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giovedì 17 febbraio 2011

RHYME - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Rhyme in occasione della pubblicazione del loro primo album in studio "FI(R)ST", edito su Bagana Records. Ci risponde il bassista della band Riccardo Canato:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-FI(R)ST é il nostro primo vero studio album, il lavoro di due anni di vita, passati tra cambi di line-up, voglia di emergere, concerti, casini, sogni e tanta voglia di rock. Abbiamo cercato di unire il più possibile tutte le nostre influenze. Volevamo un prodotto che suonasse come il grande rock americano, fatto di groove, grandi melodie ma anche testi attenti, e nel nostro piccolo ci siamo riusciti. Abbiamo registrato tutto da soli in due studi pro del milanese per poi portare il mix ed il mastering a Los Angeles dove prima Fabrizio Grossi (Slash, Zakk Wylde, Paul Stanley, Glenn Hughes ecc) e poi Tom Baker (Papa Roach, Alter Bridge, Buckcherry, Marilyn Manson) hanno reso il tutto davvero magico, aggiungendo anni d'esperienza ed un curriculum da paura.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-La band nasce per volontà mia e di Teo, il chitarrista. Ci conosciamo da anni e dopo una breve esperienza in una precedente band abbiamo deciso di riprovare a lavorare insieme, creando appunto i Rhyme. Gab è entrato in line up solo un anno fa, in tempo per gettarsi a capofitto nel disco e nel progetto. Dopo avere registrato con le batterie con Steve Arrigoni, batterista dei Planethard, abbiamo trovato in Guido Montanarini l'elemento perfetto, vuoi per come massacra la batteria vuoi per il suo background, fatto di hardcore, groove e una mentalità davvero grezza che ci sta dando una sfumatura in più da qualche mese a questa parte.

Come è nato invece il nome della band?

-C'era parecchia incertezza intorno al monicker. Nelle mie esperienza precedenti non ho mai avuto difficoltà a trovare nomi interessanti, ma questa volta, forse perchè sentivamo il peso di quello che è il progetto della vita, è stato davvero difficile. Suonando un genere abbastanza particolare non era semplice trovare qualcosa che riassumesse completamente il nostro credo musicale. Rhyme è uscito così, perchè cercavamo una parola che esprimesse al contempo eleganza, ma anche violenza e durezza. Una rima non la puoi spezzare, una volta che l'hai trovata niente la può confutare. Una rima è alle volte ricercata per giorni ed altre volte è istintiva, proprio come le nostre canzoni. Alcune sono nate in mezza serata, altre hanno avuto una gestazione ben più lunga. Inoltre devo ammettere che anche il detective Lincoln Rhyme di Jeffrey Deaver ha avuto un ruolo abbastanza importante nella scelta.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-La quotidianità è sicuramente oggetto dei testi: per quanto riguarda il nostro debut album, eccezione fatta per "Your Scars" che è stato scritto insieme a Matteo e Gab, mi sono occupato io dei testi e posso sicuramente dirti che il tema dell'evasione, fuggire da se stessi o da una vita che sembra fatta e finita sin dalla nascita, è il più presente, seguito però anche da testi che affrontano la piaga dei reality show musicali, fenomeno che non ha l'intento di scoprire nuovi talenti, bensì di fare semplice audience tv, in barba alle major che si prestano fin troppo volentieri a questo genere di sistema, senza tentare di opporsi o di proporre soluzioni alternative. Dubito che vedremo il nuovo Springsteen attraverso X-Factor e soci... Ci sono anche brani che parlano di pedofilia, come "Feed My Anger", o "The Pleasure Game" che affronta il personalissimo tema del sesso.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Sicuramente il lavoro di arrangiamento e produzione che c'è stato dietro a FI(R)ST e direi anche la qualità dei brani, che senza falsa modestia, reputo davvero di alto livello compositivo. Il sound di FI(R)ST è tipicamente americano, recentemente amici musicisti con ben più esperienza e titolo del sottoscritto mi hanno parlato di produzione "da serie A" e questo non può che renderci orgogliosi. FI(R)ST è un pugno nello stomaco, per produzione, composizione ed ambizioni. Pochi fronzoli. In Italia sono necessari più ascolti per digerirlo nel suo complesso, ma di questo ne siamo stati consapevoli da subito e la nostra sfida risiede proprio in questo. Negli States e nel resto del mondo sicuramente è qualcosa di più diretto e in your face.

Come nasce un vostro pezzo?

