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mercoledì 12 gennaio 2011

GHOSTRIDER - Il Ritorno dei Fantasmi


Intervista ai nostrani Ghostrider in occasione della pubblicazione del loro ultimo disco "The Return Of The Ghost". Nell'occasione ci rispondono: Helvete (basso & voce) , Zarathos (chitarra), Peso (batteria):

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Zarathos: Si stiamo per ritornare sulle scene dopo 26 anni di lunga assenza con il primo LP completo dei Ghostrider, “The Return of The Ghost”. Il disco è composto dai brani prodotti della band nel lontano 1984, arrangiati e riadattati in chiave moderna senza però perdere il loro lugubre fascino Black/Raw Metal vecchia scuola, questo emerge dai riff che nonostante siano stati leggermente re interpretati mantengono la loro natura old school e dal sound scelto che pur essendo potente e solido è decisamente “Raw”! In aggiunta sono presenti 4 brani completamente inediti composti dalla nuova formazione.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Zarathos: Le origini dei Ghostrider, come ho già accennato, sono molto indietro nel tempo, il gruppo si forma nel 1984 Mark Peso (batteria), Fuckin’Clod (chitarra), Ingo Veleno (Voce) e Peter Volcano (basso) danno vita a una delle primissime incarnazioni all'italiana del Black Metal, un mix marcissimo di sonorità alla Venom, Hellhammer, Onslaught, primi Bathory con un tocco di Thrash/Speed prima maniera, alla Destruction

Come è nato invece il nome della band?

-Peso: Dopo aver assistito ad un incredibile concerto de febraio 1984 di Venom e Metallica... decisi con Claudio i formare una band nel nostro piccolo capace di far casino tanto quanto ne avevamo sentito quella sera... naturalmente a quell età e' più importante la ricerca di un nome di cui andare fieri piuttosto di capire come si fa ad andare a tempo o come accordare insieme basso e chitarra....per cui iniziammo la ricerca di un monicker che poteva calzare a puntino per le nostre sonorità..e l idea ci venne data da un gruppo di motociclisti tedeschi che amava fare delle gare clandestine di notte in autostrada contromano.... quei pazzi ci avevano affascinato per cui ci appropriammo subito di quel nome e subito dopo notammo che una band belga di nome acid aveva addirittura una canzone intitolata the ghostrdier.... insomma quello fu il nostro nome per tutto il 1984...ma l’anno successivo decidemmo di cambiarlo in Necrodeath.....

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-Peso: Questo album..ovvero l'album del ritorno che include sei pezzi del 1984 è molto black come tematiche.... doom to serve the devil o the exorcist non hanno bisogno di presentazioni....tutto è molto evil... anche l’ultimo brano deep in blood, nonostante si sposti un pò dalle tematiche più oscure andando a spaziare addirittura nella fantascienza...alla fine è molto crudo e senza compromessi.... le prossime stesure non ho idea su dove andranno a cadere..ma non ci siamo dati limiti per questo argomento... i testi potranno spaziare su qualsiasi tema...la musica invece vorrei restasse fedele alla vecchia scuola ,sempre con quel pizzico di punk inconscio che ci ha caratterizzato fin dagli esordi...

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Helvete: Come Ghostrider non pensiamo di aver inventato nulla di nuovo, questo lo dico con estrema onestà, ma anzi ci vogliamo rivolgere tutti gli amanti del black metal nudo e crudo che ha dato origine poi a quello che oggi si ascolta tra le band “moderne”. Questa scelta di tornare in dietro rispetto alle tendenze contemporanee è data dal fatto che prima di tutto abbiamo ripreso un nome che appartiene alla scena degli anni 80, inoltre perché noi siamo musicisti molto legati a quello che stava accadendo nel metal in quegli anni e quindi “tornare alle origini” ci ha fatto riscoprire l’essenza del metal estremo. Il nostro nuovo album è quindi dedicato a tutte quelle persone che nel 2011 vogliono intraprendere un viaggio alle radici del metal.

Come nasce un vostro pezzo?

