Ansa News

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sabato 24 settembre 2011

TRIVIUM - In Waves


Attivi da oltre dieci anni, i Trivium sono ormai una certezza nell'ambito del metallo d'autore. I loro album sono stati sempre coerenti e potenti, consentendo al gruppo di evolversi costantemente e direi anche sapientemente. Vengono dalla Florida, territorio che ha partorito grandi band che penso sia anche inutile stare qui ad elenvarle tutte. "In Waves", edito per la Roadrunner Records, è il loro quinto lavoro in studio, che li vede tornare sul mercato discografico a distanza di tre dal precedente Shogun. Da un punto di vista strettamente musicale, i Trivium hanno rispettato ancora quelli che sono ormai diventati i classici canoni del loro stile, ovvero quello di un metalcore che si fonde egregiamrnte con trame di un thrash metal possente e martellante, oltre che di un heavy metal che sa mimetizzarsi in una moltitudine di colori. Si, perché la loro capacità principale è quella di riuscire ad intersecare con una grandissima abilità momenti molto melodici ed ispirati in una intelaiatura di un metallo che più estremo non si può. Per essere onesti, con questo disco viene strizzato leggeremente l'occhio ad un sound più accessibile e certamente maggiormente immediato, ma nel complesso non è un lavoro che può deludere i fan del gruppo, anzi, può farli solo contenti, almeno a mio modesto paere. Direi anche che In Waves può avere l'ulteriore capacità di far avvinare alla band un ulteriore numero di estimatori, proprio perché siamo di fronte ad un disco che non presenta partiture eccessivamente indigeribili pura vendo una netta complessità di fondo. I brani sono compatti, ma sono anche in possesso di una giusta dose di versatilità. La band suona con grande intesità e mette in mostra tutto il proprio talento e spessore tecnico. E' un disco dai toni sempre molto elevati, non c'è mai un momento statico, i ritmi sono costatemente alti ed è impossibile non lasciarsi trascinare. La produzione infine è davvero molto buona, il suono è molto moderno ed attuale, un aspetto che non fa altro che aumentare la qualità di un album davvero eccellente. Direi quindi che i Trivium con In Waves hanno colto nel segno. Si ringrazia sentitamente Anna Marzia Morandi della Roadrunner per averci dato la possibilità di recensire questo album.

Voto: 8,5/10

Maurizio Mazzarella

DREAM THEATER - A Dramatic Turn of Events


I Dream Theater sono come un'addizione algebrica, nel senso che se inverti la posizione degli addendi il risultato è sempre lo stesso. Dopo perle come Images and Words ed Awake va via Kevin Moore, considerato fondamentale per il loro sound, ma vanno avanti e passando da Derek Sherinian a Jordan Rudess mettono insieme una serie di capolavori di inestimabile valore, compreso il controverso Falling Into Infinity. Album tutti differenti, mai uguali tra loro capaci di rimarcare come il loro sound negli anni è sempre stato capace di evolversi coerentemente. Ora va via uno dei mebri fondatori della band, il batterista Mike Portnoy, anima del gruppo ed elemento seminale in fase di composizione, sembra debba abbatersi un uragano sul nome dei Dream Theater ed ecco che arriva un musicista straordinario come Mike Mangini che onestamente non fa sentire affatto l'assenza del suo predecessore. Questo per dirvi subito che A Dramatic Turn of Events è l'ennesima opera d'arte realizzata dal Teatro dei Sogni. Questo è il loro undicesimo disco in studio, che senga il loro ritorno sul mercato discografico a distanza di due anni dal precedente Black Clouds & Silver Linings e francamente ritengo che sia la sintesi perfetta di tutti i loro momenti ed è per dirlo con molta franchezza il disco che ogni fani dei Dream Theater può attendersi da Petrucci e compagni. Il loro è un sound assolutamente unico, talmente singolare che ancora oggi ogni nuova band che nasce s'ispira a questa band straordinaria. Dentro c'è tutto, grande tecnica, momenti strumentali estatici, melodia sopraffine, poesie raffinate, la giusta dose di grinta e carisma. Tutto è perfetto, ogni tassello è messo al posto giusto ed è impossibile non rimanere soddisfatto da un lavoro che onestmente in certi momenti semba la sintesi perfetta del vero progressive metal, perché A Dramatic Turn of Events ha il merito di rievocare anche gli antichi fasti di un genere che non ha mai perso d'impatto e di valore. Certo siamo di fronte ad un disco molto complesso e certamente non immediato, non facile d'assimilare. Per farla breve non attendetevi il secondo Images and Words, di quel disco ci sono delle tracce, ma non è certo un tentativo di fotocopia. C'è invece maggiore similitudine con i lavori più recenti e l'unico difetto, se proprio vogliamo andarlo a trovare, è che magari in certi frangenti è poco emozionale, ma sempre professionale di uno spessore artistico molto elevato. Io però mi sono innamorato di un brano come This Is The Life, dove la penna dei Dream Theater si conferma quando è necessario molto intensa ed ispirata, capace di ipnotizzare ed avvolgere in vortice di musica profonda ed anche commovente. Inutile dire che anche la produzione è impeccabile, con un sound attuale e certamente appropriato al sound della band. Poche parole quindi, ecco l'ennesimo capolavoro targato Dream Theater, voin non dovete fare altro che farlo vostro immediatamente. Si ringrazia sentitamente Anna Marzia Morandi della Roadrunner per averci dato la possibilità di recensire questo album.

