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lunedì 22 marzo 2010

THE FORESHADOWING - I Giorni del Nulla


Intervista ai laziali The Foreshadowing, ci risponde il tastierista del gruppo Francesco Sosto:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Il nome del nuovo album è Oionos. Oionos è un termine proveniente dal greco antico e significa "uccello della preghiera”. E' il nome con cui gli antichi greci chiamavano gli avvoltoi, che venivano da loro osservati per predire il futuro. Infatti, significa anche "uccello del presagio", così come anche il nostro monicker significa "il presagio". Abbiamo scelto di dare questo nome all'album proprio per la sua varietà di significati simbolici che si sposano perfettamente sia con il nome della band che con il concept di cui trattiamo in quest'album.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Siamo nati tra la fine del 2005 e gli inizi del 2006, tutti quanti provenivamo da altri gruppi ed esperienze musicali diverse, anche se quest'idea la coltivavamo da molto tempo prima. Ci avevamo provato già una decina d'anni fa a formarci, allora eravamo in 3: Alessandro Pace, che è a tutti gli effetti il fondatore della band, Andrea Chiodetti ed io. Ma allora era difficile trovare gente valida e predisposta al genere, così accantonammo ben presto l'idea con la speranza di poterlo riprendere più in là. Qualche anno più tardi contattammo Jonah Padella e Marco Benevento, e grazie a loro l'idea di formare i The Foreshadowing diventò realtà.

Come è nato invece il nome della band?

-Volevamo soprattutto un nome che non avesse mai usato nessuno prima di noi, e questa è stato tra l'altro l'aspetto più difficile. Alla fine abbiamo scelto The Foreshadowing perché volevamo un monicker che rappresentasse l'idea base sulla quale ci stiamo orientando da sempre per le nostre canzoni, cioè l'apocalisse.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-Nel nostro lavoro testuale facciamo sempre in modo di fondere l'elemento metaforico ed esistenziale con piccole storie che riguardano la nostra vita, ovviamente diamo molto peso ai testi della nostra musica perché è dall'idea del testo che sviluppiamo poi la nostra continua ricerca sonora.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Credo che quest'album sia un lavoro che parte e segue il cammino tracciato dal precedente, ma presenta delle profonde differenze da quest'ultimo. E’ un album più dinamico con frequenti cambi di umore, atmosfere più cattive ed aggressive, del resto abbiamo lavorato molto sulle chitarre ritmiche, più massicce e presenti rispetto a Days of Nothing, anche per quanto riguarda i testi, credo che siano più maturi rispetto a prima, mantenendo tuttavia uno stile semplice e chiaro.

Come nasce un vostro pezzo?

-I nostri pezzi nascono sempre da un'idea che qualcuno di noi sviluppa a casa, la porta in sala prove e da lì cominciamo a lavorarci tutti insieme, a volte però, se presi dall'ispirazione, sviluppiamo e strutturiamo l'idea a casa registrando delle demo e portando il pezzo già pronto. Se però non ci soddisfa non esitiamo a stravolgerlo completamente o ad aggiungere piccole modifiche.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Direi che Hope, She's in the Water è il nostro lavoro migliore, ed è anche il brano che getta le basi per le nostre sonorità future. Anche Oionos, la traccia che dà il nome all'album, per le atmosfere particolari che presenta. Direi che sono i lavori più innovativi dell'album.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Sicuramente i grandi nomi che hanno fatto la fortuna del gothic doom metal, anche se per questo album citerei in particolare tre nomi: Radiohead, Neurosis, e The Swans.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Fare concerti è la cosa che vogliamo di più in questo momento ed in futuro visto che quest'aspetto ci è mancato tanto dopo l'uscita di Days of Nothing, ovviamente contro la nostra volontà. Se ci saranno le condizioni necessarie per farlo saremmo disposti a suonare in qualunque parte del mondo.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-Ancora no, anche se ci piacerebbe in futuro girare un video, ma è ancora troppo presto per parlarne.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-La scena metal italiana, e in particolare quella romana è ricchissima di gruppi validi e talentuosi, purtroppo manca in Italia come sempre una certa cultura “di massa“ di supporto al gruppo che consentirebbe a tutti noi una vita più lunga, nonché la mancanza di strutture che spesso riteniamo inadeguate qui in Italia. Per esempio riguardo a strutture live all'estero troviamo quasi sempre situazioni più confortevoli per i musicisti, sia dal punto di vista dell'acustica, sia per quanto riguarda altri aspetti logistici. Il mio discorso comunque non è rivolto solamente ai club, ma si estende anche ai media e alle label. Tuttavia devo dire che in Italia c'è stato un notevole miglioramento in questo senso, anche se ancora non siamo ai livelli di Germania, Inghilterra o Paesi Scandinavi.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Da una parte ci ha dato una mano a diventare più noti al pubblico, dall'altra ci ha danneggiato economicamente.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Secondo me non è una questione di genere, bensì una questione appunto di talento. Se hai talento sei in grado di poter dire la tua in qualunque genere musicale. Alla fine sono le idee che contano.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-A livello personale direi Morrissey.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Invito tutti i lettori di Informazione Metal ad ascoltare Oionos. Se vi piace l'idea di fare un viaggio surreale tra scenari da guerra fredda e lande desolate questo è l'album che fa per voi.

Intervista a cura di Maurizio Mazzarella

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