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venerdì 19 novembre 2010

DUSTINEYES - La Nuova Generazione del Rock


Intervista ai Dustineyes in occasione della pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio di recente pubblicazione "Bullet For My Generation":

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Ciao, prima di tutto ti ringraziamo per lo spazio che ci concedi. Si il nuovo album “Bullet For My Generation”, terzo lavoro in studio, è un ulteriore passo nel nostro percorso musicale. E' ancora una volta un mix di rock 'n' roll, punk e metal, questa volta con una maggiore componente heavy. Non è stata una scelta studiata a tavolino, abbiamo solamente lasciato che le canzoni si sviluppassero e in questo caso è stato il lato più aggressivo a prendere il sopravvento!

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Il gruppo si forma nel 1999 dalle menti dei fratelli Dust, in principio non eravamo altro che una banda di punk rocker alti come un barattolo che ascoltavano Misfits, Ramones e Motorhead dalla mattina alla sera, poi le cose si sono fatte più serie ma ne i nostri ascolti ne la nostra statura sono cambiati di molto.

Come è nato invece il nome della band?

-Polvere negli occhi! Per gente che parla di auto che sfrecciano, sbronze e risse da bar ci sembra un nome che calza alla grande. L'acronimo D.I.E. poi è stato un ulteriore bonus che ci ha convinto a scegliere questo nome.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-Ci ispiriamo in effetti alla nostra quotidianità quindi hangover epici, vittorie e sconfitte che ognuno di noi colleziona giorno dopo giorno, e vita vissuta tra palchi con le assi rotte e van scassati. C'è spazio per qualche riflessione sulla società in cui ci troviamo (come ad esempio “Eyes In The Jar” o “Under The Ash”) ma sicuramente non è nostra intenzione insegnare a nessuno come vivere. Se invece volete sapere come buttare via la vostra vita suonando in una band, dateci pure un colpo di telefono. Saremo felici di darvi un paio di dritte.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Questo non sta a noi dirlo, ti posso dire che suoniamo esattamente il tipo di musica che ci piace ascoltare. Attitudine rock 'n' roll che lascia spazio a ritornelli ben memorizzabili affogati in un muro sonoro di spessore. Se questo è quello che cercate possiamo fare per voi, in caso contrario ci sono sempre i Coldplay.

Come nasce un vostro pezzo?

-Solitamente il tutto nasce da un riff o un'idea di Umbo, che viene poi elaborata ed arrangiata dalla band al completo, su questa prima ossatura ragioniamo le vocals. Proprio in questo momento la canzone può essere stravolta completamente finchè non siamo soddisfatti al 100%, ad esempio “Get Away” ha cambiato ritornello almeno 3 volte quest'anno! Nonostante il nostro tipo di musica sia piuttosto schietto e diretto lavoriamo molto sugli arrangiamenti.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Devo dirti la verità, amiamo questo disco nella sua interezza. Ogni pezzo è riconducibile a un preciso momento e ha i suoi “punti di interesse” (almeno per noi), ti posso citare però “Wild & Alone” che è stato il primo pezzo ad essere stato scritto dopo le sessioni di “Next Stop Hell” e “No Redemption” perchè si discosta leggermente dal sound a cui siamo abituati e ha un testo molto personale...uhm...ok, parla di una sbronza, ma se scavi con cura trovi qualcosa di un po' più profondo.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Abbiamo tutti ascolti piuttosto diversi oggi come oggi, ma se dovessi capitare in van con noi e ti stai chiedendo che album portare ti consiglio Misfits, Kiss, Wasp o Motorhead. Nessuno di noi ti dirà “cambia!”

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Più che un tour ti posso dire che continueremo a suonare incessantemente e ossessivamente (eheh) come facciamo da 5 anni a questa parte, oltre all'Italia toccheremo sicuramente Olanda, Belgio e Germania, paesi che hanno reagito davvero bene alla nostra proposta in passato e in cui non vediamo l'ora di tornare. Stiamo definendo i dettagli proprio in questi giorni.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Per un live album e un DVD è ancora un po' presto..preferiamo concentrarci su degli studio album ancora per un po', sicuramente realizzeremo uno o due clip promozionali per spingere alcuni singoli del disco come avevamo fatto in passato con “Beer, Whiskey & Bar”.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-Parlando della scena di cui facciamo parte, possiamo dire che la situazione è quasi drammatica anche se tutto sommato qualcosa di buono, se ci si sa accontentare, lo si trova. Negli ultimi 5 anni abbiamo sempre mantenuto un'attività live piuttosto intensa e abbiamo trovato parecchie band disposte a collaborare con cui abbiamo stretto una bella amicizia che va ben oltre il semplice scambio di data, cito Longobardeath e Lucky Bastardz per fare due nomi ma la lista è molto più lunga. Le buone band e la gente disposta a sbattersi c'è, ciò che oggettivamente manca sono la promozione e la professionalità, le band italiane continuano a risultare all'occhio estero gruppi da terzo mondo della musica proprio perchè manca una struttura professionale in grado di supportarle.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Mi sento di dire che questa domanda è piuttosto vintage, 2003 direi. Ti faccio io una domanda: quando è stata l'ultima volta che sei andato dal tuo edicolante di fiducia, hai comprato il tuo magazine musicale preferito e poi estasiato dalla recensione di una nuova band sei andato di corsa nel negozio di dischi a te più vicino ed hai acquistato l'album in versione digipack a scatola chiusa?

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Beh...credo che qualsiasi musicista al mondo miri ad esprimere il proprio talento con la musica che produce, non sto parlando di tecnica ma di espressione di se stessi. Non è il genere a valorizzare il talento ma la capacità di lasciare un segno indelebile: Joe Stummer era un talento, Dimebag Darrel era un talento....qui il genere non conta, conta la classe.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Michel Graves! i Misfits sono una delle nostre band preferite e “American Psycho” e “Famous Monsters” sono due album che mettono davvero d'accordo tutti nella band.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Vi ringraziamo per lo spazio concesso e vi aspettiamo sotto il palco ai prossimi live, birra alla mano ovviamente!

Intervista di Maurizio Mazzarella

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