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lunedì 12 settembre 2011

ZOMBI – Escape Velocity


La Relapse è un'etichetta che, partendo da un background costruito sul death e sul grind, ha saputo espandere i propri orizzonti a generi che stilisticamente si allontanano dalle radici, pur conservando come elemento comune un certo carattere di nicchia. È anche il caso di questo Escape Velocity del duo fromato da Steve Moore e Tony Paterra, aka Zombi.
Il combo di Pittsburg si presenta con un lavoro composto da nove tracce mediamente piuttosto lunghe, fatte di tappeti di synth stesi sopra ritmiche semplici ma efficaci.
Lo stile pesca a piene mani da certa musica cinematografica degli anni '70 o dei primi '80, con richiami all'elettronica avanguardistica del tempo di band come Tangerine Dream e Kraftwerk.
Atmosfere eteree, che fanno immaginare abissi interestellari quanto cangianti elaborazioni grafiche computerizzate, il tutto però ancorato a terra da una batteria robusta e dalle movenze che oscillano tra rock e new wave.
Ora non voglio stare lì a menarla tanto visto che, in tutta onestà non ho una cultura eccelsa in fatto di musica elettronica e, in genere, apprezzo fin là il genere. Devo dire però che Escape Velocity è risucito ad inchiodarmi per tutta la sua durata, nonostante sia un album totalmente strumentale e basato su strumenti che non amo particolarmente. Le sue movenze sinuose ma anche accattivanti però riescono, a mio avviso, a insinuarsi nell'immaginario dell'ascoltatore, sollevandolo dal contingente e proiettandolo in una dimensione più "leggera". I pezzi in sè e per sè non sono facilmente memorizzabili o sfrontatamente catchy, ma forse proprio per questo costituiscono un flusso che scorre e trascina. Il sound è chiaramente vintage e probabilmente chi segue il genere da tanto potrebbe (immagino) trovarlo fin troppo old style. Personalmente, da profano, io l'ho apprezzato molto e consiglio a tutti un ascolto di questo lavoro che potrebbe interessare anche a chi non si è mai affacciato a questo tipo di musica.

Voto: 7/10

Michele Marinel

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