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mercoledì 9 marzo 2011

TWINSPIRITS - Legacy


Ho sempre apprezzato i lavori dove ha presenziato e presenzia Daniele Liverani, tastierista e musicista d'immenso talento. Lo dicono i fatti in fondo. Genius, Empty Tremor, Khymera, tutti progetti che ci hanno fatto e ci fanno sognare. Non sono di conseguenza da meno neanche i Twinspirits, una band dove Liveani ci mostra il suo estro coadiuvato da altri musicisti di grande qualità e spessore artistico, come il chitarrista Tommy Ermolli, il bassista Alberto Rigoni ed il batterista Dario Ciccioni. I Twinspirits, band orgogliosamente italiana che si avvale della presenza del vocalist Göran Nyström (che non penso abbia bisogno di presentazioni), sono attivi da ben sette anni e con questo nuovissimo "Legacy", edito per la Lion Music, giungono alla pubblicazione del proprio terzo disco in studio, facendo ritorno sul mercato discografico a distanza di poco meno di due anni dal precedente "The Forbidden City". Da un punto di vista strettamente musicale, possiamo inserire i Twinspirits nel classico filone dei progressive metal, ma attenzione, a prescindere da qualche punto in comune, non siamo di fronte ad uno di quei gruppi che provano a clonare i Dream Theater o i Symphony X, affatto. I Twinspirits godono di luce propria e dimostrano di essere in possesso di una personalità molto forte, oltre che di un'identità molto precisa. "Legacy" è davvero un grandissimo disco ed anche da diversi punti di vista. Tecnicamente è di un livello molto elevato e su questo non ci sono assolutamente dubbi, ma piace anche del disco la propria intesità, come anche una spontaneità fuori dal comune, difficile da trovare nel campo del progressive. In genere in questo settore musicale, i gruppi tendono a rimarcare maggiormente il fattore tecnico, ben presente nei lavori dei Twinspirits, che a differenza di altre formazioni, danno sfogo alla propria ispirazione ed è questa la loro carta vincente, oltre a quella di sapersi evolversi in modo coerente. "Legacy" si beve tutto di un fiato, ha un impatto molto forte e si ama al primo ascolto. Impossibile non innamorarsi delle tastiere di Liverani e della chitara di Ermolli. Gran bel disco, prodotto anche in maniera meravigliosa, non a caso "Legacy" gode di un suono molto moderno ed attuale. Cosa si può aggiungere di più? Fatelo vostro!!!

Voto: 8,5/10

Maurizio Mazzarella

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