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giovedì 23 luglio 2009

ASHENT – Deconstructive


Attivi ormai da diversi anni, gli Ashent giungono con questo nuovo album “Deconstructive”, alla pubblicazione del proprio secondo lavoro in studio, facendo ritorno sul mercato discografico a tre anni di distanza dal precedente “Flaws Of Elation”, ovvero il disco che ne sancì l’esordio dopo il primo omonimo demo del 2003. Musicalmente, gli Ashent suonano un progressive metal variopinto, dove non sono presenti solo elementi riconducili al classico stile di Dream Theater e Symphony X, ma dove è palpabile anche una forte personalità che rende questa band italiana come un’autentica perla rara nel genere. Parere personale, sono molti i punti in comune con livornesi Eldritch, altra band di grande talento come gli Ashent appunto, che in ogni nota di “Deconstructive” sprigionano classe e raffinatezza. Senza effettuare troppi giri tortuosi di parole, “Deconstructive” è un disco che eccelle da ogni punto di vista e dimensione, prodotto magnificamente e suonato in maniera strabiliante, con l’ulteriore capacità di rimarcare il notevole spessore artistico di ogni singolo componente presente nella band. Passando all’album nel particolare, si parte con “Sinking Beneath”, un pezzo dall’impatto molto forte capace di racchiudere grande grinta ed energia, ma soprattutto uno straordinario dinamismo ed una tecnica a dir poco sopraffina, “Imperfect” a seguire, giova di una struttura assolutamente perfetta e si articola su atmosfere estasianti, adagiandosi su un pregevole letto di tastiere che si fonde in modo idilliaco con le chitarre, “Ephemera” invece, spazia su ritmi a volte lenti ed a volte elevati, ma sempre molto intensi ed avvolgenti, destreggiandosi su sonorità differenti. Dopo la magia di “To Develop Self-Creativity”, si passa a “The Resonance Of Life”, brano complesso che si sviluppa in modo armonico, sprigionando in più d’un frangente la dimensione più heavy degli Ashent, differentemente “Cassandra”, si assesta su uno stile versatile quanto variegato allo stesso tempo, mentre “Spectral Vanity” rimarca il pregevole contributo di una sezione ritmica sempre puntuale. Con “How Could It Feel Like This?” si passa a momenti di pura poesia, dove gli Ashent pongono in luce tutta la propria componete emozionale in un brano ipnotizzante, “Ebb And Flow Of Awareness” mostra un sound all’avanguardia, “Starlinked Innerness” conferma una cura maniacale e minuziosa degli arrangiamenti, “Eclipsing Binary” infine, racchiude l’essenza della band e riassume le qualità di un disco assolutamente magnifico che si conclude con l’estatica “Music For Departure”. Poche parole d’aggiungere: fate vostro questo disco!

Line-up:
Steve Braun - Vocals
Onofrio Falanga - Guitars
Cristiano Bergamo - Guitars
Davide Buso - Drums
Gianpaolo Falanga - Bass and growls
Paolo Torresani - Keyboards

Voto: 9/10

Maurizio Mazzarella

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