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mercoledì 25 maggio 2011

ALBERTO RIGONI - Intervista all'Artista


Intervista al noto e bravissimo bassista nostrano Alberto Rigoni in occasione della pubblicazione del sul ultimo lavoro solista "Rebirth". Ringraziamo l'artista per l'immensa disponibilità:

Alberto, suoni il basso… uno strumento che non si suona per moda ma solo ed esclusivamente per passione. Come ti sei avvicinato ad esso, qual è stata la scintilla che ha acceso questa ‘passione’?

-In effetti spesso il bassista è una figura sottovalutata, le persone non percepiscono il valore del basso! In realtà all’inizio avevo provato a suonare la batteria, ma si è rivelato un vero e proprio fallimento. Poi ho ascoltato il giro di basso che c’è nella parte finale di Learning to Live dei Dream Theater e sono rimasto colpito.. è stata quella la scintilla che ha acceso la mia passione per il basso!

Ci descrivi il tuo percorso formativo sia a livello artistico, sia a livello puramente tecnico?

-Inizialmente ho seguito alcune lezioni con un amico bassista molto competente, poi ho continuato da auto-didatta. Dal punto di vista tecnico sostanzialmente la mia formazione è avvenuta studiando moltissimi brani dei Dream Theater. Sono una buona scuola! Nel tempo ho concentrato la mia attenzione più sul tocco che sulla tecnica, poche note ma con sentimento!

Sei conosciuto al pubblico metal principalmente per la tua militanza nei Twin Spirits ma vanti anche una carriera solista ed un carniere ricco di collaborazioni ed inoltre hai un altro progetto pop oriented, Lady & THE BASS. Ci parli delle tue attività?

-Dopo la pubblicazione del primo disco dei TwinSpirits ho avvertito il bisogno di intraprendere un percorso compositivo molto personale che ha portato alla pubblicazione del primo album da solista “Something Different”. Alcuni anni dopo ho iniziato una collaborazione con Irene Ermolli, cantante e sorella del chitarrista dei TwinSpirits, dando vita ai Lady & the BASS. Tutt’altro genere rispetto ai miei progetti, si tratta di una sorta di pop-electro, con molto basso!!

E’ di questi giorni l’uscita del tuo nuovo lavoro Rebirth. Ce lo puoi descrivere?

-Credo che rispetto a Something Different sia un passo avanti: più maturo e completo. Riflette un particolare periodo della mia vita e la musica alterna momenti cupi e introspettivi ad atmosfere più solari. A livello di produzione è forse meno sperimentale, non ho più usato batterie elettroniche, questo album vede solo batteristi in carne ed ossa! Come per Something Different, mi sento di poter dire che anche questo disco presenta una gamma di brani molto diversi fra loro, tipica del mio stile. E’ probabilmente frutto del fatto che il mio approccio compositivo è molto istintivo e privo di vincoli legati a generi musicali.

Sempre sul tuo ultimo lavoro ci sono molti ospiti prestigiosi come Gavin Harrison (batterista di Porcupine Tree ed a lungo collaboratore di Claudio Baglioni), John Macaluso, Michael Marning ed altri… Come li hai conosciuti, come si son sviluppate queste collaborazioni?

