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mercoledì 24 marzo 2010

DARKING - I Figli dell'Acciaio


Intervista ai toscani Darking, ci risponde il chitarrista del gruppo Agostino Carpo:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

-Un saluto ai lettori di Informazione Metal ed un ringraziamento per l'ospitalità sulle vostre pagine virtuali! "Sons of Steel" è il nostro CD di debutto e contiene otto tracce registrate lo scorso autunno, cinque delle quali originariamente pensate per essere proposte come demotape, poi, invece, grazie all'intuizione di Giuliano Mazzardi della My Graveyard Productions (che le ha ascoltate in anteprima), confluite insieme alle altre a formare il disco appena uscito. E' sostanzialmente un disco "Heavy Metal" che alterna momenti epici, speed ad altri più doom e cadenzati ed è un disco molto vario compositivamente, ma altrettanto compatto nel suono e nello stile che potremmo definire di influenza "ottantiana": potente e crudo, per certi aspetti anche abbastanza "live" perchè realizzato con arrangiamenti tali da poter essere riproposto sostanzialmente nello stesso modo dal vivo.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

-Siamo di Piombino (Livorno) e siamo in quattro: io (Agostino Carpo) alla chitarra, Leonardo Freschi alla batteria, Mirko Miliani alla voce e Matteo Lupi al basso. E' iniziata per "gioco" direi, circa cinque anni fa io e Leo ci siamo detti "perchè non andiamo a divertirci un po in sala prove?": e oggi abbiamo realizzazto il nostro primo CD! In realtà io avevo già un'esperienza di dieci anni come membro fondatore e chitarrista dei "Domine" insieme ai fratelli Paoli (ancora alla testa della band toscana) e Leo ha suonato con alcune band locali, così come Mirko e il giovane Matteo. