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sabato 13 marzo 2010

RAINTIME - Psychromatic


Non posso che essere orgoglioso di essere Italiano proprio come i Raintime di cui ora vado ad elogiare le gesta. Questo progetto è fondato nel 1999 da tre ragazzi Claudio Coassis (tastiere), Matteo Di Bon (chitarra) e Matteo Barzan (batteria), inizialmente le loro attenzioni erano rivolte più su un genere progressive metal strumentale e in questo periodo la formazione era completata da Francesco Rossi (chitarra) e Michele Colussi (basso). Dopo un cambio di line-up, il batterista Matteo viene sostituito da Enrico Fabris, i Raintime si spostano verso un genere più aggressivo e pesante, nello stesso tempo ad aiutare questa evoluzione, il tastierista Claudio passa al microfono. Nell’autunno del 2002 Francesco lascia la band sostituito da Luca Michael Martina, da questo momento la line-up non cambierà fino a pochi mesi fa quando a lasciare la band è stato propri quest’ultimo e sostituito da Dniele Bressa. Nel 2005 esce “Tales from Sadness” registrato nei “New Sin Studio” del produttore italiano Luigi Stefanini per ottenere una distribuzione mondiale con la “Arise Records”. Nell’agosto del 2006 i Raintime registrano il loro secondo full-lenght “Flies & Lies” negli studi danesi degli “Jailhous”sotto gli occhi di Tommy Hansen. Il disco verrà lanciato il 20 Marzo in Giappone per la RECORD Soundhlic, in Francia il 21 Maggio per la RECORDS REPLICA Sony Distribution, in Europa il 28 Maggio per la Lifeforce mentre il 21 Agosto uscì negli Stati Uniti e nel Regno Unito per BIELER Bros Records (distribuzione Warner). Tra il 2007 e il 2008 i Raintime hanno partecipato a molti festival internazionali come il “Prog Power Festival USA ad Atlanta in Georgia dove hanno riscontrato un enorme succeso. Ora, invece, parliamo del loro nuovo lavoro “Psychromatic” che uscirà il 23 Aprile per la Lifeforce Records . Cominciamo col dire che è un album molto ben curato i suoni sono nitidi, puliti e il disco si fanno ascoltare nella sua interezza. La vena progressive nella prima parte delle canzoni è molto evidente e massiccia nella seconda viene fuori più aggressività e il death melodico prende il sopravvento, questo avviene soprattutto grazie alla notevole capacità di cambiare sfumatura alla voce da parte del cantante a cui va un elogio in più, è evidente comunque che tutti i componenti della formazione sono tecnicamente preparati nei loro ruoli e si fanno sentire. Direi che le loro influenze sono varie ma in particolare si sente la mano degli In Flames anche se le melodie sono molto più curate soprattutto nella voce. Il disco è registrato in maniera perfetta senza sbavature veramente un ottimo lavoro. Se devo essere proprio sincero gli unici difetti che posso trovare, forse, sono in una maturità intrinseca di tutto il gruppo che ancora va ricercata nel trovare nuove strade di gusto melodico e di suoni, infatti nel disco si cade in qualche ripetizione che nell’ ascolto prolungato diventano evidenti, l’altro difetto se così lo possiamo chiamare è la copertina troppo scarna e priva di elementi di riconoscimento. Ma sono tutte cose che possono essere risolte con facilità!

Voto: 8,5/10

Nicola Lucarelli

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