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lunedì 12 ottobre 2009

INFINITY OVERTURE - Kingdom of Utopia


Grande, grande album davvero. Questo pregevole "Kingdom Of Utopia" è il disco d'esordio dei danesi Infinity Overture, band che tra le propria fila vede la presenza del cantante Ian Perry, principalmente noto per il suo connubio con gli Elegy. Siamo nel campo del power metal di matrice sinfonica e questa band dimostra di saperci fare, mettendo sul mercato un lavoro perfetto anche nel più piccolo dei dettagli. La band non scopre nulla, con i notrani Rhapsody Of Fire ad esempio, c'è più di una affinità, ma il disco piace, scorre in modo fluido e vede ogni singolo componente della band destreggiarsi con grande personalità, in un album prodotto tra l'altro anche in modo eccellente da Sascha Paeth, Miro ed il chitarrista della band Niels Vejlyt. Passando ad analizzare il disco in modo più dettagliato, la partenza è affidata a "Millenia", song maestosa e possente, che parte in modo armonico, per poi sterzare verso sonroità più grintose e carismantiche, ma sempre molto seducenti ed accattivanti, con a correndo una corposa componente orchestrale, The Great Believers a seguire, è una canzone più oscura ed introspettiva, supportata da fraseggi strumentali di notevole spessore tecnico e pregevoli cavalcate di chitarra modulate con equilibrio e ponderatezza, "Warrior King" spazia verso uno stile più epico e medioevale, capace di coinvolgere e trasportare con sbalorditiva naturalezza, Wonderland invece, mette in luce la dimensione più intensa ed ispirata della musica degli Infinity Overture, in un brano dai contenuti passionali, dotato di una massiccia dose di energia. Nel proseguo, Temple of Doom è il pezzo che più rimarca la componente sinfonica della band, mostrando contemporaneamente anche una pregevole cura dei cori e delle linee vocali, Kingdom of Utopia è forse il brano più completo del disco, quello che in assoluto accomuna la musica degli Infinity Overture a quella dei Rhapsody Of Fire, mentre Queen of Hearts con le sue splendide chitarre acustiche di contorno, è un'autentica poesia circondata da musica raffinata e romantica. Nella parte finale del disco, Oceans of Time giova di sonorità versatili ed all'avanguadia, assestandosi su una struttura pressoché impeccabile, Sacred Fire è un pezzo che nasconde un velo di maliconia e tristezza e conferma la cura priva di pecche degli arrangiamenti, la conclusiva War Cry infine, è un mix tra Stratovarius e Sonata Artica, racchiude l'essenza della band e riassume le peculiarità di un disco assolutamente straordinario. Se amate questo settore, non aspettate altro tempo e fate vostro "Kingdom Of Utopia".

Voto: 9/10

Maurizio Mazzarella

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