abbiamo inserito nella coda del brano. Un pezzo nato in modo strano e finito strano: Roby è venuto da me con la melodia del ritornello registrata sul suo cellulare, mi ha incuriosito e l'ho sviluppata creando un pezzo di “rock fresco”. Pensa che anche Falling from the moon è nata in modo particolare: Ruggero stava suonando un giro melodico di pianoforte, ho “drizzato” l'orecchio - “Continua a suonarlo, Ruggy...” ho registrato la take e poi con Roberto abbiamo creato subito la strofa e il ritornello. Il bello è che eravamo in saletta per arrangiare un altro brano! Tengo a dire che su questo pezzo ho suonato forse l'assolo più vario, sentito e delicato della mia carriera.

Ruggy – In Somwhere Everyday Roberto ha avuto l’idea di aggiungere la coda con gli effetti ambientali del locale e mi ha chiesto di creare un pezzo ragtime di piano. Voglio dedicare questo cameo a mio nonno Luigi Zanolini che suonava per il cinema muto.

Roby – La lavorazione è stata molto intensa e laboriosa. Steve sforna pezzi in continuazione e tiene tutti in fermento per le parti. Ho la mail piena di: “Hai fatto il testo?”, “Sei pronto a cantare?”. Però c'è da dire che mi è sempre piaciuto lavorare in modo professionale. Nulla è lasciato al caso, ognuno nella band ha il suo ruolo e così l'ingranaggio non subisce intoppi. Per fortuna tra noi non c'è nessun leader che cerca di emergere rispetto agli altri: questa è la prima regola che assicura longevità ad una band! Come per Start from the past mi sono sentito onorato a cantare brani che sono nella storia del metal italiano e ho dato il massimo nell'interpretarli con sentimento e rispetto. Sono felice della considerazione che hanno di me i tre Vanadium, spero che anche i vecchi fan capiscano lo spirito con il quale i brani sono stati riproposti.

Dany - Per quanto mi riguarda “Silent Scream” è il mio primissimo album! Come tale non nascondo d’esser stata inizialmente un po’ intimorita dall’idea: vuoi non aver mai preso appunto parte ad un lavoro inedito, vuoi avere a che fare con 3 “mostri sacri” dell’hard rock italiano.. Il tutto però non è stato affatto un freno, anzi! Fin dall’inizio mi hanno sempre fatta sentire pienamente a mio agio, manifestandomi in continuazione una forte stima come musicista che vi assicuro, è un grande onore per me! In ambito delle registrazioni poi mi son trovata di fronte delle fantastiche persone, pronte ad ascoltare le mie idee, i miei dubbi, le mie proposte apertamente.. mi reputo fortunata, non avrei potuto sperare in una prima esperienza migliore!

Perchè Silent Scream come titolo? C’è inoltre qualche testo in particolare del disco a cui siete particolarmente legati o con cui volete lanciare un messaggio a chi vi ascolta?

-Il titolo e la rispettiva foto di copertina, le mani tese, rappresentano appunto un “grido silenzioso” che può avere varie chiavi di lettura: la più immediata è una richiesta d'aiuto. Però può anche essere vista dal lato “musicale”: noi ci siamo! nonostante il poco appoggio mediatico che abbiamo. Ci siamo e lasciamo parlare la nostra musica.Per quanto riguarda i test, i temi generali dell'album sono il riscatto e la speranza.Hold on è incentrato sul resistere anche nei periodi di difficoltà, Don't fear evil parla di luce ritrovata dopo un periodo buio, Never alone parla di amicizia, Silent scream ha un testo un po' particolare che parla di ricerca interiore. Last goodbye parla del rapporto che si è perso tra l'uomo e la natura. Somewhere everyday, Weird game e Show me the way hanno testi più leggeri. Falling from the moon è quella con il testo più personale e introspettivo, dedicata da Roberto ad una persona speciale che purtroppo non c’è più. Non vogliamo entrare proprio nel dettaglio dei vari testi perché ci piace pensare che chi li ascolta dia una sua interpretazione in base alla sensibilità personale.

Siete sempre legati al vostro passato? D’altro canto è evidenziato anche sulle copertine dei vostri lavori…cosa vuol dire per voi?

Ruggy - Nessuno nega un grande passato sempre vivo nei nostri cuori. Siccome in questi anni la storia Vanadium è arrivata distorta e da una sola campana sia in TV che sui giornali, ci teniamo a ribadire che i Vanadium erano una band formata da 5 elementi, tutti egualmente importanti per il successo ottenuto. Io, Steve e Lio ci teniamo a ricordarlo e a riproporre qualche nostro brano storico ricantato da Roberto perché riteniamo che lui abbia le caratteristiche vocali ed espressive che si sposano perfettamente con le nostre sonorità.

