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sabato 3 ottobre 2009

VOYAGER - I am the ReVolution


Terzo disco in studio per gli australiani Voyager che con questo nuovo I am the ReVolution, fanno ritorno sul mercato discografico a due anni di distanza dal precedente "uniVers". Siamo nel campo del symphonic/melodic metal, ma non siamo di fronte ad una band delle tante. Questa formazione australiana dimostra di avere grande personalità e notevoli doti tecniche ed il disco a sua volta si dimostra assolutamente eccellente da ogni punto di vista e dimensione. Inutile fare paragoni, perché i Voyager hanno un proprio stile ed un proprio sound, fondendo melodia ed energia, con venature gotiche, sonorità moderne ed un mix di voci clean/death messe assieme con grande equilibrio. Passando ad analizzare l'album in modo più dettagliato, la partenza è affidata a Land Of Lies, song che parte in modo armonico per poi svilupparsi in una struttura complessa, ma ipnotizzante e seducente allo stesso tempo, con a corredo un'atmosferta vellutata e particolarmente raffinata, Common Ground a seguire, vede la band puntare imemdiatamente verso sonoritù più moderne, attuali ed all'avanguardia, in un brano dove lo stile diventa legegrmente più robusto, Lost piace l'eccellente mix tra passato e presente, con chitarre ruvide, suoni sintetici e linee vocali da brividi, The Devil in Me invece, mostra il lato passionale dei Voyager, in un pezzo di facile presa dotato di una fortissima intensità. Nel proseguo, Close your Eyes, mette in mostra tutte le potenzialità tecniche della band, che nel brano si districa in strumentali di vibrante interesse e melodie eleganti, Total Existence Failure è forse il pezzo energico e grintoso del disco, ma anche il più carismatico, Straight to the Other Side giova della perfetta sintonia tra le chitarre, modulate in modo impeccabile e la sezione ritmica, mentre In My Arms conferma la voglia della band di stupire e spiazzare. Nella parte finale del disco, Times Like These recupera uno stile più di vecchia scuola, ma sempre efficace e di grande effetto, On the Run From the World punta su un muro sonoro maestoso e possente, ed è forse il rano che risalta maggiormente il mix tra le voci pulite e quelle ruvide, Without a Sigh nonosante la breve durata, colpisce per i propri contenuti poetici, la conclusiva I am the ReVolution infine, conferma la cura impeccabile degli arrangiamenti e sintetizza i contenuti di un disco di grandissima qualità.

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella

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