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sabato 2 aprile 2011

GALLHAMMER - The End


I Gallhammer vengono dal Giappone e sono attivi sulle scene da circa otto anni. Questo nuovissimo "The End", edito per la Peaceville Records, è il loro terzo lavoro in studio, che giunge sul mercato discografico a distanza di quattro anni dal precedente "III Innocence", intervallato dal DVD "Ruin Of A Church" datato 2008. Musicalmente la band nipponica assesta le proprie radici in un singolare doom metal, contaminato da una moltitudine di partiture black, oltre che da diversi connotati crust. La voglia dei Gallhammer di provare a creare qualcosa di originale, rende onore alla band, che però non riesce in questo disco a mettere in mostra le propria qualità in modo concreto e pressoché totale. "The End" nel complesso è un disco discreto, anche se manca di quelle giuste componenti attrattive, necessarie affinché un lavoro musicale possa essere compreso fino in fondo. Tecnicamente, se le qualità ci sono, non emergono molto. Le chitarre sono piatte, poco fluide e prive delle giusta intensità. Anche la sezione ritmica non incide nel modo dovuto. Ci sono però delle buone idee, che è giusto tenere in considerazione, la cosa che però delude, è il fatto che i Gallhammer spesso non riescono a far comprendere quella che è la loro vera identità. Facciamo un esempio concreto. Prendete il primo brano "The End", è certamente il più rappresentativo ed è quello che più mette in chiaro quello che è lo stile di fondo del gruppo. Dopo sette minuti, arriva "Rubbish CG202W", ovvero un brano di semplice black metal, che pur rispettando i canoni del settore, smentisce quella che è la personalità stessa della band. Lo dico con estrema franchezza ed onestà. I gruppi giapponesi non mi sono mai andati a genio. I nipponici sono dei grandi fruitori di musica, ma non ci sono mai state grosse band provenienti dal Giappone. I Gallhammer hanno le qualità giuste per fare bene, hanno il supporto di una delle migliori label del settore, ma a conti fatti, non riescono ancora a sfruttare quanto di buone c'è attorno a loro. Altra nota dolente è la produzione, che non si dimostra all'altezza. Mi aspettavo di più, era lecito attenderselo e per questo mi ritengo deluso.

Voto: 5,5

Maurizio Mazzarella

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