Steve – Siccome tanti nostri album non sono mai stati rieditati in CD, ci tenevamo a riproporre man mano alcuni pezzi storici che abbiamo composto nei Vanadium. Devo dire che sono soddisfatto di come li ha cantati e interpretati Roberto, in quanto non sono per niente facili a livello vocale sia in studio che soprattutto dal vivo.Specialmente l'arrangiamento acustico di Don't be looking back mi ha sorpreso per come è stato “vestito”. Ti assicuro che in studio non abbiamo utilizzato nessun “trucchetto” tecnico che potesse agevolare le take delle voci. Tutti i brani dell'album (eccetto Falling from the moon e Never alone che per sonorità voluta sono un semitono sotto il La naturale) sono stati cantati con intonazione a 440hz.

Che musica ascoltano i Rustless. C’è qualche gruppo dei giorni nostri che vi colpisce?

Ruggy - Personalmente ascolto un po' di tutto, in particolare mi piacciono i Kamelot.

Steve – In questo periodo ascolto sempre il nostro disco anche per motivi di studio! Gli ultimi miei acquisti sono stati: Halford – Live in Anaheim, Slash, Avantasia- The wicked symphony & Angel of Babylon.

Roby – In questo periodo mi sono buttato sul jazz: Hiromi, Return to Forever, Birèli Lagréne, Lee Ritenour. Ultimo Cd in ambito rock: Transatlantic – Whirlwind.

Lio - Slash, Carmine Appice, W.E.T., Return to Forever.

Cosa vi aspettate da questo album?

-Ci aspettiamo che questo album lasci un'impronta positiva in generale e anche ai nostri vecchi fan Vanadium; le recensioni avute finora sono state più che positive e pure i riscontri live, quindi tutto questo ci da grande fiducia e soprattutto forza e voglia di continuare su questa strada.

Sul fronte live come vi muoverete? E qui al sud abbiamo qualche speranza di godere delle vostre performances?

-Il panorama live è parecchio complicato, è sempre più difficile riuscire ad ottenere serate e purtroppo in Italia la mentalità rema contro le band inedite come noi, preferendo le cover e i tributi.. speriamo la situazione cambi, anche perchè la continua chiusura di locali è la dimostrazione che ormai la gente vuole altro. Per quanto riguarda il sud abbiamo dei contatti e speriamo vivamente che vadano in porto!

State pensando ad una testimonianza live su dvd da lasciare ai posteri? Tutti ben sappiamo cosa riescono a fare sul palco Steve,Lio e Ruggero…Sarebbe un graditissimo regalo…

-Grazie del consiglio! In effetti non ci avevamo mai pensato e non sarebbe una brutta idea da considerare in futuro.

Un messaggio ai lettori di Informazione Metal...

-Vorremmo ringraziare le persone come te che sostengono la musica con passione, tutti i nostri fan vecchi e nuovi che ci ripagano di tutti gli sforzi fatti. Ricordatevi sempre che la musica unisce, non divide, di qualsiasi genere essa sia. Non credete a chi vi racconta il contrario.

Intervista di Salvatore Mazzarella

venerdì 17 dicembre 2010

TIMEDUST - Intervista alla Band


Intervista ai TimeDust in occasione della pubblicazione del loro ultimo disco. Ci risponde il cantante Gabriele Bernasconi:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Il nostro omonimo album TimeDust è frutto della creatività e della passione di cinque musicisti, uniti dalla volontà di proporre un metal potente, diretto e allo stesso tempo raffinato. Abbiamo voluto inserire in questo album tutto ciò che il metal - secondo noi - è in grado di raccontare con la sua intensità: dal profondo dolore per la perdita di una persona cara (Reaching Out to You), all’odio verso una persona che ci ha fatto del male (Big Zero Man), fino alla pura e semplice narrazione di storie di portata epica o folkloristica (The Wild Hunter, Spirit of the Oak). Musicalmente abbiamo cercato di unire armoniosamente le nostre rispettive influenze per ottenere un sound corposo e complesso: l’album presenta un metal generalmente melodico e veloce, con frequenti accenni a sonorità più progressive e moderne, ma anche episodi di maggiore atmosfera dove le tastiere assumono un ruolo preponderante. Insomma, lo definirei un album ricco di molti spunti diversi, uniti dal sottile filo rosso che è il marchio TimeDust.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-I TimeDust sono nati alcuni anni fa dall’intenzione mia (Gabriele, voce) e di Alessio (chitarra), inizialmente come semplice cover band di pezzi heavy metal. Poi, dopo aver ottenuto un certo riscontro di pubblico nei locali del nord Italia, abbiamo iniziato a sondare il terreno della composizione. I lavori sono stati rallentati da una serie di cambi di line-up, che però non hanno smorzato l’intenzione e la passione che ci hanno portato a comporre tutti i brani che potete ascoltare sul nostro primo album. L’esperienza live ci ha aiutati a trovare un ottimo affiatamento, e le differenti influenze dei membri della band (dal power metal teutonico al black metal più estremo) si sono amalgamate in un risultato che a mio parere offre molte sfaccettature diverse all’ascoltatore.