Voto: 9/10

Maurizio Mazzarella

MORBUS CHRON – Sleepers in the Rift


Dopo l’intro “Through the Gaping Gate” parte il sabba malefico di “Coughing in a Coffin” e la consapevolezza che i Morbus Chron siano l’essenza di un death metal old-style diventa una certezza. “Sleepers in the Rift” è l’album di debutto per i quattro ruvidi svedesi, i quali nel giro di pochissimi anni sono passati da release amatoriali al primo album in studio, dove sono stati aiutati nelle registrazioni e nelle fasi successive della produzione da Nicke Andersson, ex Entombed e da Magnus Lindberg dei Cult Of Luna. “Sleepers in the Rift” non è un lavoro epocale e non si avvale di riff volti ad essere immediatamente memorizzati, ma è l’espressione di un sound davvero ruvido, spietato e, perchè no, grossolano. I Morbus Chron suonano chitarre laceranti e cupe, pregne di quel fragore tipico del death svedese dei primi anni ’90 che magnificamente è stato plasmato da gente come Entombed, At The Gates, Grave, Carbonized ecc. Tuttavia è questo un aspetto specifico delle sonorità, in quanto il songwriting è abbastanza vicino ai Death di Chuck Schuldiner dei primi anni e agli Autopsy. Una timbrica infernale delle sei corde, il drumming che tuona cattivamente e un cantato disperato, sono gli elementi distintivi di questo album, costituito da nove pezzi i quali raggiungono una durata media di oltre 3’ e mezzo, escludendo “Deformation of the Dark Matter”, nella quale i Morbus Chron cercano di allungare il brodo, del minutaggio e della struttura. Ascoltare “Sleepers in the Rift” significa fare un bagno in acque fredde e infernali, giunte da un passato non più recente e grazie a questa release che si potrebbe definire di nicchia.

Voto: 6,5/10

Halb9000

venerdì 23 settembre 2011

TEXTURES - Dualism


I Textures sono una band olandese attiva da dieci anni esatti, che con questo nuovo lavoro in studio dal titolo Dualism, edito per la teutonica Nuclear Blast, giunge alla pubblicazione del proprio quarto lavoro in studio, facendo ritorno sul mercato discografico a distanza di tre anni dal precedente Silhouettes. Nel complesso possiamo definire particolarmente interessante questo gruppo proveniente dai Paesi Bassi, perché la loro ricetta musicale è da ritenersi in un certo senso fuori dal comune. Nel loro stile infatti c'è un progressive metal che velatamente ricorda i Pain Of Salvation, ma ci sono anche forti tracce di un death metal e di un thrash metal di matrice prettamente europea. Ne viene fuori un disco favvero molto complesso, che necessita di una moltitudine di ascolti prima di essere compreso fino in fondo e questo per capire quanto siano elevate le doti compositive e tecniche di questo gruppo, che però in qusto Dualism ancora non esplode del tutto, perché ci sono direi troppi momenti confusi. Questo però non offusca la qualità di un disco, che certamente si distingue dalla massa e di una band che cerca di perseguire una identità precisa, mostrando però nel frattempo una personalità molto forte, senza però cercare di assomigliare a qualcuno per forza di cose, ma solo con l'intento di fare qualcosa di proprio, che sia anche originale ed innovativo. Le idee quindi sono anche buono, sono che vanno smussate. Le chitarre in fatti non sono incisive al punto giusto e di momenti soft passano a quelli estremi senza un equilibrio ponderato. La produzione è buona, i brani però non hanno un impatto immediato e questo penalizza il lavoro di una band che a prescindere da tutto ha intrepreso una strada corretta da un punto di vista certamente artistico, ma non commerciale.

