Ansa News

lunedì 1 febbraio 2010

DISARMONIA MUNDI - The Isolation Game


Attivi dal circa undici anni, i piemontesi Disarmonia Mundi con questo nuovo "The Isolation Game", edito per l'eccellente etichetta nostrana Coroner Records, fanno il proprio ritorno sul mercato discografico a tre anni di distanza dal precedente "Mind Tricks". Musicalmente, siamo nel campo death metal di matrice melodica, con una forte attinenza nei confronti della scena scandinava, ma qualsiasi etichetta risulta riduttiva nel complesso nei confronti di una band dotata di talento, qualità ed uno spessore artistico fuori dal comune. "The Isolation Game" è un capolavoro che va ben oltre la perfezione e che pone in luce le eccellenti doti tecniche e compositive di un gruppo orgogliosamente italiano, che ha tutte le carte in regola per competere con band del calibro di Dark Tranquillity, In Flames e Soilwork. Non a caso come guest vocals nel disco, troviamo un certo Björn "Speed" Strid, noto per per la sua militanza proprio nei Soilwork, come anche nei Terror 2000 e nei Darkane. Per dare dei punti di riferimento, nella musica dei Disarmonia Mundi come stile c'è molto dei Soilwork principalmente, oltre che degli In Flames, ma questa è un'affermazione comunque limitata, perché ci troviamo di fronte ad un progetto musicale che segue una strada propria ed ha una precisa identità, composto tra l'altro da musicisti dotati di una incredibile personalità. "The Isolation Game" è un disco fantastico, che scorre in modo fluido e dinamico, senza mai un momento di pausa, con pezzi dotati di un impatto di notevole portata, corredati a sua volta da melodie seducenti ed avvolgenti, con in più una palpabile dose di energia e potenza. Ettore Rigotti, autore di tutte le parti strumentali e delle clean vocals, si conferma un musicista straordinario e geniale, mentre Claudio Ravinale, cantante della band, è autore di una prova grintosa, carismatica e trascinante. Eccellente anche il lavoro in fase di produzione (curata dallo stesso Ettore Rigotti), "The Isolation Game" suona come un disco molto moderno ed attuale e giova di sonorità pulite, ma sempre molto pungenti ed incisive. Poche parole, questo è un disco grandioso, fatelo vostro.

Voto: 9/10

Maurizio Mazzarella

RAGE - Strings To A Web


Alle soglie di ben 27 anni di carriera esce il 19° album in studio (stiamo quindi escludendo i vari live ed ep) dei Rage. Certo un ruolo di marcia impressionante ancor più avvalorato dall’alto livello qualitativo che costantemente accompagna tali uscite e che viene ancor’oggi confermato. Senza troppi giri di parole Strings To A Web è davvero un grande album dove possiamo trovare un lotto di composizioni variegate in cui il trio sfodera tutto il suo talento nel gestire tipologie musicali di svariata natura, dalle semplici heavy songs a vere e proprie bordate thrash, da atmosfere soffuse di rara bellezza a veri e propri momenti progressive/orchestrali. Su due cose è doveroso porre un’accento. La prima è la capacità del duo Wagner-Smolsky di scrivere songs geniali che sfociano sempre in refrain anthemici,incredibili,che scateneranno il putiferio dal vivo, faranno saltare e cantare tutta la platea ma che non sanno minimamente cosa sia la banaltà. La seconda è l’elevata perizia strumentale di tutti e tre i componenti messa sempre a servizio della musica: Peavy è un grandissimo bassista…ed il suo basso ‘si sente’ ed ha uno stile vocale ormai maturo in grado di affrontare le diverse sfumature delle composizioni del gruppo, Victor Smolsky è un chitarrista fuori dal normale, per nulla umano, incredibile sia nel riffing, sia nelle parti soliste e dal vivo è uno spettacolo nello spettacolo (…anche per chi la chitarra la sa suonare bene!!!),Andrè Hilgers è il batterista giusto per questa fase della carriera dei Rage, basti ascoltare il notevole lavoro di rifinitura svolto su questo album oltre alla capacità di adeguarsi alle situazioni presenti sull’album (vale lo steso discorso fatto per la voce di Peavy). Le canzoni? Aprono The Edge Of Darkness, dove spicca subito il riffing ultraelaborato di Victor, ed Hunter & Prey che confermano quanto appena detto: stacchi tecnicamente complessi ma chorus facilmente assimilabili.Into The Light diventerà sicuramente uno dei futuri classici della band ma è Empty Hollow la parte più interessante di questo lavoro, una suite divisa in 5 parti dove progressive, musica sinfonica ed heavy metal si alternano con successo così come il gruppo ci ha abituato in passato. Tra i restanti brani troviamo Hellgirl dedicata alla prima bimba nata nel gruppo (la figlia di Andrè) e la malinconica ma bellissima Throug Ages dove l’interpretazione di Peavy fa la differenza. Il disco uscirà anche in limited con bonus dvd contenente la performance di Wacken 2009. Non ditemi che avete ancora dubbi….sapete cosa fare !!!