Come è nato invece il nome della band?

-Il nome è stato inventato dal nostro primo batterista, Damiano (ora nei Dyve). All’epoca stavamo cercando un nome che si potesse offrire a diverse interpretazioni, e abbiamo sfruttato un concetto che ho sempre trovato molto stimolante: la polvere del tempo, che si posa su tutto e che lentamente cambia l’aspetto di ogni cosa.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?
-Ricollegandomi a quanto detto riguardo al nome della band, molti dei testi sono il frutto delle mie riflessioni sullo scorrere del tempo, e su come questo può cambiare più o meno sottilmente le intenzioni delle persone. La canzone che meglio incarna questo concetto è proprio Dust of Time, dove l’idea stessa dello scorrere del tempo viene presentata da molti punti di vista diversi. Oppure Time to Turn Back, dove un viaggiatore giunge al punto in cui si è allontanato a sufficienza da un luogo da cui voleva fuggire, e sente il bisogno di tornare alle proprie radici. Il tempo è un tiranno implacabile, che a volte guarisce e altre volte fa dimenticare anche le cose belle. Vi sono anche altre tematiche: molte sono ispirate ad emozioni e sensazioni che possono cambiare la vita di una persona (Could I Be Blind, The Question), altre sono storie che amo raccontare con il potente supporto della musica (Marathon). I testi sono fondamentali nella musica dei TimeDust, perché è proprio la musica che crea l’atmosfera adatta a ciò che le parole raccontano. Durante la composizione abbiamo sempre cercato la perfetta sinergia tra musica e parole, in modo da offrire all’ascoltatore un’esperienza emotiva coerente e profonda.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-In primis direi la varietà. Abbiamo cercato di comporre un album che riflettesse molte delle potenzialità del metal melodico, sfruttando ampiamente i contrasti timbrici tra chitarre possenti e una tastiera molto versatile. Proprio per questo mi riesce difficile definire in una parola il nostro genere: non è solo power, non è solo speed, non è solo progressive… insomma, è un album che di sicuro potrà incuriosire gli amanti dei Symphony X così come quelli dei Blind Guardian, passando per la durezza cruda degli Iced Earth e la vena orchestrale dei Savatage.

Come nasce un vostro pezzo?

-Da un lungo e accurato lavoro di composizione e arrangiamento, attuato per la maggior parte tutti e cinque insieme. Ognuno di noi porta un’idea, una linea melodica, un riff di chitarra, che poi si evolve mano a mano che ognuno da il suo contributo. Alcune canzoni sono state composte unicamente da una persona e poi arrangiate insieme (ad esempio Spirit of the Oak), ma la maggior parte dei brani sono frutto del lavoro compositivo di tutti e cinque i membri della band.
Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-GABRIELE: È difficile sceglierne uno solo, perché in tutti i brani ho messo molto della mia interiorità e della mia passione. Potrei dire "The Question", proprio per il significato del testo: c’è veramente qualcosa per cui vale la pena lottare? Col tempo tutto cambia, anche le cose che ritenevamo più incrollabili possono svanire lentamente. E allora cosa rimane? Per cosa combattiamo ogni giorno?