Voto: 7,5/10

Maurizio Mazzarella

BRAINSTORM - On the Spur Of The Moment


I tedeschi Brainstorm sono la classica band che nel complesso possono rappresentare sinonimo di garanzia, proprio perché da un punto di vista musicale sai quasi sempre cosa attenderti. Attivi dal 1989, più o meno, contando questo pregevole On the Spur of the Moment, edito per la AFM Records, hanno raggiunto quota nove in fatto di album composti in studio. A due anni di distanza dal precedente Memorial Roots, puntuali come un orologio svizzero, ecco quindi giungere un nuovo capitolo della loro dfiscografia, che come contenuti non si discosta tantissimo dai suoi predecessori, ma vede ad ogni modo una band più matura nel suono e nello stile, che in certi frangenti ha cercato nei propri brani un'ossatura più complessa, per dargli una maggiore personalità, oltre che un'identità più precisa. Siamo sempre nel campo del power metal di matrice teutonica, con la differenza, che in questo caso On the Spur Of The Moment rispetto ai propri predecessori risulta meno assimilabile nell'immedito e di presa non semplice, nonostante l'impatto dei brani sia comunque molto forte. C'è quindi la ricerca di suono più intenso, che a volte sembra partorito dai Savatage, in altri dai Nevermore, ma sempre ripettando quelli che sono stati i soliti canoni che hanno contraddistinto il marchio di fabbrica dei Brainstorm. La produzione è molto buona, il suono è assolutmente moderno ed attuale, inoltre come sempre, ci troviamo di fronte ad un lavoro dallo spessore tecnico rispettabile. Qualche fan potrebbe anche essere spiazzato da questa ponderata evoluzione coerente dei Brainstorm, ma l'importante è che il disco contenga qualità e state certi che On the Spur Of The Moment ne ha da vendere.

Voto: 7,5/10

Maurizio Mazzarella

RAIN: disponibile dal 12 Ottobre 2011 " XXX - 30 years on the road"


E’ prevista per il 12 ottobre 2011 la data di uscita dell’ultimo lavoro in studio dei RAIN: “ XXX - 30 years on the road”.
“XXX” come qualcosa di proibito, ma anche come i trent’anni di onorata attività che hanno portato la storica formazione bolognese e la loro musica in giro per il mondo, fino al fortunato tour americano in compagnia degli WASP, nella passata stagione. Infatti ci troviamo davanti ad un lavoro antologico che ripercorre tutta la loro carriera, attraverso alcuni dei loro maggiori successi, riregistrati e riarrangiati per l’occasione.
L’album è stato registrato presso i neonati “EAGLE STUDIO” sotto la guida di Max Scarcia. Il Mastering è stato affidato ai rinomati Cutting Room Studios di Stoccolma.
“ XXX - 30 years on the road” edito da “AURAL MUSIC” verrà pubblicato in formato CD e LP.
La nuova release si compone di 11 tracce più, un inedito e una bonus track. Di seguito la tracklist:
1 Energy
2 Whiskey on the route 666 (inedito)
3 Blood Sport
4 Rain Revolution
5 The Gate
6 Born to Kill
7 We Want R.n.R
8 In the Night
9 End Of Time( cd exclusive track)*
10 Only your dreams
11 Fight for the power
12 Only for the rain crew
13 Rain Are Us (acoustic version)
*“Network” (lp exclusive track)

A seguire le date ad oggi confermate dalla band, a supporto di “XXX
15 Ottobre, Tillburg (Olanda)

05 Novembre, Boulevard ( Misano Adriatico- Italia)
12 Novembre, Onirica ( Parma-Italia)
19 Novembre, Black Out ( Roma-italia)

03 Marzo 2012, Rock City ( Usten -Svizzera)

RAIN Official Web Site
http://www.raincrew.com/

RAIN Official MySpace page:
http://www.myspace.com/raincrew1980

RAIN Official Facebook Page

METALFEST 2012: confermata un’altra band!!!


Si aggiunge una band al già succulento e ricco cartellone di METALFEST 2012: l'evento di metallo in programma per la prossima estate! Si tratta di VADER, la death metal band amatissima e conosciutissima in Europa dagli amanti del genere estremo...La formazione polacca ha pubblicato lo scorso 12 settembre su Nuclear Blast il nuovo album dal titolo 'Welcome To The Morbid Reich': esplosione di pura violenza!!!

METALFEST 2012 è il festival itinerante che quest'anno toccherà ben 7 nazioni europee, ovvero Italia, Austria, Svizzera, Germania, Repubblica Ceca, Croazia e Polonia in un tourbillon metallico che invaderà l’Europa dal 31 Maggio al 10 Giugno 2012.

Le date italiane sono fissate per il 5, 6 e 7 Giugno. La città sarà Milano.

Ulteriori info circa location e prezzi dei biglietti verranno annunciate nei prossimi giorni, per cui stay in touch!


Il sito del festival sul quale verranno postate tutte le news e i nuovi annunci è il seguente:


http://www.it.metalfest.eu


Ecco di seguito le band confermate ad oggi:

METALFEST 2012

BLIND GUARDIAN
HYPOCRISY
KREATOR
ENSIFERUM
VADER

http://www.livenation.it
http://www.liveinitaly.com

SEVEN WITCHES: James Rivera lascia


Ecco quanto dichiarato recentemente dal cantante James Rivera (Helstar, Seven Witches, Flotsam And Jetsam, Vicious Rumors): “Come molti di voi sapranno gli Armored Saint hanno annuciato tre date negli States con i Seven Witches come support-band. Per non creare false aspettative vorrei precisare che per cause indipendenti dalla mia volontà non prenderò parte a quegli show. Ho fatto del mio meglio per tentare una nuova avventura con i Seven Witches, ma le cose non sono andate come speravo e il prossimo album verrà registrato senza il sottoscritto e con una formazione nuovamente rinnovata”.

Metalitalia.com

DREAM THEATER: il nuovo disco "A Dramatic Turn of Events" debutta al n° 3 nella classifica di vendita


I DREAM THEATER, la più grande e storica band del panorama prog-metal, hanno pubblicato il 13 settembre il loro nuovo e strepitoso album dal titolo 'A Dramatic Turn Of Events' (Roadrunner Records/Warner) che oggi è entrato direttamente al n° 3 nella classifica di vendita

La band, che vede il dedutto del fenomenale batterista Mike Mangini, dopo l'abbandono del leader carismatico Mike Portnoy, ha già in programma il tour che li rivedrà in Italia nel febbraio del 2012 per tre memorabili shows a Pordenone, Milano e Perugia. I DREAM THEATER si esibiranno in un set molto particolare in cui, ripercorrendo la loro carriera discografica, presenteranno anche i brani della nuova fatica discografica.

Di seguito i dettagli delle tre date:

DREAM THEATER
+ Periphery

20.02 PORDENONE, Palasport
21.02 MILANO, Mediolanumforum
22.02 PERUGIA, Palaevangelisti

http://www.roadrunnerrecords.it/

http://www.dreamtheater.net/

Comunicato Stampa

giovedì 22 settembre 2011

IRON LAMB – The Original Sin


Dopo una serie di pubblicazioni minori per gli Iron Lamb arriva il momento del primo album in studio. La band è svedese e nella line-up figurano membri di alcune formazioni importanti della scena nordica: Johan Wallin (General Surgery, ex-Repugnant), Grga Lindström (ex-Repugnant), Thomas Daun (Dismember, ex-Insision), Daniel Ekeroth (ex-Dellamorte, autore del testo "Swedish Death Metal"), I quattro si esprimono attraverso il filone del death ‘n roll, quindi suonando con distorsioni selvagge, bestiali, agguerrite e intrise di punk, ma anche di corrosivo hard rock . Le ostilità si aprono con la tiratissima “Rotten Wood”, che ricorda l’hardcore dei primi anni ’80 e le partenze sparate dei Motörhead, il tutto si ripete con il brano successivo, la title track, e così di seguito. Nei dieci pezzi totali si odono i Venom, i già citati Motörhead, dei quali gli irons ripropongono la storica “Poison”, la sfacciataggine di G.G.Allin, i D.R.I., ascoltare “I Don’t Wanna Be”, i Discharge, in “Dead Inside”, e l’estremismo punk newyorkese. Tanta carne sul fuoco, tante idee altrui, questo non lo si può negare, ma l’impressione netta è che canzone dopo canzone uno stile personale, un marchio di fabbrica Iron Lamb è ben definito e messo lì in vetrina. E parlando di vetrina, da citare la copertina dell’album, concettualmente accattivante, e realizzata dal frontman dei Watain Erik Danielsson e con l’assistenza dello stesso Grga Lindström. “The Original Sin” è un corrosivo fiume in piena, costituito da acque conosciute ma piacevoli.