-Per quanto riguarda la stesura del primo album ci sono pezzi scritti interamente da Teo, il nostro chitarrista, altri scritti a quattro mani con me ed un paio di brani che portavo da precedenti esperienze, che sono stati rivisti e rimaneggiati per dargli una sfumatura à la Rhyme. Una volta finita la parte strumentale cerco di ascoltarla e capire cosa potrebbe rappresentare a livello di parole e di immagini la musica che sto ascoltando: da lì nascono i testi. Tuttavia ti anticipo che siamo già al lavoro su nuovi brani e che questi vedranno più coinvolto Gab e che molti testi sono già pronti ed in cerca della perfetta parte strumentale. Insomma invertiremo il più possibile i canoni, alla faccia delle abitudini.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Personalmente sono legatissimo al testo di "Rise Again", che affronta il tema della dipendenza, di qualsiasi genere, e della capacità di rialzarsi anche nelle peggiori situazioni. Un altro brano che sicuramente adoro suonare dal vivo è TV Liars, insieme al nostro singolo e video di debutto "Step Aside".

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Alice in Chains, Papa Roach, Foo Fighters, Godsmack, Audioslave, Metallica, Alter Bridge, Stone Sour. Direi queste bands.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Stiamo lavorando a dei vari tour da Maggio in poi, al momento ancora niente di concreto ma non vediamo l'ora di poter confermare stuzzicanti novità. Inoltre suoneremo spesso in Italia e ne approfitto per spingere qualche data: sabato 26 febbraio saremo a Brescia all'Aerosol Lab, con Pino Scotto suoneremo il 4 e 26 Marzo al Honky Tonky di Seregno(MI) ed al Woodstock di Grandate (CO) e soprattutto il 5 Marzo saremo con gli Elvenking alla RockNRoll Arena di Romagnano Sesia (NO) per poi tornarvi il 3 Aprile per il tributo a Layne Staley, dove suoneremo un paio di brani con gli amici di sempre Mellowtoy, Fuzz Fuzz Machine e tanti altri.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Assolutamente no! eheh, non siamo ancora pronti e vogliamo prima nutrici di infinite esperienze live e discografiche prima di sfornare un prodotto simile. Arriverà però, puoi starne certo.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-La scena italiana è ricca di bands ma povera di situazioni giuste dove queste possano esprimersi. La colpa è anche dei locali e dei club che preferiscono giocare sul sicuro con tribute bands e cover bands, per garantirsi l'incasso e la sopravvivenza. Io questo lo capisco benissimo, aggiungo purtroppo, ma sarebbe anche bello vedere una band di inediti aprire un concerto della tribute dei Maiden o dei Guns, così da godere di una certa esposizione. E poi se facciamo suonare solo tributi, tra vent'anni avremo la tribute band della tribute band?

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Internet non avrebbe danneggiato nessuno se la discografia invece di attaccarlo come potenziale nemico si fosse fatta furba ed accostata alle compagnie telefoniche, proponendo da subito accordi vantaggiosi per entrambe. La forza stava nel creare un nuovo business infrasettoriale, ma gli sveglioni erano troppo impegnati a farsi gli affari loro. Quindi ora ci ritroviamo con labels che chiudono e lavoratori che restano a casa. Gli artisti in qualche modo se la caveranno sempre, con il live. No internet non ci ha danneggiato: gli operanti del settore discografico invece l'hanno fatto.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Per quanto mi riguarda tantissimo! Hahaha! Teo e Gab, al pari di Guido, sono musicisti straordinari, professionisti predestinati. Io resto nel mio piccolo, e vivo per suonare in una band. Ogni tanto poi butto l'occhio e se riesco imparo qualcosa. Comunque, ascoltate il disco e avrete idea di quel voglio dire quando parlo dei miei bandmates.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Sicuramente Bruce Springsteen o Jerry Cantrell. Ti direi anche Jon Oliva, autentico amore musicale del mio passato. Ma probabilmente finirei col bermi una birra con tutti loro per farmi raccontare milioni di storie...

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Seguiteci su facebook e myspace (www.myspace.com/rhymeband). Scriveteci e fateci sapere cosa ne pensate di FI(R)ST. Il disco è uscito il 28 Gennaio per Bagana Records/Audioglobe e su tutti i digital store tramite Sounday Music. Insomma non avete scampo. E vi aspettiamo anche dal vivo. Supportate la musica italiana perchè ci sono molte bands che spaccano ma che sono costrette a schiodare il culo da qui per avere quel che meritano. Datevi da fare e buon rock a tutti!

Intervista di Maurizio Mazzarella

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