-ALESSIO: The Gift of the Dark rappresenta il miglior pezzo che ho mai composto da quando suono la chitarra, melodico in alcuni punti e graffiante in altri, il tutto condito da duetti solistici alternati di chitarra e tastiera. Tutta la melodia del brano di sposa perfettamente con la linea vocale ed il suo significato: un uomo che non ha il coraggio di affrontare il mondo che odia, che gli mette davanti troppe difficoltà e troppe sfide, è un vigliacco, e non ha il coraggio né di cambiare la propria vita né di andarsene e cercare di ricominciare da qualche altra parte. L'unica via di fuga che conosce è il sonno.
Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Come ho già detto in precedenza, una delle caratteristiche principali del nostro sound è proprio quella di amalgamare influenze molto diverse. Ognuno di noi ha portato le proprie scelte compositive: Gabriele (voce) uno stile di canto acuto e potente simile a quello di Matthew Barlow (Iced Earth) o Hansi Kursch (Blind Guardian); Alessio (chitarra) un riffing complesso e massiccio simile a quello di Michael Romeo (Symphony X); Alex (basso) uno stile molto più diretto e "in your face" simile a quello di Steve Harris (Iron Maiden); Kicco (tastiere) un sound versatile e polivalente che spazia dal pianoforte acustico a synth distorti e graffianti; Mirko (batteria) uno stile veloce e potente influenzato dal metal più estremo.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-In Italia è davvero difficile suonare metal e pensare di poter raggiungere il successo. Nel nostro paese manca la cultura del rock: tutta la musica "pesante" che ascoltiamo è rigorosamente di importazione. Eppure l’Italia è piena di musicisti rock e metal di altissimo livello! Quello che mi dispiace è che molti di questi musicisti - per vivere con la musica che amano - sono costretti a lasciare l’Italia, andando a suonare in paesi dove il metal è più "vivo" come la Germania, la Scandinavia o l’America. Stabilire le cause di questa situazione è difficile: credo che l’Italia abbia un passato musicale troppo ricco e "pesante" per potersi aprire facilmente a generi più giovani e irriverenti come l’hard rock o l’heavy metal. Le nuove generazioni hanno una mentalità più aperta, ma purtroppo il mercato è dominato da chi vuole solo vendere prodotti sicuri e privi di rischi, puntando quindi su generi molto rodati (pop, rock leggero, cantautori) che in Italia sono garanzia di successo. Ma questo non deve assolutamente scoraggiarci: se nessuno ci prova, nessuno ci riuscirà mai!
Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Considerando che il nostro album è pubblicato esclusivamente sulla rete, direi che Internet ci ha decisamente aiutato! Credo che ormai tutti abbiano capito che Internet è un’entità con cui fare i conti nel bene e nel male, la vera rivoluzione di fine millennio. Internet porta a far conoscere facilmente il nostro prodotto anche in paesi dove prima non avremmo potuto permetterci una distribuzione, ma nel contempo facilita la pirateria e quindi ci danneggia economicamente. Ci sarebbero molte cose da dire a favore e a sfavore di Internet, specie nei confronti della musica; eppure credo che la cosa più importante sia capire che ormai non si può sfuggire a questo fenomeno. Occorre osservare l’evolversi della situazione, e sapersi adattare al meglio ai rapidi cambiamenti della nostra società telematica. Credo che cercare di remare contro i lati negativi della rete non abbia molto senso; molto meglio sfruttarne astutamente quelli positivi!

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Moltissimo! L’heavy metal in generale è un genere dove i musicisti possono esprimere al massimo il proprio talento sfoggiando blast beat devastanti, assoli al fulmicotone o voci che raggiungono i limiti della propria estensione. Noi però non abbiamo mai cercato l’estremo tanto per dimostrare che siamo capaci: la musica deve essere ESPRESSIONE, e per esserlo non può essere solo esasperazione di velocità e tecnica. Il metal è un genere che cade facilmente in cliché già sentiti, in emozioni che ormai hanno fatto il loro corso; noi abbiamo cercato - con musica e parole - di tirar fuori quello che le nostre orecchie volevano sentire, qualcosa di nuovo e interessante. Abbiamo cercato di creare un’atmosfera, un’emozione; se ci siamo riusciti, significa che abbiamo utilizzato al meglio le nostre capacità musicali.

Intervista di Maurizio Mazzarella

domenica 5 dicembre 2010

AXEVYPER - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Axevyper in occasione della pubblicazione del loro ultimo album in studio dal titolo omonimo. Ci risponde il bassista della band Andrea "Pandò" Tognetti:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Innanzitutto grazie per questa intervista e per lo spazio che ci avete dedicato, ne siamo molto orgogliosi. Per quanto riguarda il nostro album, che dire, è un semplice album di Heavy Metal duro e puro suonato col cuore e con i muscoli, che non deluderà di certo chi di questa musica ha fatto la propria ragione di vita.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Gli Axevyper sono nati dopo che Guido Tiberi (chitarra) e Luca "Fils" Cicero (voce) chiudessero la loro precedente avventura targata Assedium. Guido e Luca avevano voglia di continuare a lottare per la causa dell'Heavy Metal in questo paese e così hanno cominciato a comporre nuovo materiale per una futura band, ed è così che io (basso), Butch (batteria) e infine Damiano (chitarra) siamo entrati in gioco. Diciamo che tutto è cominciato verso Luglio 2009 : Luca stava cercando gente in zona Viareggio (perchè tutti noi, tranne Guido che abita nelle Marche, veniamo da Viareggio), ragazzi motivati e che amassero questa musica alla follia. Così una sera mentre tornavamo da un concerto degli Etrusgrave a Livorno, Luca propose a me e a Butch di cominciare questa avventura insieme; in seguito entrò anche Damiano nel gruppo, anche se ci sono volute intere settimane per convncerlo visto che era appena uscito da un'esperienza totalmente negativa con la sua precedente band, però alla fine non penso se ne sia pentito. Da qui abbiamo cominciato quest'avventura tutti e cinque insieme, per il momento sta andando alla grande e spero che l'entusiasmo e l'amicizia che ci unisce si protragga ancora per moltissimo tempo.