Voto: 6,5/10

Halb9000

ANCIENT ASCENDANT – The Grim Awekening


“The Grim Awekening” è il primo album effettivo degli inglesi Ancient Ascendant, dopo alcune pubblicazioni minori rappresentate da demo e EP. La band di Reading si dedica al death metal di scuola europea in linea con quello degli anni ’90; quindi non proprio in sintonia con le ultime tendenze del genere, ma essenzialmente vicino all’old style. Il sound è corposo e robusto, ma incline alla melodia che viene materializzata grazie a riff cangianti volti a definire atmosfere inquiete. Ogni singolo momento di “The Grim Awekening” è sottolineato dalla robusta e dinamica batteria di Dave Moulding che non lascia mai sole le chitarre di Alex Butler, il quale si colloca anche dietro al microfono, e Narinam Poushin. Gli Ancient Ascendant non compongono un songwriting rigido, ma riescono a strutturarlo in modo articolato e che in più situazioni non disdegna di rallentare il ritmo, che poi è una loro peculiare caratteristica. In “The Grim Awekening” dunque non si pesta ottusamente, ma si usa una certa logica. I nove pezzi scorrono bene, con “Lost Rage in the Dying Light” che si rivela essere l’apice creativo della band; tutto sommato il lavoro nell’insieme appare organico e ben prodotto perché è realizzato con personalità, nonostante poi non offra spunti o contributi nuovi al genere. I musicisti suonano bene, i pezzi sono “da manuale” e questo colloca gli Ancients tra coloro che riescono a ben interpretare il genere e magari lasciano ben sperare per un secondo buon album.

Voto: 6,5/10

Halb9000

Tommy Talamanca (Sadist) e Jeroen Thesseling (Pestilence, ex Obscura) insieme in un nuovo progetto!!


Federico Gasperi, general manager della Nadir Music, ha appena postato su Blabbermouth un comunicato stampa che rivela come Tommy Talamanca (mente storica dei Sadist) e Jeroen Thesseling (Pestilence, ex Obscura) stiano dando vita ad un nuovo metal combo denominato "Nufutic". I due super virtuosi stanno pensando ad un progetto discografico fusion/metal di taglio ipertecnico. "Siamo assolutamente eccitati da questo nuovo progetto che ci darà modo di combinare la tecnica con elementi progessive/fusion che fanno parte del background musicale di entrambi", rivelano i musicisti . La nuova band italo/olandese ha inoltre annunciato sul website personale di Thesseling la partenza delle audizioni per la ricerca di un super drummer. Tommy ha già collaborato con Thesseling e gli Obscura con un guest solo sul brano "Euclidean Elements" nel loro ultimo album "Omnivium". Altre news a breve...

