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domenica 17 luglio 2011

NOMAD - Transmigration Of Consciousness


Questo è un gruppo che ci sa davvero fare ed è l'ennessima conferma dello spessore della scena metal estrema polacca, che nel caso dei Nomad (dove milita Patrick 'Seth' Bilmorgh, membro live dei Behemot), ci presenza un prodotto davvero valido e di grandissima qualità. Nati verso la metà degli anni novanta, i Nomad giungono con questo pregevole Transmigration Of Consciousness alla pubblicazione del proprio quinto lavoro in studio, facendo ritorno sul mercato discografico a distanza di quattro anni dal precedente e valido The Independence of Observation Choice. Da un punto di vista strettamente musicale, i Nomad suonano una sorta di death metal fiero e potente, influenzato palesemente dalla scena del nord Europa, in particolare quella più estrema proveniente dalla regione scandinava, senza però trascuurare però i grandi padri del settore statunitensi, anche se io odo anche qualche piccola traccia dei Sepultura di Arise, in modo però nettamente limitato. Detto questo, Transmigration Of Consciousness viaggia su un percorso proprio, essendo un concept album che deve obbligatoriamente ascoltato interamente per essere valutato nel proprio complesso in un modo giusto e completo. Non è quindi un disco dalla presa immediata e necessità certamente di molti ascolti per essere compreso e percepito in tutte le sue sfumature. Ci sono diversi momenti strumentali tra un brano e l'altro che lo impreziosiscono maggiormente, per questo definisco questo lavoro come una pregevole opera d'arte di death metal. Tecnicamente i Nomad ci sanno davvero fare, le chitarre sono ben modulare ed anche la sezione ritmica è sempre opportuna. Non ci sono mai momenti bassi, perché la band tiene sempre alto il ritmo e questo è certamente un pregio. Anche la produzione è ben curata e risulta appropriate per quella che è la proposta che mettono sul piatto i Nomad. Io direi che siamo di fronte ad un lavoro di grande spessore che meriterebbe di raggiungere ampi consensi. Grande band, spero che abbiamo tanta fortuna perché la meritano.

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella

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