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giovedì 18 febbraio 2010

ANDRE MATOS - La Mentalità Vincente


Intervista al cantante brasiliano Andre Matos, ci risponde in occasione della recente uscita del suo ultimo disco "Mentalize":

Come descriveresti in termini musicali il tuo nuovo album? Ti va di presentarlo ai lettori di Informazione Metal?

-Per chi già conosce il mio modo di lavorare, credo che già sappiano cosa aspettarsi. "Mentalize" è il successore del mio primo album solista "Time To Be Free". Contiene dodici nuovi brani che sono stati composti durante e dopo il "Time To Be Free" tour. Credo che ci sia stata un po' di evoluzione da un album all'altro, ma questo è un qualcosa che io preferisco lasciare agli gli ascoltatori che devono giudicare.

Quanto tempo è stato necessario per registrarlo?

-Complessivamente, tra la composizione, la produzione, l'esecuzione ed il mixing, abbiamo fatto tutto in un tempo piuttosto veloce ed impressionante. L'album sono stati necessari tra i tre ed i quattro mesi per essere finito.

Quale è l'origine di una tua canzone? Come componi una canzone?

-Dipende dalla canzone. Normalmente io compongo prima la musica e solo allora stabilisco i testi ed il titolo. Ma a volte il titolo di una canzone è la prima cosa che viene in mento. Non è inoltre così raro sognare una canzone, svegliarsi nel cuore della notte e registrare o scrivere. Quando l'ispirazione arriva, non si può semplicemente lasciarla andare via.

Quali sono i temi affrontati nel tuo nuovo album?

-Questo album parla del potere della mente. È per questo che il titolo è "Mentalize". Parla molto di questioni scientifiche e leggendo molto su questo argomento, mi sono ispirato a ciò e l'ho impostato tenendolo come contesto principale di questo album. Di recente, ci sono stati un sacco di scienziati e specialisti che finalmente sono riusciti a comprovare le facoltà mentali al di là di quello che eravamo abituati a credere. Essi in realtà hanno dimostrato che la mente è uno strumento molto potente e che il cervello è un organo che non esiste solo per pensare. E' effettivamente in grado di cambiare la nostra realtà.

Quale è il brano del tuo nuovo album al quale ti sente più affezionato?

-Per ora, c'è un brano intitolato "The Myriad", che credo rappresenti molto di ciò che la mia musica in futuro potrebbe essere. Ma ci sono anche altri brani ai quali sono molto affezionato, per esempio: "I Will Return", "A Lapse in Time" e "Leading On".

Quali sono le band che hanno influenzato il tuo stile maggiormente?

La mia band preferita rispetto a tutte restano i Queen. Non so se ci sia una influenza diretta dei Queen nella mia musica, ma di sicuro li ammiro per l'originalità e tutto il resto. In termini di musica metal, probabilmente i miei preferiti sono i Judas Priest, gli AC/DC, gli Iron Maiden, i Black Sabbath, i Deep Purple e così via.

Cosa ti aspetti dal nuovo album?

-Ci aspettiamo sempre che un album sia il migliore mai realizzato. Che possa essere un punto di riferimento nella storia. Per essere onesti, questa è la mia aspettativa. Ma solo il tempo potrà dirci se questa è cosa potrà essere confermata o meno. Nel frattempo, devo continuare a tentare di fare album megliori.

Cosa ne pensi del music business? Come lo giudichi?

-E' la parte più brutta quando diventi un musicista professionista. Quando ti rendi conto che hai possibilità di vendere bene un prodotto, è qualcosa di disgustoso. Credo che tutti i grandi compositori del passato hanno vissuto qualcosa di simile. Ma viviamo in un sistema capitalistico globale, che non ci lascia altre opzioni. Così cerco solo di fare del mio meglio e musicalmente mi aspetto che si possa anche vendere bene. Ma di sicuro non avrei mai fatto musica solo per vendere. Purtroppo, molti altri lo fanno. Forse a questo punto, è importante avere una solida base di fans ed una certa notorietà guadagnata nel corso degli anni. Sapere di avere qualcuno che sostiene le tue idee, finché non le tradirà e trovare deviazioni lungo la strada.

Quali sono le principali difficoltà per un musicista come te?

-Forse dimostrare che si tratta di una vera band e non di solo un altro singolo progetto personale. Ognuno nella band è molto coinvolto, dall'inizio alla fine ed anche se tutti lavorano dietro al mio nome, tutti i membri considerano questa come la propria band.

C'è qualche musicista con il quale desideri collaborare un giorno?

-Sono tutti morti... Bach, Chopin, Beethoven, Mozart, Haendel, Haydn, Schubert, Debussy, Vivaldi, Tchaikowsly, Dvorak, Scarlatti, Poulenc, Fauré, Schumann, Palestrina, Grieg... Forse, tra quelli ancora in vita, mi piacerebbe lavorare insieme un giorno con Peter Gabriel e Kate Bush, o forse in colonna sonora con grandi compositori come John Williams e Vangelis (Ennio Morricone è un altro, ma anche lui appartiene già al primo campione qui sopra).

Quali sono i tuoi programmi futuri? Come intendi promuovere il tuo nuovo album?

-Il modo migliore per promuovere la partita è in diretta. Ora sono concentrato sui festival europei estivi. Penso che siano una grande occasione per raggiungere più persone in un periodo di tempo relativamente breve. Tuttavia, alcuni tour regolari sono in fase di pianificazione tra il 2010 ed il 2011.

Sarà pubblicato un live CD o un DVD?

-Questo è un altro progetto. Vorrei fare una DVD retrospettivo che abbracci tutta la mia carriera. Attualmente stiamo ancora raccogliendo il materiale. Probabilmente dopo il tour di "Mentalize", saremo in grado di lavorare su questo progetto per poi farlo uscire.

Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Il messaggio è sempre lo stesso. Il messaggio è importante. Il messaggio è: lasciate che la musica vi mostri sempre la strada... E una volta trovata quella che stavate cercando, condividetela con gli altri. "Mentalize"!

Intervista a cura di Maurizio Mazzarella

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