Infos: www.nadirpromotion.com - info@nadirmusic.net

ARACHNES - A New Day


Ho sempre adorato gli Arachnes, li ritengo una delle migliori band italiane e forse il destino non è stato con loro giusto, come lo è stato con altre formazioni. Il motivo principale è perché sono musicisti di talento ed i loro dischi sono stati sempre di grande valore, poi apprezzo molto il loro leader Franco "Frank" Caruso, membro anche dei fenomenali Strings 24, che ritengo una dei migliori chitarristi nostrani. Ad ogni modo è un piacere risentirli, perché a distanza di tanti anni, se ne sentiva davvero la mancanza. Il gruppo è nato sul finire degli anni ottanta e questo A New Day, edito per la Lion Music, è il loro sesto lavoro in studio che giunge a distanza di ben cinque anni da quel capolavoro intitolato In Praise of Science. Il disco, lo diaciamo suito, è l'ennesima forza della natura partorita dalla mente degli Arachnes. Il loro stile è rimasto immutato e loro sono notevolmente migliorati, sia come musicisti, che come compositori. Anche la band stessa come gruppo, come sinergia, come affinità tra i componenti, si dimostra davvero a proprio agio e questo fa risultare A New Day un disco fresco e dinamico. Siamo nel campo del power/progressive metal di matrice melodica, ma quello che piace degli Arachnes è che mostrano una personalità fortissima perseguendo un'identità precisa. In loro possiamo trovare tracce degli Stratovarius, come dei Dream Theater e dei Symphony X, ma anche di un progressive più datato, in questo riscontriamo una pregevole cura nel suono delle tastiere. Il disco è davvero molto bello, si ascolta tutto di un sorso e mischia con equilibrio la potenza alla melodia, come anche alla tecnica, sempre sublime e direi anche deteminante. I brani sono versatili, hanno un pregevole impatto e risultano di presa immediata nonostante una netta complessità di fondo. Ottima la produzione, curata in ogni particolare, con un suono moderno ed appropriato. Auguro a questa band grande successo, perché sono davvero molto bravi.

Voto: 9/10

Maurizio Mazzarella

SCARLET RECORDS LANCIA BAKERTEAM RECORDS


Scarlet Records è oggi affiancata da una nuova realtà discografica volta a supportare i migliori talenti della scena heavy metal e hard rock internazionale: Bakerteam Records. La nuova etichetta si avvarrà di tutti i canali distributivi che hanno fatto di Scarlet una delle più consolidate realtà del settore, con un occhio di riguardo per tutte quelle giovani ed emergenti band che ambiscono a una maggiore esposizione a livello mondiale.

Le prime due pubblicazioni targate Bakerteam saranno quella degli israeliani Red Rose (25 ottobre) e quella degli italiani The Ritual (14 novembre).

L’esordio dei Red Rose ci offre un gruppo ispirato che fonde Hard Rock Melodico, Heavy Metal Classico e tastiere Pomp Rock in maniera elegante e ricercata, sulla scia dei migliori Royal Hunt. Registrato presso gli Jailhouse Studios insieme al noto produttore danese Tommy Hansen (Helloween, Jorn), ‘Live The Life You've Imagined’ è un disco emozionante e memorabile dalla prima all’ultima canzone.

Il debutto dei The Ritual è all’insegna del Power/Thrash Metal “contaminato” dalle più recenti tendenze moderne (Avenged Sevenfold, Bullet For My Valentine), sempre in perfetto equilibrio fra aggressività e melodia. ‘Beyond The Fragile Horizon’, graziato da una splendida copertina firmata da Nerve Design (Threshold, Nile, Legion Of The Damned, Vision Divine), si candida a rivelazione metallica dell’anno grazie alla contagiosa irruenza delle sue dieci canzoni prodotte e mixate da Federico Pennazzato (Sadist, Secret Sphere) e masterizzate da Simone Mularoni (DGM, Empyrios).

Per maggiori informazioni si consiglia di visitare www.bakerteamrecords.com

Comunicato Stampa

mercoledì 21 settembre 2011

NEIL DANIELS - La Storia Dei Judas Priest (Defenders Of The Faith)


