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venerdì 10 giugno 2011

ULVER - Wars Of the Roses


Deve far riflettere la metamorfosi messa in atto da tanti di quei gruppi che hanno mosso i primi passi tra face painting, croci rovesciate e satanismo spicciolo, giusto per far breccia nell’immaginario di adolescenti alla ricerca di sensazioni forti nei noiosi pomeriggi trascorsi nella propria cameretta… Da un lato i Darkthrone che hanno virato verso lidi più canonicamente hard ‘n’ heavy, dall’altro gruppi come Anathema, Opeth ed appunto Ulver che hanno marcato ancor di più la loro evoluzione cambiando radicalmente la loro proposta, oggi a base di un rock progressivo che mescola sapientemente ambient, wave, psichedelia ed hard rock. Ed in tutti i casi sopracitati il risultato è stato pregevole. Ricerca del successo, voglia di essere più commerciali ? Non direi proprio !!! Date un ascolto a questo Wars Of The Roses e vi renderete conto che qui di commerciale non c’è nulla, perché non è detto che melodia, atmosfera, immaginificità, che in questo lavoro ne trovate in maniera copiosa, vadano a braccetto con accessibilità. Segno questo che gli Ulver, così come gli altri gruppi che abbiamo nominato, son composti da artisti di spessore che con l’andar del tempo son riusciti a mettere a frutto le loro vere passioni musicali. Non è facile penetrare nel mosaico musicale che hanno costruito gli Ulver con questo lavoro. Ci vuole predisposizione mentale e preparazione, ma con l’andare avanti degli ascolti scoprirete ogni volta un tassello in più ed apprezzerete ad esempio il magnifico lavoro di batteria svolto in February MMX ed in September IV, dalle rullate all’incredibile utilizzo dei tempi dispari, le suggestive vocals dell’ospite Attila Csihar in Providence, il sapiente utilizzo degli effetti e delle dissonanze. Insomma, pensate un po’ ai Pink Floyd se non fosse andato via Waters ed avessero deciso di ricominciare a sperimentare come nei primi lavori. Il fatto che questo disco esce per Kscope Music, il rifugio di gente come Anathema e Steven Wilson assieme a tutte le sue creature (Porcupine Tree, Blackfield, ecc…), vi dà ulteriormente idea e garanzia dell’altissima qualità di questo cd.

Voto: 8/10

Salvatore Mazzarella

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