Ansa News

martedì 1 giugno 2010

SABATON - L'Arte della Guerra


Intervista agli svedesi Sabaton in occasione della pubblicazione del loro ultimo disco "Coat Of Arms". Ci risponde il bassista della band Par Sundstrom:

Come definiresti in termini musicali il vostro nuovo album? Vuoi introdurlo?

-Il nuovo album non è così oscuro ed epico come il nostro album precedente "The Art Of War". Le canzoni sono state scritte per essere suonate dal vivo e questo è perché funzionano così bene quando lo facciamo. E' molto differente ad esempio dal nostro primo disco "Primo Victoria". Ci sono solo buone canzoni.

Quanto tempo è servito per registrarlo?

-L'abbiamo registrato per oltre cinque settimane utilizzando tre differenti studi di registrazione, abbiamo iniziato agli Abyss per le parti di batteria con Peter Tägtgren. Poi ci siamo spostati nel nostro studio, dove abbiamo registrato gli altri strumenti ed infine, abbiamo fatto il mixing presso il Boomtown Studios con Fredrik Nordström come ingegnere del mixing.

Qual è l'origine di una vostra canzone? Come create una canzone?

-Joakim (Broden il cantante n.d.r.) inizia con un'idea, si costruisce il tutto con tanto di pre-produzione e poi viene alle prove, dove lo proviamo e lo finalizziamo. Poi io e Joakim pensiamo a come scrivere il testo della canzone. Facciamo qualche ricerca e poi scriviamo i testi insieme.

Quali sono gli argomenti trattati nel tuo nuovo album?

-Come nostra tradizione, scriviamo tutti i testi attorno a battaglie storiche ed eventi di questo tipo. Questa volta gli argomenti trattati sono tutti attorno alla seconda guerra mondiale. Dal freddo della missione norvegese, al sabotaggio nella battaglia nel Pacifico.

Qual è il brano del nuovo album al quale ti senti più affezionato?

-La canzone "Saboteurs". Dal momento che parte della canzone ha circa dieci anni di vita ed ho sempre voluto finire quella canzone. Purtroppo non l'abbiamo mai messa su un album, fino ad ora!

Quali sono le band che hanno influenzato il vostro sound di più?

-La musica che ha influenzato principalmente viene da gruppi come Judas Priest, Accept, Rainbow e Deep Purple. Il suono è frutto del lavoro di Fredrik Nordström che ha fatto il mixing e anche di Peter Tägtgren che ha configurato i suoni iniziali.

Cosa vi aspettate dal nuovo album?

-Spero che ci porti ad un livello superiore, dal momento che ora abbiamo anche firmato per la Nuclear Blast e questo ci potrebbe aiutare. Vedremo che cosa il futuro porterà con se.

Cosa ne pensi del music business? Come lo giudichi?

-E' qualcosa di veramente difficoltoso. Se vuoi sopravvivere hai bisogno di un sacco di soldi risparmiati prima di iniziare. Ci sono un sacco di persone che lavorano al proprio interno senza amare veramente il proprio lavoro. Poche persone lavorano in questo mondo solo per i soldi, quei ragazzi non sopravviveranno a lungo. Almeno credo.

Quali sono le principali difficoltà per una band come la vostra?

-E' sempre stato quello di raggiungere e scoprire nuovi territori, nei tour nuovi paesi. Dal momento che i nostri album precedenti non sono stati disponibili in giro, non abbiamo niente su cui contare. Solo sui nostri show.

C'è qualche musicista con il quale desideri collaborare un giorno?

-Siamo molto felici dei ragazzi della band. Ci sono un sacco di altri musicisti che ci piacciono e che pensano che stiamo facendo qualcosa di buono. Ma i Sabaton sono nostri e noi siamo sei persone. Vedremo che cosa il futuro porterà con se.

Quali sono i piani futuri per la band? Come volete promuovere il vostro nuovo album?

-Tour, tour e ancora in tour. Con "The Art Of War" il tour è stato composto da centosessanta concerti e siamo stati in venticinque paesi. Spero che saremo in grado di raddoppiare queste cifre prima che il tour sia finito. Ora abbiamo un grande tour europeo previsto ed un sacco di festival. Poi cercheremo di raggiungere altri continenti.

Pubblicherete un live CD o un DVD?

-Abbiamo lavorato su un DVD per circa tre anni e abbiamo un sacco di materiale. Non sappiamo quando saremo pronti per pubblicarlo, ma penso nei primi mesi del 2011.

Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Siamo stati in Italia tre volte in passato, ma solo come supporto. Questa estate faremo il nostro primo festival in Italia. Ma poi abbiamo un concerto da headliner. Se funzionerà bene, faremo più concerti in Italia, questo è sicuro!

Intervista di Maurizio Mazzarella

GLYDER - Yesterday, Today And Tomorrow


Dischi come questo dei Glyder, ti donano una forte scarica di adrenalina e ti trasmettono entusiasmo, dandoti a sua volta la possobilità di vivere la vita col sorriso sulle labbra. Provenienti dall'Irlanda, i Glyder si ispirano ad una sorta di hard rock anni settanta in stile Thin Lizzy, senza mai tralasciare band mitiche come i Led Zeppelin, ad esempio, aggiungendo al proprio stile anche qualcosa di più moderno ed attuale. Nella musica dei Glyder infatti, è facile anche trovare delle tracce degli U2 (e non potrebbe essere altrimenti vista la propria nazionalità), come anche dei The Cult. Ne viene fuori un disco grintoso, carismatico, ma anche molto melodico, dai tratti a volte commerciali, ma sempre affascianti e seducenti in più frangenti. Il disco è composto molto bene, contiene dei pezzi molto intensi ed ispirati, ma allo stesso tempo, anche graffianti ed incisivi, nel classico segno del rock più puro. A prescindere dalla qualità egregia dei singoli componimenti, ci troviamo di fronte anche ad una band con pregevoli doti tecniche. Si, perché anche se nel complesso non ci sono partiture dall'esecuzione difficile, è facile intuire lo spessore artistico dei musicisti coinvolti anche dai semplici tocchi e dalla minima sfumatura. I brani sono versatili e variopinti, hanno un buon impatto e sono di semplice assimilazione. La band strizza l'occhio anche a sonorità più commerciali, è vero, ma ha una propria personalità ed una precisa identità, nel senso che suona quello che vuole con grande piacere, senza vendersi a mode oppure a cose simili, come nel caso di altri gruppi più noti. Buona anche la produzione, appropriata per quella che è la proposta complessiva dei Glyder. Buon disco.

Voto: 7,5/10

Maurizio Mazzarella