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lunedì 27 giugno 2011

24 STRINGS - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani 24 Strings (Frank Caruso, Sebo Xotta, Jana Rojatti) in occasione della pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio "Speak". Ringraziamo sentitamente per la grande disponibilità Beppe Aleo di Videoradio:

Domanda da un milione di dollari. Come e quando la chitarra è entrata nella vostra vita?

-Frank: Praticamente da sempre! Io (Frank) ho iniziato in realtà a suonare il pianoforte all’età di 6 anni, in casa giravano già molti strumenti musicali essendo mio fratello (Enzo Caruso, cantante degli Arachnes nd.r.) più grande di me di 9 anni. All’età di 8 anni ho iniziato a imbracciare la chitarra, e non l’ho mai abbandonata! Alle scuole superiori, all’età di 16 anni, ho conosciuto Sebo che già suonava da molti anni! La storia di Gianni (Rojatti) non è dissimile dalla nostra, tutti in giovanissima età, ed è abbastanza normale per noi adoloescenti cresciuti negli anni ’80. In quegli anni la figura del guitar hero era molto popolare fra i giovanissimi, ed avvicinarsi alla musica era certamente più probabile che non ai nostro giorni, in tempi di iPod e Playstation…. Dove si di musica si parla, ma in senso “passivo”, di coloro che la musica la vivono da utilizzatori e non da protagonisti.

Come vi siete conosciuti e quindi com’è nata l’idea di questo progetto?

-Frank: L’idea di questo progetto è nata molto tempo dopo esserci conosciuti! Io e Sebo ci conosciamo dall’età di 16 anni, e abbiamo vissuto insieme tante storie, poi ognuno ha preso la propria strada, e ciascuno di noi è diventano un professionista del settore, chi più indirizzato verso la discografia e la produzione (Frank) chi più verso il live tour e l’organizzazione di eventi musicali (Sebo). Poi grazie ad internet, e per l’esattezza Myspace, ci siamo re-incontrati, e dopo una birra propiziatoria ci siamo ripromessi: “ma perché non si fa una suonatina insieme come ai vecchi tempi?”. E l’entusiasmo nel suonare di nuovo insieme ci ha fatto fare il passo successivo…. Mettiamo giù dei pezzi? Poi l’uscita di questo nuovo strumento, la 8 corde, da provare da “sperimentare”, e ilresto è venuto da sé!

In questo secondo capitolo c‘è un nuovo entrato. Come mai questo cambio? Ci presentate il nuovo arrivo ?

-Frank: Gianni Rojatti è un validissimo chitarrista solista. Sebo lo conosce da molto tempo grazie alla sua attività, e subito dopo che me lo ha segnalato, siamo entrati in sintonia. Il cambio come si dice in questi casi è stato dato da “divergenze musicali”! Eh eh scherzo…. Semplicemente con la formazione precedente erano sorte delle divergenze sul modo di portare avanti il progetto, delle scelte professionali che evidentemente non potevano essere condivise da tutti. Piuttosto che forzare allora meglio rimettersi in discussione, e allora abbiamo serenamente fatto questa scelta. Stilisticamente però la nuova figura doveva porsi esattamente in mezzo tra lo stile più neo-classico di Frank e quello più classic–rock, di Sebo. Gianni “Jana” Rojatti era la figura giusta! Un mix di fusion e shred, perfetto!

Primo lavoro con Lion Music. Questo nuovo con Videoradio. Come sono avvenuti i contatti con la nuova etichetta ed in che termini siete stati supportati?

-Frank: E’ con un certo orgoglio “nazionale” che racconto questo passaggio. All’epoca del primo capitolo, il 2009, nessun in Italia aveva voluto scommettere su di noi, e fummo costretti a cercare altrove. Lion Music è leader del settore chitarrisitoco in europa, e subito ha accettato di collaborare con noi, anche se la distanza (Finlandia) non ha ovviamente consentito di collaborare più di tanto. Nel frattempo occupandomi di editoria e scrivendo per alcuni importanti magazine musicali, ho letto (come faccio sempre) da quale etichetta fossero pubblicato una serie di lavori di chitarristi italiani che stimo molto, e tutti avevano il bel loghetto di Videoradio… Non rimaneva che contattarli e capire come lavoravano, e soprattutto se poteva interessare un prodotto come il nostro, nella sua specificità anche molto particolare seppur esclusvio. Pro e contro, 2 facce della stessa medaglia, che in ambito musicale significa essere potenzialmente interessanti o pericolosamente rischiosi perché fuori dai canoni comuni.

Beppe Aleo, mastermind di Videoradio, è una persona davvero entusiasta che sembra credere davvero tanto nelle sue proposte. Sinceramente è rarissimo trovare persone così appassionate, non pensate?

-Frank: Quando ho sentito Beppe per la prima volta al telefono non ho creduto alle mie orecchie! In 20 anni di attività in cui mi è capitato di collaborare con produttori televisivi, editori, ecc, non ho mai sentito una persona così “positiva”! E la differenza è una sola…. Beppe, pur essendo un grande produttore, ha mantenuto il “cuore” del musicista! E’ quello che ci ha fatto sentire sulla stessa frequenza, e insieme abbiamo iniziato a parlare di “musica”, che (per chi non frequenta il mondo della discografia può sembrare strano) quando si parla di produzioni discografiche spesso passa in secondo piano, dopo la voce “business”. Non è stato così con Beppe! Subito dopo aver ascoltato il master, non ancora finito, ci ha dato dei preziosissimi consigli sul mix che secondo lui avrebbe valorizzato al meglio la produzione, e di nuovo abbiamo re-mixato tutto il lavoro, fino a che il suono era quello che volevamo!

