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giovedì 23 settembre 2010

BLOODY MARY - Una Festa al Cimitero


Intervista ai nostrani Bloody Mary in occasione della pubblicazione del loro ultimo disco "Party Music For Graveyard. Ci rispondono i due membri della band Aldebran e Juerghen:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Party Music for Graveyards è un lavoro diverso, molto diverso dal precedente. Questa volta abbiamo cercato di sentire ciò che fluiva nelle nostre coscienze, anzi sotto le nostre coscienze, ne è nato ciò che è stato definito un concept didascalico. Il nostro flusso di coscienza si è completamente liberato, abbiamo liberato la nostra mente che è volata in boschi fitti dell'Austria per creare la storia del nostro scienziato. Non pensare che sia una cosa nata a tavolino. E' nata e basta... dal profondo di noi stessi...

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Siamo nati nel lontano 2000. La scena dark wave tradizionale volgeva al suo irreversibile tramonto. Abbiamo sentito che gli eredi di quella scena dovevamo essere noi. Ma ci siamo portati molto altro. In questa avventura non abbiamo lasciato fuori alcuna parte di noi stessi. Far parte dei Bloody Mary significa vivere al cento per cento questa esperienza. In modo che oserei definire mistico...

Come è nato invece il nome della band?

-Non pensare che ci troviamo a bere l'aperitivo, ordianiamo un Bloody Mary e wow... ecco il nome della band. Non devi proprio pensare a qualcosa del genere, perché le cose sono andate in modo totalmente diverso. In slang newyorkese il nome BM significa "fottuta Mary"... ed è ciò che in una situazione molto molto estrema ho urlato ad una dolce donzella con cui mi trovavo in atteggiamenti intimi quanto estremi...

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-Come ti accennavamo prima, questa volta le tematiche emergono dal profondo, i temi parlano di vita vissuta e di emozioni. Sono le cose di ogni giorno che ci emozionano, che vengono fuori nei testi. I testi non parlano in maniera referenziale delle esperienze dello scienziato... parlano di ciò che prova lui che per quanto possa sembrare lontano è invece ciò che sentiamo in mezzo al traffico e nella vita noiosa e grigia di tutti i giorni, che seppur noiosa è piena di sensazioni "estreme".

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Siamo totalmente soddisfatti di ogni singola nota, di ogni singola pausa musicale di ogni singolo pixel dell'artwork, il lavoro per questo Album è stato monumentale, lungo e sofferto ma era inevitabile per ottenere esattamente ciò che avevamo in mente ed il risultato ci ha appagato dell'immane lavoro svolto.

Come nasce un vostro pezzo?

-Quando lavoriamo nella stesura dei brani addottiamo un modo molto semplice: se il pezzo funziona oppure no guardiamo il nostro braccio e se i peli ci si rizzano vuol dire che il pezzo è giusto, quindi in ogni singolo brano la componente emotiva e passionale sono le fondamenta sulle quali costruiamo tutto l'arraggiamento.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Puoi chiedere a una madre quale figlio preferisce? No. lo stesso vale per le nostre canzoni.. ci appartengono tutte e tutte le amiamo per motivi diversi... pensa che sul disco vecchio c'era un pezzo che amavamo particolarmente e altri che ci sembravano meno riusciti... quando siamo andati a Londra a suonare la gente adorava il pezzo che noi amavamo meno e reagiva in maniera meno entusiasta a quello che amavamo di più... dunque che sia chi ci viene a sentire a giudicare...

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Quelle che ti puoi immaginare di sicuro ci hanno influenzato, quindi la wave anni ottanta e le grandi band del nostro genere, ma lo spettro è vastissimo e per certi versi anche, crediamo, sorprendente, per esempio io sono da sempre innamorato delle sigle dei cartoni animati anni Ottanta, alcune sono veramente geniali, per quest'album, però. ho deciso di ascoltare meno musica possibile, se non musica classica come Wagner e il grandissimo Orff.


Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Nei prossimi mesi torneremo on-stage perchè il live è per noi una dimensione irrinunciabile... sia in Italia che all'estero

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Nei prossimi mesi uscirà un video, ma preparati perché noi faremo un film! Non stiamo affatto scherzand, vedrai.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-Piena di controsensi. Da una parte c'è grande preparazione e professionalità, dall'altra provincialismo e superficialità. Comunque siete voi i giornalisti e sapete fare il vostro mestiere alla grande, dunque a voi il giudizio..

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Entrambe le cose.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Suoniamo in una band, quindi la nostra individualità tecnica musicale passa in secondo piano o comunque è completamente secondaria rispetto alle esigenze della band

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Antonella Ruggero.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Sic gorgiamus allos subjectatus nunc.

Intervista di Maurizio Mazzarella

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