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martedì 15 dicembre 2009

THE FIRE - La Magia del Fuoco


Intervista agli italianissimi The Fire, ci risponde il cantante della band Olly:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Si chiama ABRACADABRA è un album Rock molto vario e versatile poco etichettabile e molto sincero. Un disco per noi magico ovviamente, per diversi motivi. Ha riportato un equilibrio all'interno del gruppo dopo 3 anni passati in tour con quasi 250 date alle spalle, 2 cambi di formazione, diversi problemi discografici, economici e personali. Finalmente dopo quasi un anno e mezzo di ritardo esce e ci fa sentire più sereni sollevati e eccitati all'idea di suonare finalmente i nuovi pezzi dal vivo.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Dopo 11 anni di Shandon sentivo il bisogno di cambiare, di provare nuovo entusiasmo per qualcosa che sentivo piu nelle mie corde. Dopo anni di Ska core punk, sentivo che tutto mi sembrava vecchio e mi vestiva stretto. Il rock a 360 gradi mi sembrava calzasse alla perfezione per non avere remore dettate dalle nicchie o dalle fissazioni che spesso creano. I Madbones avevano suonato spesso con gli Shandon e le nostre strade si sono incrociate quando Andre (cantante dei Madbones) mi propose di suonare con loro. Io dissi che mi andava bene ma che avremmo dovuto cambiare stile e nome della band e loro furono tutti entusiasti della cosa, tanto da ripartire da zero con me in un progetto nuovo. Fu entusiasmante.

Come è nato invece il nome della band?

-Una storia lunga durata un anno circa. Non trovavamo nulla che ci piacesse e la cosa sembrava non arrivare mai a un dunque. Io proposi di andare in Tour lo stesso con i contatti che avevo in Germania e Olanda. Partimmo con un becero Madbones Featuring Olly from Shandon.. davvero deprimente e poco ispirato ma l'unica cosa da fare se volevamo partire. Una volta in tour incontrammo i Beatsteaks (gruppo rock decisamente famoso in Germania) a Berlino, Torsten , il loro bassista mi vide un po' spaesato e mi disse.. "What's up my friend?" Detto all'italiana.. e io gli dissi " è ormai un anno e mezzo che suoniamo e non abbiamo ancora un nome. Lui mi guardò e disse "Io suono già in un gruppo, ma se ne avessi avuto uno tutto mio lo avrei chiamato The FIRE".. io dissi WOW!!! We got it!! Lo dissi agli altri e piacque a tutti all'istante.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-A dirla tutta io non amo molto fare i testi.. ho sempre delle idee di base che poi faccio sviluppare ad altre persone che scrivono molto meglio di me. Non mi piace invadere il campo su una cosa che non sento alla perfezione. In generale i testi sono molto vari come i nostri pezzi, dal personale, all'amore toccato in maniera poco convenzionale, la passione per il lavoro che facciamo, oppure alle sensazioni che si possono provare per delle emozioni che ti portano a scrivere quello che hai dentro. Io questa cosa la sento di più con gli accordi e gli arrangiamenti. Molte persone pensano che la musica abbia meno da dare delle parole ma io credo che non sia cosi. Piangere o gioire per una sequenza di accordi e un'atmosfera particolare è spesso più emozionante che per un linguaggio piu consono allo scambio di opinioni o di emozioni. Lo trovo piu stimolante.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Sincerità di linguaggio che al giorno d'oggi è sempre meno frequente nei dischi ormai associati solo alle vendite o ai fiaschi discografici. Non si pensa che al prodotto e poco alla sostanza. Forse banale come concetto, ma palpabile sempre di più da chi la musica la assapora ancora. Amiamo suonare quello che ci piace senza farci menate legate alle mode o alle nicchie. La regola odierna delle band e della discografia è quella di trovare un unico sound per imporlo ad un mercato o una fetta di pubblico interessata a quei vestiti o quei suoni mentre essere versatili come le band del passato sembra ormai un eresia. Bè a noi importa di più avere un linguaggi piuttosto che avere lo stesso sound su tutti i pezzi.

Come nasce un vostro pezzo?

