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mercoledì 11 maggio 2011

SOULDECEIVER - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Souldeceiver in occasione della pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio The Curious Tricks of Mind. Ci rispondono Francesco, Luca, Alessio, Giulio ed Eddy. Ringraziamo infinitamente Trevor e la Nadir Music:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Francesco:The curious tricks of mind arriva sul mercato dopo 2 anni circa dall’ uscita di Mankind’s mistakes e si presenta come un evoluzione nel nostro sound verso lidi più groovosi rispetto all’ esordio. Abbiamo mantenuto il nostro riffing violento, coadiuvato da una sessione ritmica impressionante merito del grande Alessio Spallarossa (SADIST), turnista e special guest del CD.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Luca: I due chitarristi sono gli unici membri superstiti della band che incise il primo demo. Siamo nati dalla fusione di precedenti bands locali ideata dal cantante e dal batterista precedenti e da me. Le nostre origini musicali ci hanno visto convogliare le esperienze fatte con le vecchie bands,in una nuova creatura death metal. Il demo, Personal Massive Researce (2007) è molto influenzato dai Death ed ottiene una votazione di 7/10 su Grindzone. Due anni dopo esce Mankind’s Mistakes, con l’ attuale cantante e buoni riscontri critici. Un altro cambio di line up con l’entrata del nuovo bassista (Eddy) durante il periodo di promozione dell’album, un mini tour europeo con i Necrodeath e qualche altro live in giro per la Toscana e poi alla fine dell’ estate 2010 l‘ultimo cambio dietro alle pelli con Alessio Spallarossa che ha registrato l’album e l’ entrata ufficiale di Giulio nella band per la promozione live di The curious tricks of mind.

Come è nato invece il nome della band?

-Luca: Il nome è stata una mia idea: ( to ) deceive significa ingannare, ma anche circuire- convincere- illudere- imbrogliare, mi piaceva l’idea di concepire la mia musica come uno strumento in grado di ingannare ma anche circuire ed illudere o convincere, l’anima di chi ci ascolta.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-Francesco: Per quanto riguarda il nuovo album, la connessione tra musica e liriche e molto alta. Ciò che vedo nella quotidianità è la fonte d’ispirazione per i testi dell’intero cd, un miscuglio di sensazioni ,illusioni e ipotesi sulla mente umana, sui suoi poteri immensi e sui misteriosi momenti in cui il normale raziocinio scompare sopraffatto dall’ istinto.

-Alessio: I testi influenzano la stesura dei pezzi soprattutto nel momento dei soli di chitarra, che ovviamente rispecchiano quello che è l’andamento del brano in corso e la sua componente lirica.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Giulio: Innanzitutto direi che siamo riusciti a dare una buona personalità alla band, le nostre influenze sono presenti ma non invadenti e la tecnica fine a se stessa non sovrasta la musica. Il groove e la pesantezza generale del cd, i testi ispirati ai curiosi scherzi che la psiche può giocare all’uomo, la fragile unione tra il death americano e i soli tipicamente europei e il prezioso contributo di due membri dei Sadist durante la registrazione, credo possano attirare l’attenzione di ogni metallaro.

Come nasce un vostro pezzo?

-Alessio: Solitamente i pezzi nascono nella mente di Luca o nella mia, registriamo i riffs a casa e lo portiamo in sala prove con una batteria di base. A quel punto lo proviamo col resto della band che corregge, aggiunge o in alcuni casi cestina qualcosa fino ad ottenere l’amalgama giusta per ogni membro. Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Francesco: Hundred 25 è stato il primo pezzo scritto per il secondo album, lo abbiamo inserito nella compilation di rock hard di dicembre 2010 e lo abbiamo suonato nel minitour europeo di Mankind's Mistakes, quindi lo vedo un valido rappresentante per i Souldeceiver 2011. Personalmente apprezzo Maryann , una perplessa lettera ad Annamaria Franzoni con riff granitici e una parte centrale violentissima, e My Closest Embrace che affronta il tema dei delitti passionali supportato da riffing e sezione ritmica martellanti e continui e da degli ottimi giri di basso.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Eddy: Il mix di sound che influenzano il nostro songwriting è vario e frutto delle nostre radici musicali e delle differenti età dei componenti della band. Nello specifico potrei citarti Death, Obituary, Lamb of God, Korn, Hypocrisy, Dark Tranquillity, Meshuggah e i primi Sentenced, e ovviamente tutto il thrash & heavy metal classico.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Francesco: Per il momento stiamo pianificando le date per la promozione di ‘Curious’ assieme all’etichetta (Nadir Music) e al nostro manager,credo comunque che partiremo a settembre, sperando di culminare in inverno con la partecipazione a qualche grosso festival.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Luca: Non abbiamo mai pensato ad una simile eventualità e credo comunque che sarebbe una mossa azzardata per noi dato che vogliamo ancora suonare e farci le ossa. Inoltre non abbiamo ancora un pubblico così vasto da giustificare un disco del genere.. questo non significa che non lo avremo mai però!

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-Francesco: Personalmente sono un grosso sostenitore delle band italiane, credo che il metal risenta dell azzeramento delle vendite discografiche, ma questo non può certo fermare le band di spessore sulla penisola. Certo, ci sono band estreme che sono riuscite ad emergere come gli Stormlord o i Graveworm, come i Sadist o i Nerve, ma ci sono anche gruppi come gli Stigma che stanno guadagnando consensi nel mondo in pochissimo tempo, o i redivivi Resurrecturis autori di un disco memorabile e vario. Purtroppo non tutti hanno la fortuna di vivere nelle vicinanze di una metropoli e i problemi per una band derivano soprattutto dalla zona della penisola in cui suona. Trovare un locale dove proporre pezzi propri è molto difficile e quasi sempre non porta guadagni economici. Passare anni a suonare nei locali ricevendo solo pochi spiccioli porta i musicisti allo sfinimento o semplicemente a cambiare proposta musicale per avere una possibilità.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Francesco: Se parlo a nome dei Souldeceiver posso dire che siamo nati nell’ era digitale, nel periodo della grave crisi discografica degli ultimi anni. Internet è stato quindi il mezzo per farci conoscere e il tramite con la nostra prima casa discografica (SG records). Personalmente ritengo che internet come vetrina funzioni in modo relativo; mi spiego meglio: la possibilità di essere ascoltato da tutto il mondo é ovviamente un’ ottima pubblicità gratuita. Il rovescio della medaglia è che i contest imbastiti dalle grosse case discografiche e che si basano sul conteggio delle visite sullo space dei gruppi in concorso, premia molto spesso band provenienti da grandi città, da nazioni più forti in campo metal, relegando l’ Italia a ruolo di outsider.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Luca: Suoniamo quello che ci piace, ci completa. Vogliamo solo condividere la nostra musica con i fan, avere l’opportunità di essere compresi e valutati in base alla totalità della nostra proposta e questo non per forza coincide con gli anni di studio sullo strumento. Se un giorno sentiremo di voler esprimere concetti attraverso virtuosismi che esulano dal nostro genere musicale, allora lo faremo.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Francesco: Suonando un tipo di metal particolarmente groovoso, mi piacerebbe molto collaborare con i maestri americani Cypress Hill, capaci di rimanere violenti e urbani in qualsiasi genere musicale si cimentino.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Alessio: Ringraziamo Informazione Metal per l’opportunità offertaci e invitiamo i lettori a collegarsi al nostro space o reverbnation per ascoltare qualche pezzo e magari comprare il CD. Grazie mille Souldeceiver

Intervista di Maurizio Mazzarella

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