Ansa News

sabato 12 marzo 2011

BLOODBOUND - Unholy Cross


Francamente sono rimasto stupito dai Bloodboud e dalla loro validità da ogni punto di vista come band. Provenienti dalla Svezia ed attivi da circa sette anni, questo pregevole "Unholy Cross", edito per la AFM Records, è il loro ultimo lavoro in studio, il quarto del loro percorso artistico, che giunge sul mercato discografico a distanza di due anni dal precedente "Tabula Rasa". Musicalmente siamo nel campo del power metal dalle tinte concretamente heavy, dove i punti di riferimento sono pressoché i soliti e dove si nota una certa affinità con gli Hammerfall, ma anche con gli Edguy e conseguentemente con il progetto Avantasia. A prescindere però da ogni tipo di similitudine, i Bloodbound mostrano una personalità molto forte, oltre ad un'identità precisa e questo è per loro un considerevole punto di forza. Andando dritti al sodo, "Unholy Cross" è davvero un gran bel disco, che certamente non cambierà il mondo e che forse non aggiungerà nulla alla scena, ma questo non cancella la validità di un gruppo che sa comporre davvero della buona musica. "Unholy Cross" è un disco spontaneo, dotato di un pregevole impatto e che unisce una ponderata potenza ad una straordinaria melodia e questa per dirla tutta, è la vera peculiarità del gruppo scandinavo. Anche da un punto di vista tecnico poi, i Bloodbound si dimostrano una band valida, lo confermano le pregevoli chitarre di Tomas ed Henrik Olsson, ma anche la validità dei brani se ci soffermiamo sugli arrangiamenti. Ottima infine la produzione, pulita, limpida, ma anche capace di donare a "Unholy Cross" un suono moderno ed attuale. Disco coerente, che però guarda al futuro senza esasperazioni. Chi ama questo genere lo apprezzerà.

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella

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