Ansa News

Si è verificato un errore nel gadget

lunedì 12 settembre 2011

MAJESTIC DOWNFALL - The Blood Dance


Jacopo Cordova è la mente pensante del progetto Majestic Downfall e “The Blood Dance” è il secondo album, il quale segue il debutto del 2009 “Temple Of Guilt”. L’essenza di questo lavoro è a metà strada tra il doom e il gothic, dove poi trova spazio qualche inserto di chitarra acustica che riesce ad ammorbidire il flusso di dannazione che pervade le otto tracce della release. L’album è imperniato su pezzi piuttosto lenti, ma con diverse accelerazioni sparse le quali mirano a offrire una maggiore dinamicità all’album, il suo vero punto di forza. Nel complesso però “The Blood Dance” tende a ripetere se stesso in più occasioni, in quanto il problema di fondo sembra essere la sua incapacità nel differenziarsi dalle uscite del calderone. Tutto quanto sembra seguire il canonico copione come la durata medio-lunga dei brani, le liriche sofferte ( in questo senso c’è da dire che è buona la prova di Corodova nel growling), le melodie dal tono epico, ma a conti fatti tutto questo non concede scorrevolezza a “The Blood Dance” e non offre alcun elemento caratterizzante, nonostante la buona produzione che lo ha plasmato. Sicuramente brani come “An Untravelled Road”, “Cronos” e “On Silent Wings” sono probabilmente i migliori, ma dopo qualche ascolto anche queste canzoni si riallacciano alle altre e di conseguenza si ha la sensazione che “The Blood Dance” tutto sommato non riesca a soddisfare l’ascoltatore. Il musicista messicano ha spirito e convinzione nei propri mezzi, ma il songwriting non ha prodotto un album da tenere in debita considerazione. Chissà se i richiami a sacerdoti del culto doom, come i primi Anathema o i My Dying Bride, siano stati molto più incisivi della musica stessa!

Voto: 6/10

Alberto Vitale

Nessun commento:

Posta un commento