-In svariati modi.. da un Riff, da una strofa chitarra voce, da una mezza idea buttata giù anni prima o da un arrangiamento destinato ad un altro pezzo che poi si butta via. E' un po' come giocare con i lego.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Uno solo? Impossibile!! Sono un pò tutti pezz 'e' core come si dice a Napoli. Sono pezzi estrapolati tra altri 30 e coccolati fino a finire sul disco. Non potrei mai fare il torto ad uno di loro dicendo che è il piu magico.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Il Rock dei Foo Fighters, l'hard Rock moderno di Danko Jones, dei Backyard Babies, il pop Rock vecchia maniera di Police o Queen sono le principali influenze che toccano.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Il tour in realtà non si è mai fermato, semmai si è spostato qua e là tra nazioni di mezza Europa. per poi ritornare in Italia spesso e volentieri. La promozione ci piace farla principalmente sul campo, visto che suonare ed esibirci è la cosa che ci viene meglio. Nel frattempo abbiamo fatto da spalla a dei grandi e grossi della musica del passato, nomi come Deep Purple, Alice Cooper, Iggy Pop che ci hanno insegnato molto. Abbiamo anche suonato con Pop, Punk star moderne tipo Kaiser Chief, Fall Out Boy, Gogol Bordello che ci hanno insegnato un po' meno, ma ci ha fatto piacere essere lì e assaporare il loro pubblico, come dei piccoli dracula. Speriamo di realizzare un video appena se ne presenterà l'occasione e continueremo a fare interviste cartacee, web, radiofoniche e magari in futuro televisive.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-In realtà non ne abbiamo mai sentito il bisogno.. forse perchè una band al secondo disco prima di fare un live o un DVD deve dimostrare delle cose. Noi ci sentiamo ancora sotto esame e con la voglia di farsi strada con le proprie capacità e non con i soldi di papino o del discografico che sperpera. L'onestà è la via che porta al rispetto del pubblico e un live o un DVD sono cose per chi la band la segue davvero.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-La scena Italiana del Rock è prolifica, ma sempre in direzioni un po' dubbie. Chi fa Rock Italiano per emulare il Vasco nazionale, chi fa Gothic per emulare il successo dei Lacuna Coil, chi emula l'americano di turno etc.. trovo sempre poca sincerità. Ogni tanto mi imbatto in gruppi davvero davvero ottimi e mi rattristo quando so per certo che una band di giovani adesso in Italia deve abbassarsi a certe regole assurde per avere poi briciole. Il sogno rimane, ma la sincerità si perde per accontentare gente a cui non frega un cazzo di chi sei e cosa fai, ma solo se hai un singolo gettonabile per una stagione. I soldi destinati alla musica sono sempre meno, mentre i musicisti sono sempre di più. C'è troppa offerta e poco pochissimo interesse. Le band che si distinguono e hanno il rispetto internazionale sono quelle che riescono a staccare il cordone ombelicale dallo stivale per sentirsi piu Europei e meno pizza mandolino.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Ovvio che è una manna per chi si fa quasi tutto in casa, noi compresi. Ottimo per promuovere, consolidare e trovare contatti Italiani ed esteri, per avere un contatto diretto con chi ci segue e ci supporta. L'unica cosa è che troppo spesso è un canale apertissimo per stronzate, gossip, falsità. Finte amicizie virtuali che non portano quasi mai ad un contatto, ma ad una dispersione. Se internet fosse stato solo per addetti alle pubbliche relazioni o al lavoro forse si uscirebbe più di casa e si avrebbe voglia di andare a vedere concerti o di conoscere persone.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Direi che il talento è una cosa che spesso non va dimostrata con la tecnica, ma con la densità del linguaggio e delle emozioni che un musicista può regalare sia a livello di scrittura dei pezzi o dell'assolo o con l'aspetto visivo delle performance live.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Con questa domanda mi fai un po' sognare, quindi sognando direi a nome di tutta la band che Dave Grohl dei Foo Fighters sia un po' il modello del nostro vedere la musica e le band.. quindi lui su tutti, poi forse credo un grande del passato tipo Ozzy, Lemmy dei Motorhead o Brian May dei Queen. Mi propongo anche come Figlio adottivo di Ozzy visto il mio nome.. Olly Osbourne suonerebbe benissimo.. haha..

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Basta lamentarsi!!!!!! Stiamo alimentando un circuito sempre più disinteressato e sfigato a livello nazionale.. Le cover band e le tribute band fanno più gente di tante band conosciute e la cosa è di un patetico impressionante. I locali avendo paura di chiudere alimentano questo circuito chiudendo le porte a chi la musica la fa veramente. Come direbbe la Sandra celebre moglie di Raimondo.. che noia che barba che noia che barba... aggiungerei anche un A LAVORARE!!!

Intervista a cura di Maurizio Mazzarella

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