Ormai alla Tsunami non sfugge più nulla, soprattutto se si tratta di un testo già diventato un classico al di fuori dei nostri confini o se il soggetto trattato ricopre un ruolo fondamentale nell’affollato panorama del nostro beneamato metal. Nel caso di cui stiamo per parlare valgono entrambe le cose: questo è il primo libro di Neil Daniels che viene tradotto in italiano (ad opera dell‘ottima Stefania Renzetti, che i più attenti lettori ricorderanno sulle pagine del mitico e mai troppo rimpianto Flash) ed ha già avuto un consistente successo oltremanica ed oltreoceano. Il soggetto ? Judas Priest !!! Servono altre parole ? Anche i più giovani tra voi, anche coloro che seguono le correnti più alternative sanno di chi stiamo parlando. Seppur una spanna sotto i conterranei Iron Maiden (vuoi per un esistenza più travagliata, vuoi per una gestione manageriale non paragonabile a quella del gruppo di Steve Harris, vuoi perché i Maiden sono i Maiden…) non si può negare la consistenza della loro produzione artistica, nonché l’enorme influenza esercitata su tutto lo scenario metallico (i più blasonati artisti li annoverano tra i loro ascolti principali). Tutt’ora in piena attività, nonostante i continui rumors di scioglimento, i Judas Priest hanno un posto ben preciso nelle discografie della maggior parte di noi. Neil Daniels, giornalista e scrittore britannico specializzato nel settore heavy e autore di svariati libri ed articoli per le più famose riviste di settore, ha consultato in modo certosino un’infinità di materiale d’archivio, dalla nascita della band ad oggi. Ha cercato di contattare ed intervistare, a volte con successo (ex componenti più altri soggetti facenti parte dell‘entourage), a volte no (gli attuali membri della band stessa) chiunque potesse portare una testimonianza diretta dei vari accadimenti. Ha ottenuto le autorevoli parole di gente come Jeff Waters (Annihilator) e Jon Oliva (Savatage) che in tour ha conosciuto il gruppo da molto vicino. Di sicuro interesse per tutti noi, un altro “centro” targato Tsunami.

Voto: 9/10

Salvatore Mazzarella

J.C. CINEL - The Light Of New Sun


In ambito metal ci son tanti ottimi cantanti qui in Italia: pensiamo a gente come Morby, Fabio Lione, Roberto Tiranti, Michele Luppi e la lista si potrebbe allungare facilmente. Se però vogliamo concentrare l’attenzione su chi incarni la quintessenza del cantato rock, sono due i nomi che mi vengono subito in mente: Jacopo Meille (oggi orgogliosamente singer dei miti britannici Tygers Of Pan Tang) e J.C. Cinel, già membro di Wicked Minds e Jimi Barbiani Band. Proprio quest’ultimo, a pochissimi mesi dall’uscita di due veri e propri masterpieces come Back On The Tracks della J.B.B. e Visioni, Deliri, Illusioni dei W.M., pubblica in questi giorni questo suo lavoro solista che lo mette in mostra come ottimo compositore ed arrangiatore, nonché musicista di altissima caratura che si divide tra chitarre acustiche, elettriche, dobro ed armonica, se già non bastavano le ottime doti vocali. Più vicino come matrice stilistica al repertorio della Jimi Barbiani Band, magari più marcatamente cantautoriale, e lontano dai lidi hard prog toccati con l‘ultimo Wicked Minds, questo consistente lotto di 11 brani ancora una volta sembra partorito dalle parti del Missisipi, nella patria del blues ed è graziato da un lavoro di songwriting, ribadisco con forza tutto opera di J.C. Cinel, che gli americani stessi si possono sognare. Come resistere alla bellissima e ritmata Wheels Of Time, ricca di groove come i migliori Creedence Clearwater Revival ma allo stesso tempo pregna di atmosfere, o alla solare title track… Sono solo due esempi di un disco davvero “ok“, che sprizza feeling in quantità industriale e che giunge nelle nostre mani grazie agli amici di Andromeda Relix, che ringraziamo tantissimo per la collaborazione col nostro portale.
 
Voto: 8,5/10

Salvatore Mazzarella

martedì 20 settembre 2011

TARJA: dal vivo in un teatro italiano, per la prima volta...


TARJA, ex-frontman di Nightwish, è pronta ad intraprendere il suo ultimo tour e lo farà in grande stile. Sì, proprio così, perché l'artista finlandese ha scelto una location tutta particolare e intima per salutare i fans: il Teatro della Luna di Milano! Sarà infatti la prima volta che TARJA si esibirà in un teatro nostrano, dove eseguirà un repertorio di brani che percorreranno tutta la sua discografia solista post Nightwish. Si tratterà dunque di un concerto più unico che raro, assolutamente da non perdere.

Di seguito i dettagli dello show:

TARJA

02.03 MILANO teatro della luna

Apertura porte: ore 19.00
Inizio concerto: ore 21.00

Prezzo del biglietto POLTRONISSIMA in prevendita: 40,00 euro + diritti di prevendita
Prezzo del biglietto POLTRONISSIMA in cassa la sera dello show: 48,00 euro

Prezzo del biglietto POLTRONA in prevendita: 30,00 euro + diritti di prevendita
Prezzo del biglietto POLTRONA in cassa la sera dello show: 36,00 euro

Biglietti in prevendita a partire dal 22 settembre sul circuito http://www.ticketone.it e rivendite collegate autorizzate.

http://www.livenation.it
http://www.liveinitaly.com

A PALE HORSE NAMED DEATH: il super progetto heavy metal in concerto in Italia!