Peculiarità del progetto è la chitarra Ibanez ad 8 corde, ce ne potete parlare? E che impressione avete delle chitarre Ibanez in generale ?

-Sebo: Ibanez ha iniziato a produrre questi strumenti tre anni fa e ci furono forniti tre esemplari per lavorare sul nostro allora neonato progetto Strings24. Le diversità timbriche di queste chitarre si manifestano nelle parti ritmiche, essendo le corde in più posizionate sui registri bassi. La larghezza della tastiera è sensibilmente maggiore, ma la costruzione di questi strumenti è davvero ottima e la suonabilità rimane altissima, quasi si trattasse di strumenti a 6 corde. A livello espressivo non viene introdotto nulla di nuovo, mentre a livello di atmosfere la presenza di note così basse apre nuovi spazi e nuove soluzioni. In generale utilizziamo da anni chitarre Ibanez, uniche per versatilità e qualità! Con lo stesso strumento puoi passare da timbri caldi e “bluesy” al più sfrenato shred senza dover cambiare strumento!

Come è avvenuto il lavoro di composizione? Come avete stabilito, invece, in fase di arrangiamento come e chi doveva eseguire i temi portanti e poi gli assoli ?

-Sebo: In realtà sono 2 fasi abbastanza coincidenti! Non sempre infatti il brano è nato da un Riff, in alcuni casi come in Here comes the lights, è stato proprio il tema a far nascere intorno a se il brano. Mentre per la scelta degli assoli oramai tutto è abbastanza naturale, e a far cadere la scelta su ciascuno di noi è il tessuto armonico. Se ritmicamente siamo in presenza di tessiture di tipo modali la scelta cade su Gian, che ha un approcio più fusion. Se siamo in presenza di armonie neo-classiche o Phrygiam il lavoro è di Frank. Se siamo su pentatoniche o Rock Style è il mondo di Sebo!

Tanti ospiti coinvolti… Ci parlate di qualcuno di loro? Come li avete contattati?

-Frank: Il contatto è sempre stato di Sebo che da molti anni organizza clinic e tour. Ho un bellissimo ricordo di quando abbiamo suonato come opener per Andy Timmons, era la nostra prima uscita live, e c’era un po’ di emozione! A metà del secondo brano mi giro e dietro il mio ampli vedo accovacciato Andy, che da buon americano mi fa un segno di OK con il pollice, e un sorriso rassicurante… E mentre continuavo a suonare fra me e me ragionavo, e pensavo come un grande artista come Andy abbia ancora voglia di ascoltare, di condividere la musica, e soprattutto non stia sul podio a dare giudizi come spesso accade! Ho una stima grandissima di Andy, e da quel giorno se possibile ancora maggiore. Quando abbiamo pensato di inserire nel nostro lavoro dei soli di grandi guest internazionali Andy è stato il primo ad essere contattato, e ancora una volta, il primo a dire subito “si, è una grande idea!”

Quali sono gli altri gruppi che apprezzate ? Ascoltate anche altri generi musicali ?

-Sebo: Ognuno di noi ha una formazione musicale molto diversa, e al di la della provenienza di ciascuno, tutti ascoltiamo molta musica anche di genere diverso, dal classico al jazz, da rock al pop. Ogni genere musicale ha qualcosa da insegnare, l’armonia piuttosto che il disegno melodico, l’atmosfera piuttosto che i timbri, tutto è fantastico quando si parla di buona musica!

Senza falsa modestia… Incensate il vostro disco (in fase di recensione c‘abbiamo già pensato noi) e, per chi ancora non ha capito, suggeritegli qualche motivo per acquistarlo.

-Sebo: Voi avete scritto cose fantastiche sul nostro lavoro, e per un artista è sempre difficile descrivere la propria opera. Di una cosa siamo certi; il progetto Strings 24 è unico nel suo genere, racchiude in unico suono 3 generi diversi, 3 stili e non solo! Tecnica, melodia e riffing! Non ultimo una realizzazione tecnica superlativa, abbiamo lavorato su mix e mastering ad altissimi livelli grazie anche ai suggerimenti di Beppe, sperimentando fino a che tutto non suonava al punto giusto! In un progetto come questo la scelta dei suoni è fondamentale, per valorizzare il lavoro di ciascuno senza penalizzare una nota. Valore aggiunto la sezione ritmica, il grandissimo Roberto Gualdi ha dato un tocco personalissimo al tutto, con dei fill unici!

Chiudete come volete quest’intervista con i lettori di Informazione Metal.

-Sebo: Ringraziamo quanti ci seguono, sarà nostro impegno essere presenti in più live possibili! Sul sito ufficiale www.strings24.com gli aggiornamenti e tutte le nuove iniziative! Un saluto, ROCK ON!

Salvatore Mazzarella

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