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lunedì 28 marzo 2011

POOH - Report Live "PalaMazzola" Taranto 26/03/2011


Primo: siamo indipendenti e parliamo di chi ci pare. Secondo: c’erano presenti più di qualche metallaro, in particolare due con maglietta dei Metallica. Terzo: sostituite la lingua inglese a quella italiana ed avrete un melting pot di aor/class/melodic rock che in USA vuol dire gruppi come Toto, Journey, Chicago e Kansas. Possiamo procedere con la cronaca della serata allora… Taranto come sempre non fa mancare il suo abbraccio al più longevo complesso italiano che torna in terra jonica con una formazione rinnovata che vede, dopo la defezione dello storico batterista Stefano D’Orazio, l’innesto per le live performance del nuovo drummer Phil Mer (figlio della compagna di Red Canzian e già affermato turnista), del secondo chitarrista Ludovico Vagnone (axeman di caratura internazionale, affermato collaboratore dei più famosi artisti sudamericani) e Danilo Ballo (già arrangiatore del gruppo). Dove Comincia Il Sole è il nuovo lavoro che sancisce la rinascita come trio dei Pooh e vede un ritorno a quelle atmosfere pregne del rock sinfonico della prima metà degli anni ’70, un lavoro certamente riuscito dove il gruppo è riuscito ad equilibrare pulsazioni rock mediterranee con la propria vena melodica, l’ideale in fase di riproposizione live dello stesso. È proprio la suite che dà il titolo all’intero lavoro che apre l’esibizione dettando il mood della serata, grintosa e molto incentrata sul suonato autentico, con l’assenza totale di effetti preregistrati ed una scenografia niente affatto pomposa, proprio per non distrarre gli spettatori dall’ascolto. Seguono a ruota i brani di maggior impatto dello stesso disco come L’Aquila E Il Falco, Musica, Isabel, Un Anno In Più che Non Hai per passare ad eseguire delle splendide versioni, abbastanza incisive tra l’altro, di vecchi successi come Canterò Per Te ed Io Sono Vivo. Un granitico riff di basso introduce il duello tra le chitarre di Dodi Battaglia e Ludovico Vagnone che sfocia in una versione di Giorni Infiniti al fulmicotone, suonata con tanto impeto da Dodi a cui addirittura si spezza una corda della sua chitarra. L’apice del concerto si raggiunge nel momento in cui i sei musicisti eseguono la suite in quattro movimenti Il Tempo Una Donna La Città, del 1974, seguita a ruota dalla versione strumentale di Parsifal. Insomma venti minuti ininterrotti di brividi, in cui il gruppo da il meglio di se sia in termini tecnici, sia a livello di pathos. La folla apprezza ed applaude con vigore. E poi altri strumentali come La Gabbia e Viva precedono l’esecuzione degli altri pezzi dell’ultimo cd, tra i quali spicca Reporter, dedicata ad Ilaria Alpi ed al suo operatore, più che mai attuale in questo periodo di venti di guerra. Da qui in poi è un crescendo ininterrotto che si chiude con l’esecuzione dei successi più amati dal pubblico (Pensiero, Dammi Solo Un Minuto, Tanta Voglia Di Lei, ecc.) e col brano Questo Sono Io, che chiude anche Dove Comincia Il Sole, in cui ognuno dei tre fa il punto della sua condizione umana ed artistica dopo tanti anni dedicati alla musica. Roby Facchinetti si rivela una vera e propria macchina del suono, tra acuti incredibili, tastiere e interazione col pubblico. Dodi Battaglia continua a dar dimostrazione di essere uno dei numeri uno con la chitarra, mentre Red Canzian si dimostra il solito campione di simpatia, artista con un grande cuore, che si divide tra un’ottima prestazione vocale ed un incredibile lavoro di contrappunto col suo basso. Ce ne fossero di musicisti così…

Foto & Report a cura di Maurizio Mazzarella & Salvatore Mazzarella

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