Voto: 9/10

Salvatore Mazzarella

PANKOW - Emozioni dal Passato


Intervista ai mitici Pankow, ci risponde il polistrumentista Maurizio Fasolo fondatore e mente della band:

E' da poco uscito sul mercato un prodotto discografico che vi riguarda, potete presentarlo ai nostri lettori?

-E' un album importantissimo per noi, nella nostra discografia cronologicamente non è il primo, ma l'80% del suo contenuto è precedente al nostro esordio con "Freiheit fuer die sklaven", questo CD purtroppo è diventato introvabile praticamente alla sua uscita, dopo 13 anni è stata ovviamente necessaria la sua riproposta.

Secondo voi, quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore?

-Di base usiamo strumenti elettronici, facciamo parte del mondo delle etichette indipendenti e inevitabilmente ci inseriamo in una fascia dimercato che, anche se esigua, è molto eterogenea nei contenuti, ma a parte questa considerazione... come autore non posso ti rispondere con esattezza anche perché la musica che facciamo non è un prodotto mirato a colpire qualcuno in particolare.

Quale è il brano composto nella vostra carriera al quale vi sentite particolarmente legati in assoluto sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-"Florence is Dead" dall'album "Treue Hunde" è una canzone brutta che parla, nei suoi pochi ma disgustosi 5 minuti, di una città immobile e corrotta, sopravvalutata in passato e nel presente, una invenzione della stampa musicale indipendente italiana di 30 anni fa... ed è per questo che nonostante non sia "bello" da ascoltare è il pezzo in assoluto a cui tengo di più. Ovviamente siamo molto legati nostro ultimo album "Great Minds Against Themselves Conspire" abbiamo fatto cose "turche" per riuscire a completarlo, ogni pezzo ha per noi una sua grande forza, è anche tecnicamente molto importante perché è il primo album che abbiamo realizzato completamente da soli.

C'è un vostro disco secondo voi, sottostimato da pubblico e stampa che però vo apprezzate in modo particolare?

-Si! il penultimo "Life is Offensive and Refuses to Apologise", non giustamente criticato per il suo minimalismo...

Se facciamo un salto nel passato, quali band vi hanno davvero influenzato e sono state vostra fonte d'ispirazione?

-Quando abbiamo cominciato c'erano i Joy Division che in qualche modo ci hanno dato l'impulso, ma è stato solo all'inizio, dopo poco la parte elettronica ha preso il sopravvento, gruppi come Kraftwerk, Cluster e personaggi come Eno ci hanno influenzati pesantemente nella definizione del nostro suono.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa?

-Adesso c'è un nuovo cantante, Bram Declerq, fiammingo, abbiamo gia cominciato ad esibirci dal vivo e lo faremo nel prossimo futuro spero con grande intensita, il nuovo album dovrebbe essere pronto per il prossimo autunno/invenro.

Come giudicate la scena musicale attuale?

-Parlare di scena musicale è molto ambiguo e comunque non amo definire l'essenza musicale, non è possibile, posso avere un parere su un progetto nell'ambito dell'elettronica di un certo tipo o su qualcos'altro agli antipodi... c'è sempre qualcosa molto bello ed eccitante che salta fuori, il passare del tempo è un'altra faccenda, non ha a che fare con la musica.

Che musica ascoltate oggi? C'è qualche altro gruppo o musicista che vi piace o v'incuriosisce?

-Ultimamente ascolto molta musica barocca... Monteverdi, Purcell, ma anche gli ultimi Radiohead, poi Sigur Ros e My Bloody Valentine.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Con internet le informazioni sulle band sono accessibili a tutti e in modo piu completo, si possono scaricare i brani, ci sono applicazioni tipo myspace o facebook il quale compito principale è far perdere tempo prezioso alle persone ma se usati in modo intelligente posso essere molto utili... Sicuramente per le vendite ci ha danneggiati un po', avevo molta paura fino a poco tempo fa ma poi col passare del tempo ho visto che per fortuna c'è sempre tanta gente che capisce l'importanza intrinseca di pagare per avere in mano un supporto materiale che sia CD o vinile piuttosto che avere un pacco di mp3 dentro un ipod, se per possedere un disco c'è da pagare e un download selvaggio non costa niente c'è una ragione e le persone lo stanno scoprendo.

Cosa pensate del music business?

-Il music business non è un mostro che ti ingoia e ti distrugge come tanti stupidi scrivono o dicono, esiste in diverse forme e in diversi contesti ed è necessario.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Si! Vorrei ricordare a tutti che io e Enzo con Gimmi (il batterista di sempre dei Pankow) e Bram Declercq, i Pankow andranno avanti ancora per un bel pezzo...

Intervista a cura di Maurizio Mazzarella