Come è nato invece il nome della band?

-Il nome Axevyper è nato assolutamente in maniera casuale e senza un concetto definito, volevamo soltanto un nome che avesse un "x" e una "y" all'interno di esso e che attirasse l'attenzione. Pensando anche a nomi di band che grammaticalmente sono scorretti tipo MERCYFUL FATE o CHOZZEN FATE. Alla fine il risultato ci era piaciuto molto e abbiamo deciso di tenerlo.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-Per i testi ci affidiamo al nostro istinto. Dipende da cosa siamo ispirati in quel preciso momento, da quali letture stiamo affrontando, da quale messaggio vogliamo far percepire a chi legge i nostri testi ecc... Per esempio nell'album ci sono un paio di testi ispirati a racconti epici o racconti dell'orrore, testi contro chi si crede di essere "metallaro" solo perchè ascolta gli Iron Maiden e non considera minimamente la scena italiana fatta eccezione per gruppi di merda come Lacuna Coil o Rhapsody, oppure anche testi contro gli autovelox ahahaah! (si si è proprio così, d'altronde siamo grandi fan di Sammy Hagar ahahah).

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Prima di tutto non è il solito disco nel quale non noti la differenza tra un pezzo e un altro, e questa è la cosa di cui andiamo maggiormente fieri (lo so che è un pò una frase fatta ma se ascoltate il disco ve ne potete rendere conto davvero). Nel nostro disco puoi trovare un pezzo alla Motorhead come uno sullo sitle dei Saxon o dei Running Wild, puoi trovare il pezzo un pò più hard rock ma c'è anche il brano più casinista e thrashettaro, c'è anche spazio per un pezzo epico......insomma ce n'è per tutti i gusti. E direi che è proprio questa la qualità del nostro disco.

Come nasce un vostro pezzo?

-Diciamo che non c'è una formula base con la quale nascono i nostri pezzi, ogni tanto capita di sviluppare delle idee tutti insieme e a volte capita che sia uno di noi a portare un brano già bello e fatto e poi ci lavoriamo tutti insieme, lo stesso vale per i testi. Alla fine l'importante è che tutti e 5 insieme siamo d'accordo sul risultato finale, negli Axevyper tutti possono dire la sua e ogni singola idea viene considerata, è così che un gruppo cresce e migliora in continuazione. Questo "meltin pot" di idee lo si può benissimo carpire sin da un primo ascolto al disco secondo me, non è un disco tutto uguale (come già detto in precedenza) e si capisce che non è stato scritto e composto da una o due persone, si sente che c'è il contributo di tutti e questo ci rende molto fieri l'un con l'altro.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Ovviamente siamo legati a tutti i brani che compongono questo disco, ma non posso nascondere che la canzone alla quale siamo particolarmente legati (mi sento di parlare a nome di tutti) sia "Non è finita qui". Il messaggio che trasmette questo brano rispecchia in pieno lo stile di vita di chi ha un sogno e non si abbatte di fronte alla difficoltà della vita, e anche se un giorno cadrai, avrai sempre il coraggio di rialzarti e di essere più forte di prima; e poi è anche la prima canzone che abbiamo suonato durante la nostra prima prova tutti insieme, appena cominciato a suonare ci sentivamo come se avessimo suonato insieme da anni e invece erano passati solo pochi minuti, è stato un bel momento che non scorderò mai.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Ci sono davvero moltissime band da citare, ovviamente non possiamo non menzionare band come gli Iron Maiden, Running Wild, Manilla Road, Strana Officina, Manowar, Omen, Motorhead, Crossfire e tante altre. Ognuno comunque ha le proprie preferenze e influenze maggiori, per esempio a Damiano piacciono molto le sonorità e i gruppi degli anni '70 come Atomic Rooster, Dust, Captain Beyond; Butch è uno Speed Metal Maniac, quindi le sue preferenze sono gli Exciter, Agent Steel, Savage Grace, ADX ecc.., Luca è un super fan del Metal Europeo come gli Ostrogoth, Crossfire, Axe Victim, Killer belgi (insomma l'intero catalogo Mausoleum, non a caso si è fatto crescere i baffi ahahahah); Guido è lo specialista delle perle di US Metal ed è il più grande fan dei Cirith Ungol; mentre io sono un super fan degli Uriah Heep. Insomma tra tutti ascoltiamo un bel pò di roba ahahah!

