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mercoledì 27 aprile 2011

BALLO DELLE CASTAGNE - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Ballo Delle Castagne in occasione della pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio "Kalachakra". Ci rispondono il cantante della band Vinz Aquarian ed il chitarrista e tastierista Marco Garegnani:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Vinz Aquarian - Kalachakra è il secondo capitolo della nostra trilogia che ha come oggetto l’uomo in tutti i suoi aspetti e sfaccettature. Kalachakra canta di miti e antiche leggende, vite passate e viaggi interstellari, in un ciclo senza fine dove micro e macro costituiscono l’ossatura di quella ruota del tempo tanto cara alle religioni orientali come il Buddismo. Kalachakra è una preghiera corale per l’elevazione dell’umanità intera. Una lenta ascesa verso l’infinito fatta di momenti scuri e negativi in cui la musica diventa rabbiosa e aggressiva come in un concerto hard rock e anche di momenti più corali dove parti orchestrali o elettroniche sostengono con decisione questa lunga corsa.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

Vinz Aquarian - Ci conosciamo da diversi anni e abbiamo militato/militiamo anche in diversi progetti come Egida Aurea e The Green Man. Abbiamo unito la nostra passione per la musica prog e psichedelia americana e iniziato quindi questa nuova avventura.

Come è nato invece il nome della band?

Vinz Aquarian - Ballo delle Castagne è una leggenda. Un ballo mascherato alla corte di Papa Borgia dove il Valentino e Lucrezia furono finalmente liberi amarsi senza freni mischiandosi a balli e giochi che finirono poi in un orgia. E' un falso storico che è stato considerato come realmente accaduto per centinaia di anni. La mia passione per la storia e per eventi sconosciuti o dimenticati mi ha portato a riesumare questa piccola leggenda.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Vinz Aquarian - Difficile parlare di tematiche, piuttosto mi sembra giusto parlare di interessi e fascinazioni come buddismo, gnosticismo, mitologia, etc… sicuramente Ballo delle Castagne guarda ad Oriente! Sicuramente queste fonti di ispirazioni hanno un peso determinante nella creazione del album e anche nell’utilizzo di particolari strumenti come il Sitar o il flauto.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Marco Garegnani - Credo ci siano diversi elementi che possono attrarre o incuriosire, perché in fin dei conti diversi sono gli ingredienti che formano il sound e le atmosfere tipiche di questo nostro nuovo lavoro. Ballo delle Castagne non è una band prog rock nel senso stretto del termine, nel senso italiano del prog, anche se ne rimane molto influenzato in merito all’attitudine a tematizzare e rendere esplicito un percorso che oltre ad essere strettamente musicale è anche concettuale. Ma l’ossatura di Ballo non si esaurisce nei pur evidenti richiami al prog, bensÏ credo si arricchisca di sfumature altamente psichedeliche, a tratti ostensivamente kraut, a tratti si abbevera nella più vasta componente space rock.

Come nasce un vostro pezzo?

Marco Garegnani - Principalmente da un’idea sovente molto semplice, spesso puramente improvvisata, che pian piano si arricchisce, si costruisce in qualcosa che poi pazientemente viene limato, ripensato, strutturato. Io amo l’improvvisazione, passo intere giornate a improvvisare, da solo o spesso in duo, e non potrei fare a meno di questa attitudine nel comporre i pezzi. Anche se poi è altrettanto interessante lavorare sul ‘materiale’ che si è improvvisato per darne una forma più consistente. Per fare un paragone, sono più espressionista che informale. E ritengo questo processo anche formativo per l’esperienza personale.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Marco Garegnani - Difficile trovarne solo uno, perché ogni brano ha una sua piccola storia, e di ogni brano soprattutto io e Vinz potremmo ripercorrerne i momenti creativi, le discussioni, le idee che hanno tracciato questa storia. Probabilmente tra tutti i pezzi sceglierei la title track, Kalachakra, vuoi perchÈ rappresenta un po’, a mio avviso, la summa musicale del disco, vuoi perché è un brano su cui abbiamo lavorato parecchio, creando tante e diverse soluzioni, confrontandoci moltissimo, se penso a quella traccia iniziale di solo moog e pianoforte con cui proposi l’idea a Vinz allora comprendo appieno l’importanza ‘costruttiva’ di questa esperienza anche nei rapporti umani.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Marco Garegnani - Tante e diverse. Non solo le band della scena italiana, la maggior parte delle recensioni che ho letto ci accostano infatti al sound viscerale di Antonius Rex per esempio e non potrei essere più d’accordo, ma anche tutta la sponda tedesca di quegl’anni, vedi Amon Duul, Ash Ra Tempel e molti altri anche se più indirettamente come Can, Faust, fino a passare anche a Canterbury, soprattutto i primi lavori di Wyatt, anche se uno può dire che non c’azzeccano nulla. Poi credo che tutto un bagaglio di ascolti e conoscenze, che vanno dall’esoteriche collaborazioni tra Alice Coltrane, Pharoah Sanders, Joe Henderson alle soluzione estetiche neo-primitive di Steve Tibbets e Marc Anderson, fino alla world music di Jon Hassel, abbiamo intessuto quella che è la mia direzione musicale.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

Marco Garegnani - Attualmente sto registrando il nuovo disco di The Green Man, ma già a partire da quest’estate inizieremo a delineare meglio in nuovo disco di Ballo, che verrà pubblicato la primavera prossima e avrà come tematica il ritorno di Gilgamesh sulla terra, un progetto ambizioso ma di cui non vedo l’ora di lavorarci. Già alcune idee sono in cantiere, anche Diego Banchero sarà più attivo sul fronte compositivo questa volta. Kalachakra attualmente sta avendo un’ottima distribuzione e promozione ma riguardo alle date dal vivo, l’anno prossimo porteremo in un unico spettacolo l’intera trilogia.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Vinz Auqarian - No, stiamo lavorando al nostro terzo album in quanto vogliamo portare poi uno spettacolo che racchiude tutti e tre i capitoli della nostra trilogia.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Vinz Aquarian - Ci sono gruppi molto interessanti che riescono a coniugare in maniera interessante passato e presente, mi vengono due nomi in mente come L’Impero delle Ombre e Il Bacio della Medusa. Credo che le difficoltà siano invece comuni per molte bands una fra tutte, la difficoltà di trovare spazi adeguati per i concerti live.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Vinz Auqarian - Sicuramente il file sharing ci ha danneggiato, anche questa credo sia una problematica comune ma sicuramente aiuta molto a uscire dalla nicchia. E' qualcosa che comunque non si può fermare, bisogna solo trovare il modo di adattarsi a questi meccanismi.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Marco Garegnani - Se intendi a livello tecnico, ci sono alcune parti composte che fanno leva anche sulla capacità tecnica dei singoli, e il genere per quanto vario e con diverse influenze è in generale uno spazio ottimo per esprimere la propria capacità di fare musica.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Marco Garegnani - Forse nella prossima superband di Jack White? A parte gli scherzi, non saprei al momento, certo ci sono molti ottimi musicisti e ottime idee in giro. Al momento comunque già collaboro con ottime persone!

Intervista di Maurizio Mazzarella

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