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lunedì 1 agosto 2011

ALCHEMY ROOM - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Alchemy Room, ci risponde Fabio La Manna:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Il nostro primo disco è l'unione fra un demo del 2009 e un ep di fine 2010, vi sono delle differenze sostanziali che riguardano le canzoni proposte nei due ep,Origin of fears è sicuramente più metal e sperimentale,in cui ho anche suonato le tastiere cercando un approccio progressive e malinconico. mentre con A Matter of time abbiamo seguito una strada più diretta,sia musicalmente che per quanto riguarda i testi dei brani,ed è un lavoro più di gruppo,in cui ognuno ha curato maggiormente gli arrangiamenti per il proprio strumento in prima persona. Lungo la durata dell'intero disco si trova tutta la nostra passione per la musica progressiva dagli anni 70 ad oggi. Questo potrei dire in definitiva.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Alchemy Room è nato come mio progetto solista,in breve tempo è divenuta una vera band grazie soprattutto all'apporto di Andy e del suo coinvolgimento. Irene è nel gruppo dal 2008 mentre recentemente abbiamo cambiato bassista per la terza volta,confidando di aver trovato in Andrea la persona giusta.

Come è nato invece il nome della band?

-Alchemy Room è una stanza piena di cose,di suoni e colori,di elementi che si uniscono e si fondono,combattono anche fra di loro,si attirano e si respingono.ma non è confusione.è la creazione nel vero istante in cui avviene,ed è il luogo stesso in cui questa creazione prende forma,con l'intento di governare questi elementi si impara a padroneggiarli e si da nuova forma a una nuova vita man mano che si fa pratica con ognuno di essi.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-I testi hanno un ruolo essenziale,nonostante ancora oggi nella musica più dura si tenda a non evidenziare la loro pregnanza. origin of fears può essere definito un concept sulla paura di non arrivare a uno scopo,il timore di essere schiacciati.i pezzi all'interno del disco trattano di queste paure e delle barriere fra il singolo individuo e la società in cui vive di cui spesso è succube,della distanza fra le cose e gli eventi che attorno a noi creano ulteriori fobie e psicosi personali.Waking the child è letteralmente un invito a ognuno a non farsi schiacciare nè dalla società nè dalle proprie paure quotidiane e relazionali.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Credo che la ricercatezza di uno stile proprio e una propria identità artistica e di pensiero siano fattori che saltano all'orecchio dell'ascoltatore attento che si inoltra nel nostro territorio incuriosito.vorrei poter dire che mi piacerebbe arrivasse a tutti la nostra musica,ma chiaramente l'ascoltatore metal o prog è più facilitato ad assimilare certe strutture non immediate.l'immediatezza è una componente sulla quale lavorare,poichè il dono della sintesi credo che sia un valore aggiunto a un'opera d'arte.

Come nasce un vostro pezzo?

-Generalmente nasce da una melodia,poi su quella melodia si costruisce tutta una struttura e la melodia si evolve e ne deriveranno altre,ma senza una bella melodia non si va da nessuna parte.poi la struttura del brano si forma provando insieme,o cercando varie soluzioni alternative,ma stando sempre ben attenti a seguire soluzioni armoniche e dentro al significato concettuale del brano.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Ognuno di noi ha il suo brano preferito. Probabilmente il testo maggiormente incisivo è quello di Wakingthe child 2,il significato della canzone è di particolare importanza per me.musicalmente la fin absolue du monde è il brano più lungo e articolato,in cui abbiamo trovato e forgiato un nostro stile,una nostra identità musicale.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Troppe davvero per quanto mi riguarda,potrei anche dire tutti e chiunque hanno influenzato gli Alchemy Room.Ogni band di questo mondo che per un attimo ha suscitato in un membro del gruppo un'emozione.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Stiamo facendo un lavoro di promozione con la nsotra etichetta su magazine,radio e fanzine online,cercheremo di fare più cose possibili per promuoverci a 360 gradi,chiaramente dobbiamo fare fronte alle difficoltà di un mercato musicale saturo in Italia e anche altrove,ma crediamo nelle nostre capacità di distinguerci.I live sono fondamentalmente uno sfogo,un divertimento,certo pianificheremo un tour promozionale come si deve verso fine anno,non vediamo l'ora!

E' in programma l'uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-E' quasi pronto il dvd della nomadism records in cui figureremo anche noi con tre brani,video e tanto materiale!sta per uscire ,questione di poco tempo.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-Trovo che ci sia davvero poco spazio per gli artisti emergenti perchè siamo davvero danneggiati tutti quanti dai media di oggi e dalla crisi economica e di conseguenza discografica.in giro comunque in italia sento un pò poca qualità, sia nel metal che in altri generi.ovviamente ci sono cose che mi piacciono e band italiane veramente valide ma generalmente ascolto musica "straniera".

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Internet da una mano,è innegabile,soprattutto con social network quale facebook o come quella cosa meravigliosa che è youtube.bisogna anche saperlo gestire,il web,come band,e non è mica affare semplice considerato quanto è immendo il popolo della rete e dispersivomil suo habitat virtuale.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Il progressive è un genere tecnico quindi credo valorizzi questa componente in primis.un qualsiasi brano o composizione o improvvisazione un musicista dotato suoni risulterà all'udito gradevole se fatto con buon gusto.

C'è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Sono tantissimi ma se potessi collaborare con Peter Gabriel sarebbe l'apoteosi,l'uomo con gli orizzonti musicali più vasti vivente.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Comprate il disco,seguiteci dal vivo se passiamo dalle vostre parti e scriveteci per mail o contattateci nei social network di comune uso domestico..siamo dappertutto,trovateci!un abbraccio Fabio.

Maurizio Mazzarella

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