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Abbiamo già parecchio materiale nuovo e a Febbraio 2011 uscirà un EP di 6 pezzi interamente cantati in italiano con un'ospite speciale a duettare con il nostro Luca. Stiamo già lavorando ad altri pezzi che andranno in un eventuale secondo album, però ancora non ci sono programmi o date di scadenza, l'unica cosa certa è che non ci fermiamo mai. Per quanto riguarda la promozione del disco abbiamo già fatto un paio di date di supporto e sono andate oltre ogni aspettativa, sia per il numero degli spettatori che per l'atmosfera che si è venuta a creare durante lo show. A metà Gennaio siamo confermati a Livorno insieme ai mitici Etrusgrave, il 26 Febbraio faremo la nostra prima apparizione estera al Metal Espectros Festival in Spagna insieme ad Iron Kobra, Steel Horse e gli Avenger, infine saremo anche in Grecia per partecipare al Warm-Up dell' Up The Hammers Festival insieme ai Lost Lullabye, Dexter Ward (con i quali abbiamo già avuto l'onore di condividere il palco) e Airged Lahm. Infine saremo anche all'Exenzia a Prato a fine Marzo insieme ai leggendari Rosae Crucis. Le occasioni per vederci "on stage" non mancheranno di sicuro.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Purtroppo di locali in Italia dove poter registrare un buon live album ce ne sono davvero pochi e comunque per il momento non ci interessa farne uno, abbiamo sempre poco repertorio e non abbiamo ancora un nome così di rilievo per poterci garantire un risultato di vendite tali da coprirne le spese. Magari in un futuro ci sarà tempo anche per queste cose, mai dire mai.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-La scena italiana ha moltissime band valide e degne di nota (Stonewall, Walpurgis Night, Asgard, OverNation e molte altre ancora) e anche il nostro passato ci ha regalato dei dischi che fanno il culo a tanti nomi esteri molto più blasonati, basti pensare a dischi come il primo dei Vanexa, a Rumore nel Vento dei Sabotage, all'omonimo della Strana Officina, a Warning Games degli Hocculta e i vari Dark Quarterer, Adramelch, Spitfire, Dark Lord ecc..., purtroppo però all'estero ci vedono sempre come un prodotto di serie B o anche meno e in Italia preferiscono far suonare le varie tribute band e cazzate del genere; suonare Heavy Metal nel 2010 in Italia è meno semplice di quello che uno può pensare, però la passione per questa musica va oltre tutto e alla fine l'importante è divertirsi.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Secondo me chi pensa che internet nel 2010 sia uno strumento per danneggiare le band non ha proprio capito niente. Parliamoci chiaro, non siamo un gruppo al quale la musica da uno stipendio mensile, internet è l'unico mezzo con il quale guadagniamo quei pochi soldi dalla vendita del merchandise per poterci coprire le spese di quando andiamo a suonare fuori e con il quale facciamo pubblicità alla nostra musica e promuoviamo le date dal vivo. Quindi siamo totalmente pro-internet, tanto poi alla fine il vero appassionato il disco originale lo compra.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Ti ringrazio del complimento ma noi non ci sentiamo dei musicisti, siamo dei ragazzi che si divertono a suonare la musica che più li appassiona tutto qui, i musicisti sono quelli che di musica ci vivono e ci mangiano e noi non siamo ancora arrivati a questo punto e non penso che ci arriveremo mai, visto soprattutto come gira il mondo di questi tempi dove la maggior parte della gente fa fatica ad arrivare a fine mese, figuriamoci se comprano il disco degli Axevyper. Ritornando alla domanda ti posso semplicemente dire che ci divertiamo da matti a suonare i nostri pezzi e chi ci ha visti dal vivo lo può confermare, non siamo dei virtuosi dello strumento e non lo saremo mai, il nostro obbiettivo principale è di comporre ottime canzoni e far divertire il pubblico che viene a sentirci suonare, il resto conta ben poco.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-In realtà ce ne sono parecchi ma al momento non abbiamo un obbiettivo in mente, già nel nostro album ci sono due grandissimi ospiti, George Call (Aska/Omen) e Tann (Ironsword) e nell'EP in italiano di prossima uscita ci sarà un nuovo graditissimo ospite che recentemente ha fatto una comparsa sul palco dell'Heavy Metal Night 3 insieme ad una sua precedente band molto conosciuta e ancora oggi in circolazione, però vogliamo lasciare la sorpresa per l'uscita di questo prodotto.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Innanzitutto vorrei ringraziarti per averci dato l'opportunità di questa bellissima intervista e infine vorrei salutare tutti i ragazzi che ci supportano e ci hanno sempre seguiti sin dagli esordi. Spero di aver soddisfatto le curiosità dei lettori e di aver acceso un interesse per la nostra musica a quelli che ancora non ci conoscono. Auguro il meglio a tutti voi e vi auguro di raggiungere i vostri sogni qualsiasi essi siano: VIVI IL SOGNO, NON E' FINITA QUI!!!!

