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martedì 12 ottobre 2010

SHAMAN - Origins


Facciamo un po' di storia. Gli Shaman sono nati all'inizio nel nuovo millennio, quando il divorzio in casa Angra fu inevitabile. Così il batterista Ricardo Confessori diede vita ad una nuova band coadiuvato da Andrè Matos ed i fratelli Mariutti. Dopo due dischi nel complesso discreti, ecco arrivare nel 2006 il nuovo divorzio ed il buon Ricardo rimasto solo, è riuscito a tenere in vita gli Shaman reclutando un altro insieme di nuovi musicisti, tra i quali il bravo cantante carioca Thiago Bianchi. Dopo "Immortal" datato 2007, ecco arrivare un nuovo capitolo dal titolo "Origins", pubblicato in Italia dall'ottima Scarlet Records. Musicalmente restiamo ancora nel campo del progressive/power metal, anche se vengono prese quasi in modo netto le distanze dagli Angra e dagli stessi Shaman degli esordi. Le influenze provenienti da uno stile tipico del sud america sono quasi del tutto scomparse, in favore di un suono più moderno ed attuale, soprattutto per quanto riguarda le tastiere, tanto che in alcuni frangenti sembra quasi di sentire il Kevin Moore dei migliori Dream Theater. Questo perché la componente progressive ha quasi preso del tutto il predominio sulla componente power, che rimane comunque ben marcata. Resta sempre vivo anche il fattore melodia, anche se la voce dell'ottimo Thiago Bianchi, un clone più di Edu Falaschi degli Angra che di Andrè Matos, consente agli Shaman di virare verso un sound più diretto e potente. Restano però le eccezioni. La splendita "Ego" infatti, suddivisa in due parti, contiene tutti quei fattori che nel resto del disco sembrano siano stati quasi volontariamente messi da parte. Nel senso che l'ispirazione prende il predomionio su ogni tipo di componente e le percussioni e gli arpeggi tipici della musica brasiliana sembrano quasi del tutto fondamentali per la buona riuscita di un brano iper melodico, soprattutto nella prima parte, perché la seconda, si ricollega completamente a tutti i contenuti del disco, come se "Ego" rappresentasse in sintesi l'evoluzione complessiva del sound e dello stile degli Shaman. A prescindere da tutto, ci troviamo di fronte ad un disco eccellente, ben composto e ben suonato, che sprizza maturità da tutti i pori. Ottima anche la produzione e non potrebbe essere altrimenti in un disco come questo. Da avere soprattutto per i fan degli Angra degli esordi, perché qualche richiamo ai mitici "Angels Cry" ed "Holy Land" resta sempre presente, a prescindere da ogni evoluzione possibile.

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella

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