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lunedì 12 settembre 2011

ANDREA BRAIDO - Report Andrea Braido Trio Plays Hendrix Music - Villanova, Pulsano (TA) 3/8/2011


Una serata di altissimo spessore è quella che abbiamo trascorso al Villanova di Pulsano (TA) il 3 agosto, grazie alla magnifica esibizione di Andrea Braido, uno dei migliori axeman nazionali e senza dubbio dotato di una caratura tecnica maggiore a tanti altri nomi blasonati, anche a livello internazionale. Un patrimonio artistico, quello di Andrea, da tenerci ben stretto e che gli permette di essere padrone di svariati stili (dal jazz e fusion al rock, dalla classica all

‘heavy metal) tanto da potersi permettere delle esibizioni a tema. Il repertorio proposto è incentrato sulla musica di Jimi Hendrix, con una scaletta che ricalca fedelmente quella del suo cd live registrato nel 2007, accompagnato due musicisti d’eccezione come Alessandro Napolitano alla batteria ed Antonio Cascarano a basso e voce (noi tarantini li conosciamo bene…), presenti sia questa sera che sul cd stesso. Non certo delle semplici cover quelle che ascoltiamo, ma una rivisitazione estremamente personalizzata dal genio musicale del chitarrista trentino e dallo smisurato talento di Alex ed Antonio. Tutti gli hit più conosciuti di Hendrix, da Red House a Manic Depression, da Foxy Lady ad Hey Joe, vengono letteralmente centrifugati dal trio. Da brividi l’esecuzione di Little Wing, che ad un certo punto subisce una fulminea variazione atmosferica abbinata ad un’incredibile accellerazione che sfocia in un’improvvisazione jazz letteralmente funambolica, che lascia a bocca aperta i presenti (…e vi posso assicurare che c‘erano tanti strimpellatori della 6 corde), un limpido esempio di cosa vuol dire rock prog con gli attributi. Da notare gli sguardi e gli ammiccamenti che si scambiano i tre musicisti durante l’esecuzione, segno di un intesa musicale perfetta. Bellissima la chiusura della serata con una versione al fulmicotone di Voodoo Child, che mette in evidenza le influenze che Braido ha recepito dalla musica araba e da un altro genio come Richie Blackmore, per rielaborarle in un melting pot d’eccezione. Alla fine della serata Andrea da anche un saggio della sua simpatia ed umanità dedicandosi a chiunque volesse scambiare qualche parola con lui, in particolar modo quando si trattava della sua strumentazione, rigorosamente analogica, e della sua bellissima chitarra Paul Red Smith. Particolare inoltre l’attenzione che Andrea ha dedicato alla nostra testata, lasciandoci un ricordo indelebile di questa bellissima serata, per la quale lo ringraziamo calorosamente. Ce ne fossero musicisti così !!!

Salvatore Mazzarella

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