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domenica 17 luglio 2011

SUBLIRITUM - A Touch of Death


Vado dritto al sodo. Di album come questo in giro ne esistono un'infinità, il problema è che non sempre tutti sono all'altezza dei capostipiti del settore. Non è però il caso dei Subliritum, band norvegese attiva da circa dodici anni, che con questo pregevole A Touch of Death giunge a quota due in fatto di album in studio, facendo ritorno sul mercato discografico a distanza di ben nove anni dal disco d'esordio Dark Prophecies. Da un punto di vista musicali, i Subliritum, che alla batteria vantano la presenza del bravissimo Vyl (Keep of Kalessin ex-Gorgoroth 'live') viaggiano in mezzo tra il black metal tradizionale e quello melodico, ricordando per certi versi i primi Cradle Of Filth, ma basandosi essenzialmente su quella che è sembre stata la scena scandinava, con in cima i migliori Dimmu Borgir e direi anche i Covenant, quelli di "Nexus Polaris" per essere precisi. Detto questo, ci troviamo di fronte ad un disco composto con i sacri crismi, dove ogni particolare è stato posizionato nel punto giusto. Andando nel particolare, viene più esaltata la dimesione estrema a cospetto di quella melodica, che è sempre e comunque ben presente. I brani sono dati di una ponderata versatilità, oltre che di una pesantezza mai eccessiva. C'è una giusta compattezza e l'impatto dell'album complessivamente è discreto, anche se la presa non risulta del tutto immediata. C'è molta rabbia ed aggressità, il tutto supportato da un muro sonoro ruvido e robusto. La preparazione tecnica è nella norma, stesso dicasi per la produzione, senza dubbio nei limiti. Se amate questo genere ne resterete soddisfatti.

Voto: 7/10

Maurizio Mazzarella

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