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mercoledì 13 gennaio 2010

ANNOTATIONS OF AN AUTOPSY - The Reign Of Darkness


Nati nel 2006 e provenienti dall'Inghilterra, questi Annotations Of An Autopsy fanno ritorno sul mercato discografico con il proprio nuovo lavoro in studio "The Reign Of Darkness", edito per l'etichetta Nuclear Blast, a due anni esatti di distanza da "Before the Throne of Infection", il disco che ne sancì l'esordio sulle scene dopo la pubblicazione nel 2007 dell'EP "Welcome to Sludge City". Musicalmente siamo di fronte ad un'autentica mazzata di una potenza assolutamente inaudita. Se dobbiamo inserire gli Annotations Of An Autopsy in un determinato filone musicale, viene facile accostare la band al deathcore, anche se la formazione inglese non si ferma solo al suddetto genere, perché in "The Reign Of Darkness" è facile trovare svariate tracce del metal estremo, che spaziano tra il metalcore e l'hardcore, come anche il death metal tradizionale ed il brutal. Diciamo quindi che se messi nel frullatore, gli Annotations Of An Autopsy sono un insieme di queste sonorità, anche se pur non scoprendo nulla di nuovo, si dimostrano come una formazione dotata di una buona personalità senza stupire e spiazzare. Nonostante una esile complessità strutturale, "The Reign Of Darkness" risulta un album molto difficile da digerire per chi è totalmente fuori da queste sonorità, differentemente chi fa del deathcore il proprio pane quotidiano, apprezzerà fino alla follia questo disco. In "The Reign Of Darkness" ci sono brutalità, violenza, cattiveria, rabbia, energia, potenza, grinta e carisma, caratteristiche determinanti per un album di questo tipo, che deve trascinare e far tirare fuori ad un potenziale ascoltatore quelle che sono le proprie frustazioni ed in questo gli Annotations Of An Autopsy ci riescono benissimo. La produzione è buona, il suono quindi è adatto ad un prodotto come questo. Possiamo quindi dire che pur senza alcun preziosismo tecnico, gli Annotations Of An Autopsy centrano il proprio obiettivo, in un disco che giova anche della presenza nel brano "Bone Crown" di Erik Rutan, meglio conosciuto per il suo lavoro con i Morbid Angel.

Voto: 7/10

Maurizio Mazzarella

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