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martedì 29 settembre 2009

MALFEITOR - Incubus


Attivi da circa tre anni, per i laziali Malfeitor questo nuovo "Incubus" rappresenta il proprio secondo lavoro in studio, che giunge sul mercato discografico a due anni di distanza dal disco d'esordio "Unio Mystica Maxima". A capitanare la band troviamo l'artista nostrano Fabban, noto anche per le proprie esperienze con i Funeral Oration e gli Aborym. I Malfeitor affondano le proprie radici nel puro black metal nordico, con palpabili punti in comune con i primissimi Emperor, i Marduk, i Darkthrone, i Dark Funeral e gli Immortal. Andando dritti al sodo, questo Incubus è un album assolutamente eccellente, ben prodotto e suonato in modo egregio, con l'ulteriore capacità di rimarcare le ottime doti tecniche e compositive della band. Partenza affidata a "Down with Me", ossia un vortice di rabbia e brutalità, condito da una notevole dose di malvagità ed una rapidità d'esecuzione incredibile, "Into the Qliphot of Golachab" a seguire, si assesta su rimti più armonici, ma sempre pungenti e penetranti, "Mysterious,Mystical, Majestic" è in assoluto l'episodio più estremo del disco, con a corredo un pregevole lavoro delle chitarre, "Promethean Fire" invece, è un'autentica dichiarazione di guerra, dove viene manifestato un malessere struggente. Da un punto di vista puramente tecnico, "Typhonian Gods" è sicuramente il momento più elevato, per via delle propria struttura imepccabile, "Dark Saturnian Chaos" parte in modo ponderato per poi esplodere in vortice musicale diabolico, mentre "The Other Half" è un brano compatto e dall'mpatto molto forte, avvolto in muro sonoro granitico e impenetrabile. Nella parte finale, in "Void of Voids" si punta su atmosfere intense ed accattivanti, differentemente "Incubus" recupera un stile più tradizionale, ma sempre di grande effetto e la conclusiva "Antisaturno (Thùnapsù)" infine, nella sua atmosfera funerea pone la parole fine su un disco di notevole qualità.

Voto: 7/10

Maurizio Mazzarella

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