A PALE HORSE NAMED DEATH è una project band di New York nata grazie al volere di Sal Abruscato, batterista di TYPE O NEGATIVE, che vede in formazione anche il suo compagno John Kelly, Bobby Hambel di BIOHAZARD, Matt Brown di SEVENTH VOID ed Eric Morgan di LAMENT. Questa super formazione ha pubblicato lo scorso giugno l'album di debutto intitolato 'And Hell Will Follow Me' e sarà in Italia nel mese di Gennaio!

Di seguito i dettagli dello show:

A PALE HORSE NAMED DEATH
+ Special Guest

Feat.
SAL ABRUSCATO (LIFE OF AGONY/TYPE O NEGATIVE)
JOHNNY KELLY (TYPE O NEGATIVE/DANZIG)
BOBBY HAMBEL (BIOHAZARD)
MATT BROWN (SEVENTH VOID/URANIUM 235)
ERIC MORGAN (LAMENT)
14.01 ROMAGNANO SESIA (NO) rock’n’roll arena

Apertura porte: ore 21.00
Inizio concerti: ore 22.00

Prezzo del biglietto in prevendita: 15,00 euro + diritti di prevendita
Prezzo del biglietto in cassa la sera dello show: 18,00 euro

Biglietti in prevendita a partire da venerdì 23 settembre sul circuito http://www.ticketone.it e rivendite collegate autorizzate.

http://www.livenation.it
http://www.liveinitaly.com

ALMAH - Motion


Una vera e propria bomba, non si può definire diversamente questo nuovo lavoro degli Almah, band capitanata da Edu Falaschi, meglio noto come voce attuale degli Angra, che vede tra le proprie fila anche il bassista del gruppo brasiliano Felipe Andreoli. Questo pregevole Motion, edito per la teutonica AFM, è il loro terzo lavoro in studio e giunge sul mercato discografico a distanza di tre anni dal precedente Fragile Equality, un disco che già aveva rimarcato il valore e spessore di questo pregevole progetto. E questo nuovo disco non fa altro che confermarlo nuovamente. Chi si aspetta intanto una fotocopia degli Angra sisbaglia di grosso, perché i due gruppi hanno uno stile ed un suono nettamente differente, anche siamo sempre nel campo del power metal, con la differenza che gli Almah hanno messo del tutto da parte quella che potrebbe essere la componente progressiva, sterzando verso una direzione nettamente più heavy, cercando di avere in modo marcato una propria precisa identità, elevando al massimo la propria personalità. Motion è un disco nettamente differente rispetto ai propri predecssori, gli Almah hanno puntato in modo determinato vero un suono più moderno ed evoluto, giovando di un lavoro assolutamente perfetto in fase di produzione. Poi c'è la voglia di esprimere attraverso la musica la propria rabbia e la voglia di creare qualcosa di davvero grintoso e carismatico, per questo siamo di fronte ad un disco potente, ma mai violento, un lavoro aggressivo, ma non certo crudele. Di certo Motion è una mazzata autentica tra testa e collo, supportato da uno spessore tecnico di grande livello ed un talento compositivo di notevole spessore. Piace Falaschi, più incisivo e diretto rispetto agli Angra e piace il lavoro delle chitarre, la sezione ritmica è invece un autentico rullo compressore. Io penso che gli Almah con Motion volessero distanziarsi completamente dl concetto di band secondaria agli Angra e di manifestare al mondo la voglia di farsi notare con qualcosa di proprio. Direi che ci sono riusciti.

Voto: 8,5/10

Maurizio Mazzarella

FLOTSAM AND JETSAM: Cambio di batterista


I FLOTSAM AND JETSAM si sono separate dal batterista Craig Nielsen, al suo posto è rientrato Kelly David Smith.

La line-up attuale della band è la stessa dei dischi “Cuatro” (1992), “Drift” (1995) e “High” (1997):

Eric “A.K.” Knutson – voce
Ed Carlson – chitarra
Michael Gilbert – chitarra
Jason Ward – basso
Kelly David Smith – batteria

Metalitalia.com