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lunedì 8 agosto 2011

SERPENT CULT – Raised by Wolves


Il ritorno discografico dei belgi Serpent Cult è un evento davvero gradito. Dopo l’EP “Trident Nor Fire” del 2006 e il primo album del 2008 “Weight of Light”, ecco dunque giungere il secondo album studio, ovvero “Raised by Wolves”. La band di Gent si è però ritrovata ad essere, come nei primordi della nascita, un micidiale trio in quanto orfana dal 2010 della cantante Michelle Nocon. “Raised by Wolves” è l’insieme di quattro pezzi, tutti ovviamente di una durata importante e che dilatano i suoni fino a sovrapporli in atmosfere anche diverse tra loro, ma capaci di convivere nelle loro stesse diversità. Di base i Serpent Cult hanno un sound dal retaggio doom/post metal, ampiamente espresso nell’iniziale title track, mentre con l’avvicendarsi di “Crippled and Frozen” ecco che l’anima più sperimentale e anarchica dei tre prende vita, con richiami ai Neurosis e al grunge più oscuro e ruvido dei Melvins. Sono però i 10’47’’ di “Longing For Hyperborea” a guadagnarsi il titolo di miglior pezzo del lotto, grazie ad una fase centrale nella quale lo sludge, il post-rock, l’attitudine all’improvvisazione in stile jazz e la psichedelia si fondono ad un livello superiore. A chiudere la scaletta c’è “Growth of the Soil”, ovvero il brano più metal tra i quattro nel quale l’attitudine cupa, ossessiva e malvagia sempre presente in “Raised by Wolves” è esposta a tinte sensibilmente più forti. Brani dinamici, roboanti melodie e sequenze che si alternano in percorsi oscuri e cerebrali; suoni d’impatto, densi ma cupi, voci laceranti e cascate di solitudine che piovono su tutti i pezzi. Ascoltare “Raised by Wolves” diventa un titanico viaggio mentale, nel quale si odono atmosfere che abbracciano, senza spersonalizzare il sound dei belgi, più situazioni e interpretazioni musicali.

Voto: 7,5/10

Halb9000

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