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lunedì 5 ottobre 2009

HOLY CROSS - Under The Flag


Non scoprono nulla di nuovo questi Holy Cross, musicalmente affondano le proprie radici nel power metal e nell'heavy metal tradizionale, ma la loro musica è ben fatta e suonano veramente molto bene, questo in fin dei conti è quello che basta. Il disco è buono, giova di una buona produzione e farà sicuramente felici coloro che sono cresciuti a pane ed Iron Maiden, ma nel complesso, gli Holy Cross rendono onore a tutto il metallo degli anni ottanta, rinvigorendolo con un approccio più diretto ed un sound più attuale. Passando ad analizzare il disco in modo più dettagliato, la partenza è affidata a King In Hell, song compatta, dall'impatto notevole e di facile presa, impostata su un muro sonoro granitico ed impenetrabile, con pregevoli cavalcate di chitarra, maestose e possenti, Iron Horse a seguire, è un tributo agli Iron Maiden di The Number Of The Beast e giova di un pregevole dinamismo, oltre che di un'eccellente rapidità d'esecuzione, Lighning from the North parte in modo armonico, puntando su tonalità graffianti, ma anche introspettive ed oscure allo stesso tempo, in uno stile molto vicino ai Mercyful Fate ed al King Diamond solista, Gates Of Time invece, vede gli Holy Cross irrobustire in modo vistoso il proprio sound, puntando su una sezione ritmica martellante e massacrante. Nel proseguo, The Fortress of Asgard si dimostra il pezzo più epico in fatto di sonorità, ma anche quello di maggiore spessore da un punto di vista puramente tecnico, Return to Asgard segue la scia del brano precedente, mostrando forti tracce di Manowar e Virgin Steele, mentre Twilight of the Gods è un palese omaggio a band come Cirith Ungol o Manilla Road. Nella parte finale, Hel The Damned mostra il lato più intenso ed ispirtao della band, ma anche quello passionale e profondo, senza mai peccare di poca energia ed incisività, The Last Survivors conferma la pregevole cura degli arrangiamenti, rimarcando le ottime doti tenciche della band, la conclusiva Holy Cross infine, racchiude l'essenza della band e nel suo ricordare i Savatage, riassume le peculiarità di un disco fortemente consigliato a chi ama queste sonorità.

Voto: 7/10

Maurizio Mazzarella

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