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mercoledì 15 giugno 2011

CONSORTIUM PROJECT V - Species


Un disco bellissimo, da estasi, capace di lasciarti a bocca aperta. Davvero, questo è un disco sconvolgente, capace forse di rivoluzionare un intero settore musicale e non sto scherzando. I Consortium Project per chi non lo sapesse, fanno testa al noto vocalist degli olandesi Elegy, ovvero il mitico Ian Perry, che nel proprio percorso musicale, ha sempre composto album dalle indubbie qualità sia tecniche che compositive e certamente questo ennesimo capolavoro, non viene certamente meno a codeste caratteristiche. "Species" è il quinto capitolo di questa esperienza, edita per la Lion Music e che giunge sul mercato discografico a distanza di quattro anni dal quarto capitolo intitolato "Children of Tomorrow". Da un punto di vista strettamente musicale, questo progetto resta ancorato saldamente al classico power/progressive metal che ha sempre caratterizzato i componimenti vari di Ian Perry, che nell'occasione ci mostra uno stile più solido, molto maturo e compatto, ma sempre versatile e variopinto, il tutto supportato da un suono molto moderno ed attuale, che non va mai oltre i limiti. Come facilmente intuibile, Ian Perry si è circondato di guest di notevole spessore, come tra i quali spiccano Stephan Lill (Vanden Plas), Niels Vejlyt (Infinity Overture), Kris Gildenlöw (Pain of Salvation) ed il mitico Casey Grillo (Kamelot). Personalmente ritengo "Species" il capitolo migliore di questo progetto, per l tipologia dei brani e perché con grande maestria Perry riesce ad unire impeccabilmente il talento compositivo alla tecnica ed anche all'intensità. Per questo nonostante questo sia un disco tecnicamente molto complesso, il pregio principale è quello di farlo notare relativamente, nel senso che la presa dei brani è immediata, ma è sempre possibile ascolto dopo ascolto apprendere un folto numero di sfumature non semplici da percepire immediatamente. Poi c'è un altro aspetto. In molto vedono nei Dream Theater il punto di riferimento principale in ambito progressive metal, io direi che Ian Perry si discosta molto da questo concetto, perché con la sua musica riesce sempre a creare uno stile molto personale che lo identifica e lo rende unico, senza dover pagare dazione a nessuna altra band. Lo ribadisco, questo è un grande disco, rinvigorito anche da una produzione curata nel più piccolo dei particolari. A prescindere da ciò che amate ascoltare, fate vostro questo disco perché può fare la storia del metal non solo in ambito progressive.

Voto: 9,5/10

Maurizio Mazzarella

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