-Helvete: Escludendo quelli composti nel 1984, direi che i nuovi pezzi nascono principalmente da Peso e Zarathos che essendo logisticamente più vicini hanno la possibilità di incontrarsi, mentre per i testi sono composti successivamente, anche se già in maniera embrionale durante la composizione musicale, sia da me che da Peso. Diciamo comunque che tutto nasce in maniera molto spontanea, direi quasi punk e non stiamo molto a rivedere e raffinare le canzoni, perché ci piace mantenere la freschezza e l’immediatezza del pezzo appena composto.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Peso: Sono molto legato a "Victim of necromancy"... è il pezzo forse meno facile da eseguire...è stato leggermente riadattato e anche la parte dispari nel centro del brano ha preso una forma che mi affascina.... Giulio dei Cripple Bastard ha cantato il ritornello in questa canzone e ritmicamente il brano è molto solido e potente.... delle nuove invece sono legato a deep in blood, un pezzo alla Venom per quanto mi riguarda...con la partecipazione di un "coro" di bambini che rappresenta per chi volesse leggere il testo, i children of space.... è un testo di fantascienza che ho scritto l'estate scorsa in una giornata di delirio....

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Helvete: Per quanto mi riguarda sono molto affezionato ai gruppi degli anni 80 / 90 come Slayer, Venom, Carcass, Deicide, Death, primi Sepultura, primi Metallica…ma ognuno di noi ha diversi gruppi di riferimento che comunque spaziano dal black, thrash, death metal di quegli anni.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Zarathos: Assolutamente si! La promozione del disco sarà sicuramente mediatica, cercheremo di essere i più presenti possibili su riviste, webzine, forum etc. ed in contemporanea saremo impegnati in una serie di live in tutt’Italia. A questo proposito ne approfitto per lasciarvi il nostro indirizzo myspace sul quale potrete trovare tutte le informazioni sulle possime date: www.myspace.com/ghostriderweb.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Zarathos: Per il momento no, questi per i Ghostrider sono i primi concerti da sempre, purtroppo la band agli esordi non ha mai avuto modo di esibirsi dal vivo, quindi per il momento ci concentreremo sull’organizzare un buon Tour per promuovere il nostro disco…

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-Helvete: La scena metal italiana ad oggi è molto ricca di buone band, che rispetto al passato possono sfruttare la promozione online e i mezzi tecnologici per registrare album a bassi costi ma, essendo numericamente aumentate di molto rispetto a 20 anni fa e anche a causa del declino del mercato discografico, è difficilissimo ora riuscire ad emergere e far sopravvivere un gruppo che voglia dire la sua…invece per quanto ci riguarda, anche noi come molte altre band, abbiamo dei problemi e il più grosso è dormire insieme la notte dopo il concerto…dovrò cominciare a chiedere una camera singola!

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Peso: Fermo restando che ora come ora senza internet saremmo tutti menomati...credo che in realtà per una band agli esordi non ci sia nulla che più danneggiante di internet.... come Ghostrider non risentiamo di questo problema perchè in realtà il nome del gruppo è datato 1984 e se è risorto è anche perchè ci sono state delle richieste sui di noi....anche se considero questa avventura con Zarathos e Helvete una nuova avventura che parte da zero.... chi suona in una band da poco e ha del materiale da proporre alle case discografiche sa di che cosa sto parlando... le proposte che ti fanno ora se non hai uno straccio di nome, anche se sei un mago a suonare, sono veramente demoralizzanti...... ai nostri tempi era tutto diverso.... e personalmente non ho mai conosciuto questa realtà, anche se fare dei dischi non era così facile come ora.... dove tutti lo fanno, ma nessuno lo compra per essere chiari! il download illecito ti da la possibilità di farti conoscere al mondo, ma stronca ogni buona intenzione di un qualsiasi produttore che abbia voglia di investire su di te...di conseguenza il musicista che si affaccia per la prima volta nel music biz deve diventare l’investitore di se stesso...sotto tutti i punti di vista.... pure dell’acquirente!

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Zarathos: Direi molto, anche se alla fine l’aspetto tecnico è importante ma non può prescindere dalla presenza di buone idee a dalla capacità di saperle sfruttare ed organizzare per farle rendere al massimo. A volte il trucco sta proprio nel fare le cose non troppo complicate ma che colpiscano l’attenzione di chi ascolta!

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Helvete: Ci sono moltissimi musicisti con cui vorrei collaborare e suonare insieme, ma sono sogni da metallaro che non penso si realizzeranno mai!

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Zarathos: Ringraziamo tutti i vostri lettori per l’attenzione e l’interesse mostrato nei nostri confronti e vi aspettiamo numerosi alle nostre prossime apparizioni Live!!!!!!!!!

Intervista di Maurizio Mazzarella

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