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martedì 15 febbraio 2011

TWINSPIRITS - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Twinspirits in occasione della pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio "Legacy". Ci risponde il tastierista della band Daniele Liverani:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Legacy e' il nostro terzo disco in studio, si tratta di un disco particolare, quasi 2 album in uno, Il primo constituito da 6 songs di una tipologia' piu' diretta, con piu' contaminazioni hard rock e piu' lineari, il secondo costituito dalla suite di matrice molto piu' progressiva e sperimentale. Ogni song e' un mondo a se cmq, non c'e' un concept che le unisce come e' successo per tanti miei altri dischi.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-La band e' stata fondada da me alla fine del processo compositivo e produttivo della Genius Rock Opera. Volevo creare una band che potesse continuare quel filone di musica facendo album in quella direzione stilistica . Sia come stile, che come ispirazione il sound ed il songwriting dei Twinspirits, e’ una sorta di continuazione di quello che e’ nato nella rock opera genius, pero’ in chiave piu’ band oriented, con quindi la possibilita’, finalmente, di portare dal vivo il materiale e di potere avere un contatto con i fan. Il tutto e' partito nel 2004-2005 direi, in quegli anni la band ha mosso i primi passi ed ha lavorato al primo album "The Music That Will Heal The World".

Come è nato invece il nome della band?

-Questa mia volonta' di creare una band che potesse continuare da dove ero arrivato con la saga Genius ha portato alla scelta del nome Twinspirits, che e' appunto uno dei personaggi principali della rock opera interpretato da Daniel Gildenlow (Pain of Salvation).

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-I testi credo siano molto importanti nella musica dei twinspirits. Le problematiche che trattano sono molto varie e le piu' disparate, partendo da esperienze umane di vita vissuta nelle quali tutti possono identificarsi, fino ad arrivare a testi visionari che dipingono scenari molto fantasiosi, anche se sempre ancorati a concetti psicologici e spesso riconducibili all'esistenza umana.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Credo che uno degli elementi sia la sincerita' e la totale assenza di vincoli commerciali nella nostra musisca, credo questo potrebbe essere un aspetto che potrebbe arrivare all'ascoltatore, difficile pero' rispondere a questa domanda dall'interno della band, forse un esterno sarebbe piu' obbiettivo...

Come nasce un vostro pezzo?

-Fino ad oggi mi sono occupato del songwriting in toto (musica e testi), quindi di baso scrivo le song e le preproduco in versione demo per passarle agli altri ragazzi. Dopo di che parte il processo di arrangianto e di personalizzazione delle parti che fa si che lo stile e l'apporto di tutti faccia decollare i brani nella direzione giusta. Per il momento questa e' la formula, comunque non e' detto che in futuro ci possano essere aperture per un songwriting di gruppo, stiamo a vedere.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Credo la suite "The Endless Sleep". Si tratta forse del mio piu' grande sforzo compositivo, e sono particolarmente fiero di questa composizione e di come il gruppo l'ha poi affrontata, affinata e gestita a livello di arrangiamento e produzione. Ho cercato di creare un tessuto sonoro che potesse condurre l'ascoltatore attraverso tutto il percorso concettuale della suite senza avere momenti di stasi, e non e' facile concepire e immaginare una song di 30 min che possa tenere l'attenzione dell'ascoltatore dall'inizio alla fine senza cali a mio parere. Questa suite “The endless sleep” parla di un viaggio che il personaggio principale percorre subito dopo alla sua morte prematura in giovane eta', dove scopre di essere coinvolto in un ruolo di pseudo nuovo messiah dell'epoca moderna. Egli incontra un'entita' superiore che gli concede di poter tornare nel mondo dei viventi a patto che egli gli potesse fornire una relazione completa di quelli che erano i problemi dell'umanita' di piu' urgente necessita' di soluzione. Egli si ritrovera' quindi nel ruolo di salvatore del mondo contemporaneo, una grande responsabilita'... La suite e' divisa in 5 parti, una intro sinfonica eseguita da un orchestra classica, e 4 parti che possono essere considerate come unita' distinte, anche se unite nel globale in unica struttura compositiva. C'è davvero di tutto in questa composizione, credo sia una delle piu' varie che abbia mai scritto, e non vedo l'ora di poterla proporre all pubblico.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Direi senz'altro Dream Theater, Fates Warning, Queensryche, ma anche Rush, e una serie di contaminazioni piu' rock/Aor come i grandi classici Van Halen, Journey, anche se il terreno globale rimane prettamente progressive metal.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Siamo in partenza per una serie di date che toccheranno un po tutta la penisola nel mese di marzo: Bari, Caserta, Reggio Emilia, Venezia, Vicenza. Poi parteciperemo anche al festival Elements of rock che si tiene ad inizio Marzo in Svizzera. Il nostro obbiettivo e' certamente quello di promuobere il piu' possibile il nuovo album "Legacy" live, e ci stiamo muovento in tutte le direzioni per realizzare questo. Subito dopo ci sara sicuramente la continuazione della parte creativa che portera' al quarto album...chi si ferma e' perduto.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Al momento nona abbiamo piani in merito, ma mai dire mai....

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-C'e' tanto fermento e movimento a mio parere. Tante ottime band, forse come non mai, la loro possibilita' di emergere a livello professionale e' invece molto compromessa da una situazione di mercato discografico e di scarsa affluenza ai concerti che davvero sta toccando minimi storici. Le problematiche sono sempre quelle di trovare spazi per esibirsi, per proporre e promuovere i propri lavori, e trovare il modo di pubblicarli. Oramai i budget sono davvero ridotti all'osso e bisogna arrangiarsi come si puo' per produrre i dischi.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Credo sia un'arma a doppio taglio, da una parte ti avvantaggia, dall'altra di danneggia. Ci vorrebbe piu' responsabilita' da parte degli ascoltatori nell'acquistare e supportare la musica che amano e ascoltano, dopo di che internet rimarrebbe un mezzo di utilita' inestimabile per diffondere la propria musica in maniera democratica ed arrivare agli ascoltatori in maniera capillare.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Credo che il genere prog metal che suoniamo dia ottimi spazi per esprimere le potenzialita' dei strumentisti, si tratta di un genere che apre a possibilita' tecnico espressive che spaziano
a 360 gradi sia come versatilita' espressiva che come aspetti tecnico esecutivi.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Sarebbe molto bello poter avere qualche ospite internazionale di rilievo come guest in un nostro lavoro, sono davvero tanti comunque, impossibile menzionarne solo uno.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Grazie per il supporto a tutti i lettori di Informazione Metal, e speriamo di poter arrivare a tutti voi in maniera sincera e spontanea con la nostra musica e di comunicare le nostre emozioni a tutti voi attraverso il nostro linguaggio musicale!

Intervista di Maurizio Mazzarella

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