Ansa News

giovedì 3 febbraio 2011

SYNDONE - Intervista alla Band


Intervista ai nostrani Syndone in occasione della pubblicazione del loro ultimo disco "Melapesante":

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-[Rick - vocal/lyricist] - Melapesante è un disco concept sulla mela ed i suoi vari significati. Nello svolgere la matassa delle questioni legate ad essa ed alla cultura occidentale, ci siamo imbattuti in tanti piccoli elementi legati al nostro mondo e allo sviluppo della nostra civiltà: dalle scoperte scientifiche di Newton ai quadri di Magritte, dall’Eden di Adamo ed Eva alla mitologia Greca. All’interno della storia dell’umanità, la mela è sempre stata un simbolo che, soprattutto fino all’inizio del novecento con l’avvento della psicoanalisi e delle nuove scienze, rappresentava qualcosa di negativo, legato al peccato, al desiderio, al non conosciuto; un giudizio che dobbiamo alle nostre tradizioni e alla nostra cultura religiosa.

-[Nik - piano/keyboards/composer] - Dal punto di vista della composizione c’è stata stretta collaborazione tra me e Federico… la mia tensione a scrivere in modo molto orchestrale e ad ampio respiro tonale si è fusa con il linguaggio molto essenziale, ritmico/minimalista e a tratti quasi atonale di Federico. Il risultato dell’interazione è quello che ho sempre ricercato nel prog: una commistione tra vecchio e nuovo, tra melodia e ritmica, tra tradizione e avanguardia – (Giardino delle Esperidi). Il lavoro è stato successivamente completato in studio con grande spontaneità e professionalità dai singoli componenti la band, che hanno riversato nella registrazione delle proprie parti tutto il loro background personale di musicisti di grande esperienza e talento; questo ha conferito al disco quel particolare sound che lo rende unico.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-[Nik] - Syndone progband, nasce verso la fine del 1989. All’epoca avevo in mente di formare un trio basato fondamentalmente sulle tastiere, con Paolo Sburlati alla batteria e Fulvio Serra al basso, puntando molto sulle idee ed evitando sia l’arrangiamento fine a se stesso sia, soprattutto, l’uso della chitarra elettrica distorta, da sempre strumento inflazionato in ogni genere. Dopo due lavori: “Spleen” (1990) e “Inca” (1992) , per la produzione di Beppe Crovella e Vinyl Magic, la band si scioglie per motivi interni al gruppo e ciascuno dei musicisti seguirà percorsi personali diversi. Dopo diciotto anni ho pensato che era tempo di ritornare sulla scena con una nuova formazione a quintetto di alta caratura professionale. I nuovi musicisti sono: Federico Marchesano (basso e contrabbasso), Francesco Pinetti (vibrafono e timpani), Paolo Rigotto (batteria e percussioni) e Riccardo Ruggeri (voce).

Come è nato invece il nome della band?

-[Nik] - …“Volevamo un nome che evocasse insieme: “Sacralità, “Torino”, “Spiritualità” e “Solchi Incisi” (come un vecchio LP di vinile) così pensai a SYNDONE, con la “Y” per differenziarlo dalla famosa reliquia e renderlo internazionale al tempo stesso, senza essere blasfemo. Questo nome infatti evoca subito Torino in qualunque parte del mondo ti trovi… e questo mi piaceva… ”

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-[Rick] - Come ho detto prima, “Melapesante” è un concept album sulla "mela" quindi ogni testo del disco va ad affrontare aspetti diversi del suo significato; dal “frutto del peccato” alla mela che suscitò a Newton importanti riflessioni sulla terra e le sue leggi. E poi ancora Magritte, New York e l'11 settembre e le evoluzioni del concetto di mela - peccato/punto di svolta - sviluppate nel corso della storia. Inoltre nella stesura dei testi ho cercato di evitare una scrittura ermetica, puntando all'essenzialità dei concetti e così facendo anche la quotidianità ha trovato spazio tra gli elementi delle liriche. I testi sono nati dopo le musiche, processo creativo che preferisco perché mi permette di scrivere in funzione del suono e della tensione musicale. Allo stesso tempo essi diventano fondamentali per chiudere un cerchio di messaggi e metamessaggi contenuti nelle composizioni. Credo che chi scriva abbia una grande responsabilità verso l'ascoltatore. Per me è anche una necessità!

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album Melapesante?

-[Paolo - drums/percussions] - "Melapesante" rappresenta l'evoluzione stilistica non solo dei componenti della nostra band, ma anche l'attualizzazione del linguaggio del progressive attraverso la contaminazione con elementi (e tecnologia) contemporanee. Tra le peculiarità del nostro lavoro c'è senz'altro il largo spazio creativo lasciato ad ogni singolo musicista e al suo background musicale.

-[Nik] - Personalmente mi piace "citare" ogni tanto i grandi gruppi prog. sia a livello di testo sia musicalmente: ad esempio all'inizio della track n° 7 "Melapensante" c'è la citazione di "Willow Farm" da "Supper's ready" nell'album "Foxtrot" dei Genesis.

Come nasce un vostro pezzo?

-[Federico - bass/composer] - Ho curato la composizione di tre dei brani contenuti in "Melapesante". Personalmente non adotto un unico sistema, e tendo a variare tecnica compositiva a seconda del brano che sto scrivendo. Per "Giardino delle Esperidi" ad esempio sono partito dal riff di basso, successivamente ho scritto al computer tutte le altre parti tranne la linea vocale, che Riccardo ha direttamente improvvisato in studio, cantando sulla base. "Mela di Tell" invece e' stato scritto al pianoforte, accordi e melodia, in maniera piu' tradizionale; successivamente ho trascritto il brano con programma "Finale" e ho creato una versione midi pressoché completa. Piu' travagliata e' stata invece la composiziopne di "Melancholia di Ophelia". Sono partito da un riff di basso e batteria, poi mi sono spostato al pianoforte, poi al midi, e poi in fase di registrazione e' stata data forma al brano.

-[Nik] - Per quanto mi riguarda parto sempre dal pianoforte…strumento cardine per me… anche per le parti ritmiche; traccio le linee essenziali dell'armonia, della melodia e dei rapporti tonali principali o contrappuntistici su cui dovrà muoversi il brano. Poi sviluppo a computer la partitura degli "obbligati" che rappresentano la spina dorsale della composizione creando gli arrangiamenti orchestrali (se ve ne siano), impostando la durata e la struttura del pezzo, i ritornelli, i refrain, i cambi di tonalità e di tempo ecc...la mia partitura non risulta mai chiusa comunque. Fatto questo mi riunisco con gli altri e lascio a loro la più completa libertà nel gestire solisti, suoni, improvvisazioni, effetti, modalità di interpretazione e quant'altro.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-[Paolo] - Personalmente amo molto "Giardino delle Esperidi", per la particolarissima sonorità, gli incastri ritmici e melodici e per il crescendo finale che ha permesso di lasciare ampio spazio all'improvvisazione.

-[Nik] - Io invece ritengo che "Malo in adversity" sia il brano che più sento vicino alle mie corde: già solo il titolo che cita "The turn of the screw" di Britten ed il suo impianto totalmente sinfonico con il piano trattato in modo percussivo alla Bartòk, ricalca in pieno il mio modo di vedere e concepire il prog. nel 2010. Inoltre il testo (uno dei più belli e poetici a mio avviso) parla della tragedia del World Trade Center che tra tutti gli argomenti inerenti alla "mela" è quello più attuale e più "grande".

-[Federico] - Amo "Melapesante" (la title track), trovo che sia il brano che più ci rappresenta e che più sprigiona energia nei live.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-[Paolo] - Oltre ai mostri sacri del genere (King Crimson, Genesis, ELP, Gentle Giant), trovo in questo disco molti riferimenti alla cultura classica contemporanea (Bartòk su tutti).

-[Federico] - Penso che ognuno di noi cinque si sia ispirato ai propri idoli. Personalmente trovo in Syndone elementi ispirati a The Claudia quintet, Ennio Morricone e ELP.

