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sabato 3 ottobre 2009

THE ORDER - Rockwolf


Provenienti dalla vicina Svizzera, questi The Order confezionano un pregevole album di hard rock, seguendo la scuola tracciata da band come Krokus, Thunderhead e Van Halen, ma anche AC/DC ed Airbourne. Ben prodotto e ben suonato, Rockwolf è un disco per nostalgici e per chi ama il sound tipico degli anni ottanta. Passando ad analizzare l'album più nel dettaglio, la partenza è affidata a Sex, Drugs & Rock'n'Roll, song dinamica e graffiante, avvolta da un muro sonoro impenetrabile colpo di momenti tecnici di vibrante interesse, Love Ain't A Game To Play è un pezzo compatto e dall'impatto molto forte, ma dalla presa facile e semplice d'assimilare, con pregevole lavoro delle chitarre, On And On è palpabile tributo ai migliori AC/DC, con una pregevole cura delle linee vocali, Endlessly invece, dona spazio a momenti poetici e dalla forte passionalità, in brano capace di trasmettere forti emozioni. Con Angels In Disguise si pasa sonorità più ruvide e robuste, ma sempre supportate da una melodia ipnotizzante e dai connotati seducenti, Reorder The Disorder viene eseguita con grande rapidità e si destreggia su sonorità solide e robuste, mentre This Song Is For You è un altro episodio intenso e fortemente ispirato, dove le chitarre si ritagliano un ruolo fondamentale. Con Miss Paradise la band conferma la pregevole cura degli arrangiamenti in un pezzo frizzante e divertente, Rockwolf sintetizza complessivamente le peculiarità dell'album e la conclusiva Wild Boys, cover dei Duran Duran, dona ulteriore lustro ad un brano celebre che acquista maggiore incisività. Se siete dei nostalgici e avete voglia di divertivi con del sano hard rock, Rockwolf fa sicuramente per voi.

Voto: 6,5/10

Maurizio Mazzarella

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