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giovedì 25 novembre 2010

ARMAGEDDON - Death Then Nothing


Andiamo subito al sodo. Gli Armageddono vengono dalla Polonia, sono nati sul finire deglia anni ottanta e questo nuovo "Death Then Nothing" è solo il secondo disco disco in studio. Perché? Forse perché in quel tempo per una band polacca era difficile avere successo, così, dopo il disco d'esordio ci fu lo scioglimento, o se vogliamo, un lungo periodo di pausa e quindi di riflessione. Nel 2008 i fratelli Maryniewski hanno deciso di riprovare, forti anche di un contratto di buona fottura con l'egregia Mystic. Ecco quindi che è nato questo "Death Then Nothing", forse un disco per quei nostalgici di un death metal che oggi stenta a ritrovare quel terreno fertile che c'era negli anni ottanta e novanta. Non sopporto però chi boccia a priori un disco di questo tipo, perché la buona musica è grande a prescindere dall'epoca in cui viene composta. "Death Then Nothing" è un grande disco se visto esclusivamente nella sfera del death metal. Perché è compsto da buone canzoni, dinamiche, frizzanti, fluide, coinvolgenti e soprattutto, dotate di quella buona tecnica che ha reso grandi i nomi più celebri del settore ed è inutile fare citazioni. Gli Armageddon sono dei bravi musicisti, dei cultori del genere, che sapevano quello che volevano ed hanno messo in piedi un disco composto assolutamente con i sacri crismi. In molti potrebbero affermare che questo disco avrebbe riscosso successo negli anni novanta e che oggi invece, può essere solo un remake dei dischi death usciti in quel periodo. Sono balle mostruose. Pensate per caso che un qualsiasi classico degli Slayer o dei Death, se uscito di questi tempi avrebbe perso di peso o di valore? Assolutamente no. In quanti rivogliono dagli Slayer uno di quei dischi oggi? Ecco perché "Death Then Nothing" è un ottimo disco, perché è fatto col cuore ed è spontaneo. Forse gli Armageddon con "Death Then Nothing" non hanno certo scoperto nulla di nuovo, ma sanno comporre della musica eccellente e questo può bastare ad un qualsiasi sostenitore del settore. Chi pensa il contrario ed ha voglia di bocciare un disco del genere, direi che è solo un bamboccio che ha ancora la bocca sporca di latte e che non sa distinguere un disco degli Slayer da uno qualunque di una band minore dello stesso settore.

Voto: 7/10

Maurizio Mazzarella

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