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lunedì 1 febbraio 2010

RAGE - Strings To A Web


Alle soglie di ben 27 anni di carriera esce il 19° album in studio (stiamo quindi escludendo i vari live ed ep) dei Rage. Certo un ruolo di marcia impressionante ancor più avvalorato dall’alto livello qualitativo che costantemente accompagna tali uscite e che viene ancor’oggi confermato. Senza troppi giri di parole Strings To A Web è davvero un grande album dove possiamo trovare un lotto di composizioni variegate in cui il trio sfodera tutto il suo talento nel gestire tipologie musicali di svariata natura, dalle semplici heavy songs a vere e proprie bordate thrash, da atmosfere soffuse di rara bellezza a veri e propri momenti progressive/orchestrali. Su due cose è doveroso porre un’accento. La prima è la capacità del duo Wagner-Smolsky di scrivere songs geniali che sfociano sempre in refrain anthemici,incredibili,che scateneranno il putiferio dal vivo, faranno saltare e cantare tutta la platea ma che non sanno minimamente cosa sia la banaltà. La seconda è l’elevata perizia strumentale di tutti e tre i componenti messa sempre a servizio della musica: Peavy è un grandissimo bassista…ed il suo basso ‘si sente’ ed ha uno stile vocale ormai maturo in grado di affrontare le diverse sfumature delle composizioni del gruppo, Victor Smolsky è un chitarrista fuori dal normale, per nulla umano, incredibile sia nel riffing, sia nelle parti soliste e dal vivo è uno spettacolo nello spettacolo (…anche per chi la chitarra la sa suonare bene!!!),Andrè Hilgers è il batterista giusto per questa fase della carriera dei Rage, basti ascoltare il notevole lavoro di rifinitura svolto su questo album oltre alla capacità di adeguarsi alle situazioni presenti sull’album (vale lo steso discorso fatto per la voce di Peavy). Le canzoni? Aprono The Edge Of Darkness, dove spicca subito il riffing ultraelaborato di Victor, ed Hunter & Prey che confermano quanto appena detto: stacchi tecnicamente complessi ma chorus facilmente assimilabili.Into The Light diventerà sicuramente uno dei futuri classici della band ma è Empty Hollow la parte più interessante di questo lavoro, una suite divisa in 5 parti dove progressive, musica sinfonica ed heavy metal si alternano con successo così come il gruppo ci ha abituato in passato. Tra i restanti brani troviamo Hellgirl dedicata alla prima bimba nata nel gruppo (la figlia di Andrè) e la malinconica ma bellissima Throug Ages dove l’interpretazione di Peavy fa la differenza. Il disco uscirà anche in limited con bonus dvd contenente la performance di Wacken 2009. Non ditemi che avete ancora dubbi….sapete cosa fare !!!

Voto: 9/10

Salvatore Mazzarella

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