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venerdì 2 ottobre 2009

SCAR SYMMETRY - Dark Matter Dimensions


Con una puntualità tale da far rabbrividire uno svizzero, gli svedesi Scar Symmetry ad un anno di distanza dal precedente Holographic Universe, fanno ritorno sul mercato discografico con un album nuovo di zecca, ovvero questo ottimo Dark Matter Dimensions. Musicalmente, gli Scar Symmetry affondano le proprie radici nel death metal melodico di stampo scandinavo sulla scia dei classici In Flames, Dark Tranquillity, Children Of Bodom e Soilwork, ma confermano ancora una volta con questo nuovo lavoro di avere una grande personalità, oltre ad incredibili doti tecniche e compositive. Dark Matter Dimensions è un disco eccellente, ben prodotto e ben suonato, che scorre fluido dalla prima all'ultima nota, lasciandosi sempre apprezare, dimostrando i notevoli passi in avanti fatti dalla band rispetto agli esordi, perché anche se i dischi precedenti erano ben fatti, questo è di un livello nettamente superiore. Passando ad analizzare l'album in modo più dettagliato, la partenza è affidata a The Iconoclast, un pezzo spiazzante, che parte in modo armonico, per poi sterzare verso uno stile assolutamente energico ed aggressivo, che si alterna ad una melodia accattivante e dalla presa facile, The Consciousness Eaters a seguire, vede la band puntare su un sound più moderno ed all'avanguardia, in un brano grintoso quanto carismatico allo stesso tempo e dal ritornello incantevole, Noumenon And Phenomenon giova di una struttura impeccabile e rimarca la pregevole cura delle linee vocali, Ascension Chamber invece, è uno dei momenti più estremi del disco, dove gli Scar Symmetry evidenziano una sbalorditiva rapidità d'esecuzione. Nel proseguo, Mechanical Soul Cybernetics è un'autentica diciarazione di guerra, dove viene rimarcato l'eccellente contributo della sezione ritmica, puntuale e maestosa, Nonhuman Era recupera uno stile più datato e tradizionale, ma brutale e sempre di grande effetto, in Dark Matter Dimensions sono le chitarre a ritagliarsi un ruolo da protagoniste assolute, mentre Sculpture Void è un brano dotato di grande intensità, dove gli Scar Symmetry non rinunciano mai a pungere e graffiare. Nella parte finale del disco, A Paranthesis In Eternity seduce grazie a raffinati arpeggi di chitarra che poi si tramutano in partiture violente ed assoli taglienti, Frequencyshifter rimarca la maniacale cura degli arrangiamenti e la conclusiva Radiant Strain infine, racchiude l'essenza della band, riassumendo le peculiarità di un album di grandissima qualità. Se amate questo settore, fatelo assolutamente vostro.

Voto: 7,5/10

Maurizio Mazzarella

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