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giovedì 23 dicembre 2010

SAINT LIPS - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Saint Lips in occasione della pubblicazione del loro nuovo albun studio la cui data di uscita è prevista per il 20 Gennaio 2010:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-E’ stato un lavoro veramente intenso e molto impegnativo. L’album ha avuto una pre-produzione a Roma ed è stato registrato in due settimane presso le Officine Meccaniche di Mauro Pagani a Milano. Mauro Pagani e tutto lo staff delle Officine sono state persone estremamente gentili e molto carine nei nostri confronti, questo ha facilitato un buon feeling. Condizione necessaria per noi, visto che l’album è stato registrato in presa diretta su nastro in un arco di tempo abbastanza breve. Siamo stati prodotti da Bobby MacIntyre, batterista e produttore di Mark Lanegan e Greg Dulli, e abbiamo avuto il privilegio di avere grandi ospiti come gli Afterhours, Whitey Kirst, chitarrista e co-autore di Iggy Pop, Mike Garson, pianista di David Bowie e Scott Bennett, polistrumentista di Brian Wilson dei Beach Boys. Il mix è stato realizzato da Bobby MacIntyre allo Studio71 di Miami e il mastering invece è stato di Rob Vosgien presso i Capitol Studios in California.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-La band è di Roma, tutti provenienti da zone differenti. Abbiamo avuto diversi cambi di componenti fino ad arrivare alla nostra formazione. Il nucleo è stato fondato da me ( Marco ) con Antonio Di Girolamo. Il nostro credo è stato ed è quello di avere una formazione classica rock composta da due chitarre che si alternano nella ritmica e nei soli, basso e batteria e voce.
La cantato in inglese nel Rock and Roll lo ritengo di maggiore impatto sonoro rispetto a quello in italiano e ho deciso di utilizzare l’inglese come lingua di scrittura.

Come è nato invece il nome della band?

-Mi interessava avere un nome che fornisse un contrasto forte e Saint Lips lo è. Saint Lips è la carnalità che incontra la spiritualità.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-Il suono e l’impatto sono ciò che conta davvero per me. I testi vengono scritti in seguito agli spunti musicali. I testi parlano di esperienze personali, della nostra vita e dei nostri pensieri.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Credo ci sia la ricerca e la missioni di scrivere grandi canzoni, questo è il primo obiettivo. Vogliamo raggiungerlo attraverso la nostra identità ed attitudine prettamente Rock and Roll. ‘Charm’ ha alcune canzoni che considero importanti e il sound mantiene fede al suono R’n’R classico degli anni ’70 ( avendo utilizzato anche materiale vintage e registrazione live su nastro ).

Come nasce un vostro pezzo?

-Quando trovo un bel riff o una serie di accordi che mi colpiscono li tengo da parte per poi aggiungere un testo e infine strutturare il pezzo in sala prove con il resto della band.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Personalmente credo che ‘Little sister’, nonostante sia un pezzo un po’ fuori schema rispetto alla struttura complessiva dell’album, sia un pezzo pop molto incisivo.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-I Pixies sono un modello per noi, PJ Harvey, Smashing Pumpkins, Breeders e ovviamente il rock classico anni ’70.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-I nostri live sono curati dalla Virus concerti e inizieremo i nostri live a Febbraio in concomitanza con l’uscita di ‘Charm’.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Ora è presto per dirlo ma vediamo come si evolvono gli eventi.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-Tranne qualche episodio sporadico, come gli Afterhours, CCCP, vecchi Litfiba, Verdena, ritengo che in Italia non ci sia una vera e propria scena rock e che è un linguaggio che non ci appartiene davvero come nazione. Anche il problema di dovere cantare in italiano per avere un appeal e potenzialità maggiori di vendite di un album segna un limite culturale, a mio avviso. In Europa le band rock riescono a cantare in inglese senza alcun problema e senza godere di minore considerazione. Gli esempi sono molti : Hives, Guano Apes, Hellacopters, Turbonegro, Scorpions, e molti altri. Come problematiche non saprei risponderti perché ci stiamo muovendo in maniera totalmente indipendente e non mi interessa sentire le migliaia di chiacchiere che di solito non portano a nulla di concreto o ad ottenere solamente risultati parziali. Mi interessa poter gestire le mie cose.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-E’ un mezzo di comunicazione e come tale noi lo usiamo. Curiamo direttamente il nostro sito: www.myspace.com/saintlips , la nostra pagina face book e il canale youtube dei nostri video.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Penso che ognuno riesca a dare il massimo di sé e non solo delle proprie capacità tecniche sul proprio strumento quando fa ciò che ama. Noi suoniamo ciò che amiamo profondamente.
Non c’è concettualmente nulla di meglio del Rock and Roll. Questa frase di Lennon la facciamo nostra.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Be’ Iggy Pop non sarebbe male.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Seguiteci nei nostri prossimi live. R’n’R.

Intervista di Maurizio Mazzarella

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