Intervista di Maurizio Mazzarella

giovedì 2 dicembre 2010

WITCHUNTER - Demoni di Cristallo


Intervista ai nostrani Witchunter in occasione della pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio "Crystal Demons ". Ci risponde la band nel suo complesso:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-(Steve Di Leo) innanzitutto salve a tutti i lettori e grazie per lo spazio concesso per questa intervista. "Crystal Demons" è il nostro primo album e dobbiamo dire che rappresenta al meglio quello che siamo. L’album, uscito per la My Graveyard Productions, è composto da dieci tracce.. la title-track "Crystal Demons" e tratta da un romanzo di Steve Alten ”L’ULTIMA PROFEZIA 2012 : IL TESTAMENTO MAYA” ovviamente letto da me che sono quello più malato per questa roba.. da questo episodio in poi l'album insegue momenti di Rock and Roll vecchio stampo come "Road Master" o "Ready Tonight" e pezzi più dall’anima più speed come "Princess of Hell" o "Speed Killer"per concludere poi con l'omonima "Witchunter" e la più oscura e particolare “The Breath of Satan”; è presente inoltre una cover dei più conosciuti Tygers of Pan Tang "HellBound", che sancisce il nostro amore per questa band e per il genere che più ci influenza e affascina la N.W.O.B.H.M.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-(Bos) i Witchunter nascono nel 2007, da un’idea mia e del chitarrista Ace. Dopo varie prove con diverse line-up che non soddisfacevano ne me ne Ace, sono subentrati Steve e Chuck che hanno dato una svolta decisiva al gruppo: da quel giorno in poi sia sul piano musicale che personale è nato un gran feeling e l’apporto di ogni componente ha generato il nostro sound attuale.

Come è nato invece il nome della band?

-(Ace) il nome della band è nato in maniera piuttosto casuale.. credo che sia un nome tipicamente “heavy”, secco e deciso; naturalmente l’ambito magico-oscuro legato alla stregoneria e alle atmosfere che ne conseguono ci affascinava e una volta visto il logo, merito di Arturo Iustini…, la scelta è stata definitiva.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-(Steve Di Leo) parte dei nostri testi nascono abbastanza spontaneamente in quanto trattano per lo più di ciò che ci piace fare nella vita di tutti i giorni, il trinomio “Sex, Alchool and Rock n’ Roll” descrive al meglio le tematiche affrontate in molti brani;d’altro canto, ci siamo anche accostati, in particolare su questo primo album, a tematiche più oscure.

-(Ace) non ci accostiamo mai a testi impegnati sul piano del sociale o a liriche eccessivamente ampollose… la relativa semplicità strutturale dei nostri brani si sposa secondo me bene con liriche dirette e “da strada”; inoltre l’avvicinamento a tematiche legate in parte all’occulto è nato anch’esso abbastanza spontaneamente in quanto da sempre “Metal e Male” costituiscono un connubio naturale.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-(Steve Di Leo) ritmo incalzante, sonorità tipiche anni ottanta, volumi alti e grinta questi sono gli elementi che caratterizzano i WITCHUNTER e di conseguenza i nostri album.

-(Ace) credo che sia il tipo di sonorità che abbiamo raggiunto con questo primo album la caratteristica che ci contraddistingue di più rispetto a gruppi a noi contemporanei.. chitarre dal sound naturale, linearità dei pezzi ed estrema attenzione rivolta ai singoli brani. Insomma un approccio alla musica che non lascia spazio a innovazioni e ad influssi determinati dal divenire degli anni.

Come nasce un vostro pezzo?

-(Bos) generalmente è da un riff di chitarra che si parte. Una volta in sala prove si elabora cercando l’ arrangiamento migliore. Una volta che il pezzo risulta completo nella linea ritmica, Steve cura le linee vocali; dopo ore di prove il pezzo prende vita e solo quando l’esecuzione del brano sprigiona l’energia necessaria, esso viene proposto dal vivo.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-(Chuck) sicuramente “Witchunter” è un pezzo a cui tutta la band è molto legata.. tra l’altro per me ha un valore particolare in quanto è stato il primo brano che ho imparato e suonato con gli altri appena entrato nel gruppo; da un punto di vista tecnico i brani a cui mi sento più legato sono Crystal Demons e Princess of Hell nei quali ho lavorato molto sulle linee di basso; tra l’altro in questi brani, soprattutto in confronto al demo, basso e chitarra hanno raggiunto tra loro un ottimo feeling.

