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martedì 24 maggio 2011

DUMPER - Intervista alla Band


Intervista ai Dumper, ci risponde Enrico Cantoni, voce e Basso della band:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Siamo stati spalla a spalla in un qualsiasi concerto metal dalla fine degli anni ’80 in poi? Avevate (o avete ancora!) la camera tappezzata di poster dei mostri sacri del mondo hard’n’heavy? Si?! Allora questo è un disco che sicuramente apprezzerete! “Rise Of The Mammoth” rappresenta tutto quello in cui crediamo e col quale siamo cresciuti dal punto di vista musicale, è il nostro essere rocker e metallari all’osso. E’ un disco classico suonato con passione e curato al massimo per non disperdere l’energia che sprigiona dalle canzoni, e siamo molto soddisfatti del risultato perché – quando ci vedrete dal vivo – capirete quanto “live” suoni!

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Io e Lo (batteria) suoniamo assieme da veramente tanti anni, ed abbiamo militato in varie band metal della nostra città: per un motivo o per l’altro, però, le cose non sono mai diventate più grosse della realtà locale. Delle mie esperienze passate, ricordo con piacere i Chaos Justice, coi quali facevamo thrash…e naturalmente gli Elseworld, nei quali ho cominciato il sodalizio musicale con Lo. Suonavamo power ed alla voce avevamo Alessandro Conti, che sarebbe poi entrato a far parte dei Trick Or Treat, dai quali abbiamo poi preso “in prestito” Luca Cabri, che sull’album suona le chitarre e col quale abbiamo composto una parte delle canzoni. Quest’anno abbiamo avuto qualche assestamento di line-up e adesso alla chitarra abbiamo ritrovato un amico comune, Simone “The Beast” Severi, col quale abbiamo suonato in giro negli ultimi anni in altre situazioni.

Come è nato invece il nome della band?

-Per caso ma…neanche tanto! Ero su Messenger a sparare quattro cazzate con un Luca, un amico di Mondovì, ed eravamo capitati in discorso. Io avevo pensato a qualcosa che avesse a che fare con l’impatto, lo scontro e avevo buttato lì un “Bumper” (paraurti), ma non ne ero molto convinto; al che, Luca aveva ribattuto con:” E perché invece non vi chiamate Dumper, come quei mostri di camionazzi che usano nelle miniere?”. Una vera folgorazione! E cambiando una sola lettera!

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-I testi associano immagini alla musica; non sono importanti come quest’ultima, altrimenti parleremmo di poesie e non di canzoni, però devono essere attinenti: per questo, li scrivo sempre sulla base delle sensazioni che mi dà il pezzo. Tematiche? C’è sempre qualcuno che ti fa incazzare, oppure situazioni ridicole, cose del mondo che non girano per il verso giusto, storie che ti hanno appassionato…

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-“Rise Of The Mammoth” è un album diretto, molto concreto, anche se a mio avviso per apprezzarlo a pieno servono alcuni ascolti, dato che contiene tanti spunti diversi fra loro al suo interno che hanno bisogno di essere considerati nel loro assieme. Credo che la sua forza risieda nell’unione fra l’impatto delle canzoni e il nostro sound massiccio, senza dimenticare la produzione curata da Simone Mularoni, che ha davvero fatto un gran lavoro. Oltre a questo non posso dire, io sono chiaramente di parte e preferisco siano quelli che ci seguono a dire la loro!

Come nasce un vostro pezzo?

-Molti dei pezzi di “Rise…” sono nati da spunti personali rielaborati assieme, alcuni altri invece durante jam. La regola è: se ci piace, lo teniamo!

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Non ce n’è uno in particolare, davvero…siamo contenti di tutto quello che abbiamo messo sul disco e siamo felici di suonarle dal vivo.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Ascoltiamo di tutto, ma credo si possa sentire anche dal disco che Motorhead, Ac/Dc, Black Sabbath, Kiss, Iron Maiden, Judas Priest, Overkill, Megadeth, Metallica, Pantera hanno gran parte della “responsabilità”!

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Parto dalla tua ultima domanda, rispondendoti che abbiamo già fatto una decina di date in giro per l’Italia per promuovere l’album e ovviamente ne stiamo definendo altre, anche se il vero e proprio “tour de force” a questo punto inizierà da settembre con la riapertura della maggior parte dei locali. Per quanto riguarda le prossime mosse, ti posso dire che a luglio registreremo un videoclip per “Black Eyes” col quale punteremo ad essere più presenti sui vari social network e canali di larga diffusione….Lo storyboard è fighissimo, per cui il risultato dovrebbe essere davvero unico!

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-A occhio e croce, se tutto va secondo i nostri piani, nel 2020, dopo il quarto album, a conclusione del nostro tour mondiale….ahahahaha!

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-La gente deve andare ai concerti per davvero e non solamente cliccando “parteciperò all’evento” su un sito. Le strutture politico/amministrative devono piantarla di rompere il cazzo ai locali con restrizioni ed imposizioni assurde. I gestori che vogliono fare musica dal vivo devono mettere le band nelle condizioni di poter fare il miglior spettacolo possibile e di prendere un corrispettivo onorevole. I musicisti dovrebbero supportarsi a vicenda e cercare di fare fronte comune. In ogni caso, la scena musicale italiana non è diversa da tante altre che, nell’immaginario collettivo, sono erroneamente idealizzate. Ancora una volta la saggezza popolare insegna: “Ognuno si lamenta di casa propria”.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Internet è indubbiamente un mezzo comodo, rapido ed economico per condividere musica, video ed informazioni. Purtroppo il suo essere globale, ovvero il suo punto di forza, s’è rivelato essere anche il suo tallone d’Achille: ingolfato da troppe informazioni, a livello di promozione per le band non è più efficace com’era solo qualche anno fa. Pensa solo a Facebook, ogni giorno arrivano valanghe di notifiche, messaggi d’invito e chi più ne ha più ne metta…io stesso praticamente non li guardo neanche!

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Quale talento? Ahahah starai sicuramente parlando di qualcun altro! Scherzi a parte, non ci ho mai pensato e francamente non m’interessa, l’unica cosa che conta sono le canzoni: se piacciono agli altri quanto piacciono a me, allora sono soddisfatto.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Magari ce ne fosse uno solo….sarebbe più semplice! Ci sono tanti musicisti che rispettiamo molto e, dipendendo dalle circostanze, speriamo di poterli coinvolgere in qualcuna delle nostre prossime attività; sarebbe fico poter fare qualcosa con Lemmy – lui è davvero un personaggio incredibile. Se riesco a capire dove sia sparito, inoltre, vorrei proporre a Biff Malibu di cantare qualche nostro pezzo: coi Gluecifer era davvero fantastico ed è un peccato che una voce del genere si perda nell’oblio. Oh…e anche Jerry Only, adoro i Misfits!

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Muovete il culo, venite a seguire la musica dal vivo e se vi piace quello che scaricate, dopo ricordatevi di comprare i cd alle band. Il mondo già è uno schifo, almeno le cose belle cerchiamo di mantenerle in vita!!! ROCK OUT!

Maurizio Mazzarella

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