Ansa News

mercoledì 11 maggio 2011

HELL - Human Remains


E' davvero piacevole constatare che nel 2011 esistano ancora band di questo livello, capaci di innovare in un certo senso il proprio genere d'appartenenza, portandolo ad essere più vivo che mai. Gli Hell vengono dall'Inghilterra, per la precisione dalla città di Nottingham, sono attivi dai primi anni novanta, ma dopo la pubblicazione di qualche demo ed un relativo lungo periodo di pausa, giungono solo ora al proprio esordio sul mercato discografico con questo pregevole "Human Remains". Da un punto di vista strettamente musiciale, gli Hell suonano un massiccio e compatto heavy metal tradizionale, ispirato fortemente alla vecchia scuola, impostata prevalentemente sulla NWOBHM, quella di Judas Priest, Saxon, Samson ed Iron Maiden per intenderci, anche se sono palpabili ed evidenti, forti tracce di Mercyful Fate e King Diamond, anche per via dei temi trattati nei testi, ovvero il satanismo e l'occultismo, che ricordano anche una band italiana in particolare che ha fatto la storia del metal nella nostra nazione e che non pronunciamo, ma vi lasciamo esplicitamente intendere. Il disco è davvero molto buono, è composto da brani assolutamente eccellenti, compatti e dall'impatto molto forte. La presa dei pezzi è immediata, nonostante una meditata complessità di fondo, che comunque non li rende di difficile assimilazione. Da un punto di vista strettamente tecnico ci troviamo di fronte ad un grandissimo lavoro, le chitarre sono pressoché perfette, ma anche la sezione ritmica si fa davvero rispettare per il proprio rullare massacrante. Da segnalare nella band la presenza di un certo Andy Sneap alla chitarra, un personaggio ultra noto nel mondo metal, che in molti ricorderanno per il suo glorioso passato nei mitici Sabbat. Il gruppo si compone dalla presenza di tre ex Paralex, ovvero il batterista Tim Bowler, il chitarrista Kev Bower e Tony Speakman al basso. Alla voce c'è invece il bravissimo David Bower, una piacevole scoperta, che fonde egregiamente la voce di King Diamond, com anche quella di Rob Halford, due autentiche icone per questo genere, ma aldilà del timbro vocale, piace la sua qualità espressiva. Gran bel disco davvero, prodotto anche in modo assolutamente egregio, con un suono non eccessivamente moderno, certamente molto adatto allo stile complessivo degli Hell (band dotata di una personalità molto forte, oltre che di una identità particolarmente precisa), che molto si basa sul tipico sound degli anni ottanta.

Voto: 8,5/10

Maurizio Mazzarella

Nessun commento:

Posta un commento