-(Ace) sono anch’io molto legato a Crystal Demons.. sono inoltre molto fiero di “The Breath of Satan” che è un brano particolare, un po’ al di fuori dello stile generale degli altri pezzi…

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-(Ace) sicuramente l’ambito musicale che ci ha influenzato di più è la N.W.O.B.H.M.: band come Saxon, Tygers of Pan Tang, Holocaust, Angel Witch e in particolare acts dall’animo più speed come Tank, Jaguar e naturalmente Motorhead. Ci sentiamo molto legati anche a band cronologicamente precedenti.. Raimbow, Deep Purple, Black Sabbath e naturalmente ai Kiss ai quali siamo tutti estremamente “devoti”. Ci sentiamo molto vicini inoltre a band italiane storiche come Bud Tribe Sabotage Vanexa Fingernails etc.. le quali ci influenzano molto non solo musicalmente ma anche per la loro personalità e determinazione.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-(Bos) oltre a delle date in giro per l’Italia abbiamo in programma per aprile 2011 un tour europeo che si svolgerà dal 15 al 25 aprile di supporto ai Baphomet’s Blood, che cogliamo l’ occasione di ringraziare pubblicamente.. la nostra priorità è quella di suonare dal vivo, dove vi sono le condizioni adatte, per mostrare quella che è l’essenza del gruppo, l’energia, la grinta e la competenza che ci caratterizzano; inoltre le situazioni live sono anche quelle che semplicemente ci divertono di più e ci permettono di promuovere il nostro materiale a stretto contatto con la gente.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-(Chuck) per adesso credo proprio di no.. siamo concentrati ancora su questo primo disco e sulla sua promozione (live etc..), inoltre a breve cominceremo sicuramente a scrivere qualcosa di nuovo in vista di un futuro album in studio.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-(Ace) come gruppo credo che le maggiori difficoltà riscontrate siano di tipo economico anche perché il tempo e i sacrifici dedicati alla band sono determinati dalla passione e non costituiscono un peso. Per quanto riguarda invece la scena italiana penso che essa spesso non costituisca di certo il terreno migliore per una metal band : per la mancanza di condizioni ideali per suonare live, rimborso adeguato etc.. per situazioni dove, più in generale, le grosse agenzie e non solo, che curano i concerti in Italia danneggiano iniziative non a loro gradite.. ; inoltre purtroppo sia da parte di alcune nuove band, che in parte del pubblico più giovane vedo molta ipocrisia e moda e poco reale amore e interesse verso l’oggetto principale di tutto questo discorso: LA MUSICA. (naturalmente ho espresso semplicemente le mie impressioni da un mio punto di vista, con la consapevolezza che essendo ancora molto giovane ho una strada musicale davanti a me ancora lunga..). D’altro canto, fortunatamente, etichette come la My Graveyard Productions e altre, si adoperano per l’heavy metal in questo paese e band relativamente recenti come ad esempio, a mio parere, Baphomet’s Blood, Sign of the Jackal e altri.. tengono alta qualitativamente la situazione in Italia, anche per la convinzione e la coerenza verso ciò che fanno. Inoltre più in generale dal punto di vista qualitativo-musicale la scena italiana, caratterizzata sempre da una tensione verso l’esterofilia, ha sfornato acts fantastici che non hanno niente da invidiare agli artisti esteri: Strana Officina Sabotage The Raff Skanners Dark Quarterer etc.. con i quali abbiamo avuto la fortuna di suonare e di vedere con i nostri occhi un umiltà e una devozione verso il genere veramente al di fuori del comune.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-(Chuck) mah.. sicuramente internet è stato un mezzo che ci ha aiutato in particolare con i contatti nei confronti ad esempio dell’Heavy Forces Records per la quale è uscito il nostro split con i greci Witchcurse, per molte delle date live che abbiamo effettuato e per i contatti con tutte le persone interessate alla nostra musica.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-(Ace) credo abbastanza… il talento di un musicista non si dimostra con individualismi e virtuosismi che possono sfociare in episodi tecnicamente elevati ma dal risultato sterile… l’attenzione va invece rivolta ai brani e ad assoli che siano al servizio della struttura del pezzo; inoltre non credo che per dimostrare la propria qualità bisogni suonare con un tempo di 7/8 e non un 4/4 all’AC-DC! Siamo comunque giovani e c’è ancora molto da studiare e la voglia di migliorare è tanta.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-(Bos) da questo punto di vista ci reputiamo già molto fortunati. Abbiamo avuto la possibilità di suonare con band del calibro dei Tank in occasione del Revenge of True Metal Fest, con Elixir e con molte leggende dell’ heavy metal italiano in occasione delle tre edizioni dell’ heavy metal night in abruzzo. Il vero sogno della nostra band, di tutti e quattro i componenti, sarebbe quello di avere a che fare con i Kiss; naturalmente si tratta di un sogno irrealizzabile. Personalmente sarebbe entusiasmante avere un’ esperienza diretta con il mitico Neil Peart.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-(Steve Di Leo) ringrazio ancora la direzione per lo spazio a noi concesso, salutiamo tutti i lettori e ovviamente consiglio una visione del gruppo in sede live dove credo che i WITCHUNTER riescano a dare il meglio di loro stessi!a presto!

Intervista di Maurizio Mazzarella