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mercoledì 3 marzo 2010

SIMPLE EXISTENCE - Das Leben Vor Dem Tod


Il cantato rigorosamente in tedesco ci ricorda (ovviamente) i cattivissimi Rammstein. Il paragone, però, con i ragazzacci berlinesi, fautori dell’industrial metal, non regge. Al contrario i semi sconosciuti Simple Existenz seguono il solco tracciato da gruppi come Tiamat e i primi Type O Negative. Il cantato, dunque, non può che essere contraddistinto da un growl sofferto, ma estremamente incisivo. Le atmosfere cupe e intime dell’intro di “Der sterbende Mann”, traccia contrassegnata da un incedere pachidermico e deprimente, contrastano con le note inizialmente epiche e acustiche di “Die See”. In ogni caso il prosieguo del pezzo riprende vigore alternando parti incalzanti ad altre più lente, anzi quasi recitate alla Eros Necropsique, tanto per intenderci. Molto particolareggiato “Auf der Jagd”, dove si segnala la presenza di una female vocal clean spezzata dal growl e da uno scream satanico da pelle d’oca (chiamate l’Esorcista!!!!). Meno accentuati i contrasti vocali in canzoni come “Helden dieser Welt” dall’ intrigante finale “tambureggiante”. Imperdibile, anche se a tratti spigolosa, la visionaria “Im Frühjahrsschnee” con disinvolti passaggi da vocalizzi clean a scream, praticamente da premio “ugola d’oro”. La vostre orecchie vibreranno…forse di piacere, se siete amanti di questi repentini “cambi di rotta”. Lasciatevi trascinare poi dalle taglienti chitarre di “Harren und Hoffen”, nel quale la band evidenzia un certo virtuosismo tecnico, oltre alla conclamata tendenza ad atterrire l’uditore. Intrigante l’afflato rock della fluida e ritmata “Mein Licht”. La digrignante “Schaben”, rappresenta l’ultimo “urlo di dolore” dell’opera. L’uso di sintetizzatori e qualche venatura psichedelica rendono nel complesso godibile e particolareggiato il lavoro, che, in ogni caso, rimane sostanzialmente ostico all’ascolto per i comuni mortali. Dunque, se vi piacciono i sapori forti e strizzate l’occhio all’horror, assaggiate pure. Altrimenti meglio cambiare portata.

Voto: 8/10

Enrico Losito

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