-[Nik] - Per quanto mi riguarda i Nice, gli ELP, i Genesis i Crimson ed in parte anche i Gentle Giant.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-[Nik] - Attualmente siamo impegnati alla promozione del lavoro e alla raccolta di rassegna stampa internazionale e non; grazie anche all'ottimo lavoro del nostro ufficio stampa (Synpress44) e della distribuzione/produzione (Ma.ra.cash/Electromantic) che ci stanno garantendo grande visibilità in Europa e all'estero, non è escluso un tour promozionale dell'album unitamente ad alcuni dei vecchi brani di successo tratti dai primi due lavori.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-[Nik] - Per il momento no.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-[Paolo] - A dispetto di quanti spesso criticano la apparente staticità creativa in Italia, ritengo che esista una proposta musicale “sotterranea” in grande fermento; in particolare, nella nostra città, Torino, esiste una notevole varietà di alternative ai filoni cosiddetti mainstream. Se vi fosse più interesse da parte dei media verso le multiformi realtà musicali contemporanee, sono certo che scopriremmo una insospettabile esigenza creativa e innovativa nel nostro paese.

-[Francesco - Vibe/Orch. percussions] - Situazione musicale in Italia? Beh, il mio parere é che è proprio al contrario di come dovrebbe essere, estendendo anche a tutta l'arte e la cultura in generale. E’ una situazione pressoché blindata, povera e sterile. E questo, a mio avviso, perdurerà fino a che non ci si accorgerà che l’arte e la cultura devono solo “poggiare” sul mercato e non esserne inghiottite. Non sono "prodotti" o "merce" che si compra e si vende; sono semmai espressione dell'essenza dell'umano, cioè della libera creatività.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-[Paolo] - Al momento Internet si sta rivelando uno strumento di grande aiuto, in particolare per la facilità di promozione del proprio lavoro verso una vastissima cerchia di addetti ai lavori.

-[Federico] - Internet e' favoloso! Il materiale è raggiungibile da chiunque con un clik… a scapito tuttavia dell' alone di mistero che circondava i grandi gruppi del passato. Negli anni '70 di alcune mitiche band si sentiva solo parlare… i dischi, soprattutto nel prog, erano difficilmente reperibili, e chi aveva avuto la fortuna di vedere i propri beniamini dal vivo era anche depositario di un evento unico; oggi in rete si trova tutto.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-[Paolo] - Da sempre il prog è un genere che permette al musicista una grande libertà espressiva e tecnica. L'importante è non permettere alla tecnica di avere il sopravvento sulla qualità musicale del proprio lavoro ma, anzi, attraverso l'equilibrio tra tecnica e sensibilità musicale, esprimere al meglio le proprie intenzioni emotive e poetiche.

-[Federico] - Da uno a dieci direi otto! Il prog. concede enorme spazio alla bravura e alla preparazione tecnica sullo strumento e di conseguenza al proprio talento.

-[Nik] - E' un genere in cui non si può barare! Devi sempre sapere dove stai andando e con quali risorse tecnico/espressive vuoi e puoi affrontare un concerto… il pubblico del prog. è musicalmente molto preparato e critico e ti sgama subito se sei un bluff.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-[Paolo] - Personalmente troverei molto stimolante collaborare con un maestro dei suoni quale Brian Eno, che considero uno dei miei principali ispiratori anche se non appartiene propriamente al mondo del prog.

-[Federico] - Steve Reich.

-[Nik] - Mi piacerebbe scrivere un'opera teatrale a quattro mani con Paolo Conte… o con Peter Gabriel.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-[Nik] - Che ritorno al prog. con curiosità, entusiasmo ed energia creativa rinnovata; e ci ritorno dopo molti anni di esperienze musicali diverse che mi hanno sicuramente maturato sotto molti punti di vista. Credo che questo nuovo lavoro sarà qualcosa di molto innovativo perché fonderà insieme le molteplicità artistiche ed espressive che caratterizzano il nostro vissuto musicale. Soprattutto sarà la risultante di una volontà comune di creare ancora e sempre buona musica.

Intervista di Maurizio Mazzarella

Nessun commento:

Posta un commento