-Il primo ospite che ho contattato è stato Gavin Harrison.. non ero sicuro potesse essere interessato a una collaborazione, ma valeva la pena provarci! Mi rispose che se gli fossero piaciuti i brani, avrebbe suonato le parti di batteria. “E’ un’opportunità unica, devo assolutamente comporre un brano che gli piaccia!!”, mi sono detto. Così ho preso il basso in mano e dopo alcune ore avevo registrato tutte le parti di basso del brano, il giorno seguente ho incontrato Tommy Ermolli e abbiamo registrato le chitarre. Ho mandato il brano a Gavin, lasciandogli carta bianca. Mi rispose subito che il brano gli era piaciuto e che avrebbe registrato la batteria. Dopo qualche giorno mi inviò le tracce. Inutile dire che rimasi sconvolto… Ascoltate qui il brano in questione (“Free”)> http://www.reverbnation.com/play_now/song_8628040. Gavin ha registrato anche altri due brani: ”Emptiness” e “With all my forces”. Nonostante si tratti di brani meno virtuosi rispetto a “Free”, il suo contributo lo si percepisce subito. Successivamente ho contattato John Macaluso, batterista new yorkese che ho scoperto per la sua collaborazione negli Ark. I due brani (Ontogeny e Story of a Man) erano già pronti ed ero sicuro che il suo contributo avrebbe portato al risultato sonoro che avevo in mente… In ottobre 2010 John è venuto in Italia per un clinic tour e durante una delle serate abbiamo suonato assieme il brano “Ontogeny”, a questo indirizzo potrete vedere la registrazione live: http://www.youtube.com/watch?v=7HA6kWDZ-IY. Michael Manring è ed è stato uno dei miei idoli bassistici. Il suo playing è unico… Ascoltate la linea melodica di A New Soul e capirete cosa intendo dire... Bassista e persona straordinaria, è un grande onore averlo come ospite nel disco!

Quali son stati i tuoi idoli di gioventù?

-Sicuramente i Dream Theater hanno lasciato il segno… Ma prima di loro gli 883 e il Gabibbo...

Ed oggi ? Quali sono i bassisti che ammiri di più ?

-Indubbiamente Michael Manring, Yves Carbonne, entrambi ospiti nel mio nuovo disco (che onore!), Billy Sheenan, Stu Hamm, Doug Wimbish… ma ce ne sono veramente moltissimi altri, anche giovani e meno conosciuti, come ad esempio Simone Vignola (cercatelo su youtube!).

Che generi musicali ascolti? Cosa attira la tua attenzione oggi?

-Ascolto un po’ di tutto ma sicuramente prediligo il rock e il metal. Devo dire che ultimamente non ho molto tempo per ascoltare nuovi gruppi... Oggi come oggi sono comunque molto attratto da sonorità originali e accattivanti.. per esempio mi piacciono molto i Freak Kitchen dove la chitarra di Eklhund ha un approccio veramente unico.

Qual è stato il tuo primo basso ?

-Mmm.. era sicuramente 4 corde, ma credo che avesse una marca sconosciuta. Ma quel basso è durato poco, perché dopo qualche mese sono passato subito ai 6 corde (il primo è stato un Samick).

Oggi sei endorser dei bassi Dingwall e Elrick, degli amplificatori Aguilar e delle corde Ernie Ball. Ci descrivi le peculiarità di questi prodotti?

-Rebirth è stato quasi interamente registrato con un basso a 6 corde realizzato dal liutaio di Chicago Robert Elrick. I suoi bassi sono veramente di altissima qualità, hanno un timbro caratteristico e un suono molto definito. Tuttavia alcuni mesi fa ho scoperto i Dingwall, bassi multi-scala che usano il system fanned fret system (i tasti sono obliqui!!). Sono rimasto sconvolto... amore a prima vista! Ora sono diventato uno dei loro endorser, tra i quali compare anche il leggendario bassista Leland Lee Sklar, attuale bassista dei Toto e turnista di fama mondiale. Quanto al resto della mia strumentazione: amplificazione Aguilar, corde Ernie Ball Slinky, accordatori Peterson Strobo Tuners, tracolle Comfort Strapp, Hipshot Bass Xtender. Nella fase compositiva uso spesso anche il Sonuus B2M, è un convertitore basso-MIDI che non richiede installazione di pickup esafonici. E’ molto utile per fissare le idee direttamente in MIDI e per creare le partiture

Le tue prossime mosse?

-Un nuovo progetto con Simone Vignola, bassista di Avellino. Un duo denominato “the BASStards”, more news coming soon! Seguite i miei progetti su www.albertorigoni.net

A te la chiusura con i nostri lettori...

-Un grazie a tutti coloro che mi seguono e mi supportano! PROG ON! Grazie per l’intervista Salvatore e un saluto a tutti i lettori!

Salvatore Mazzarella

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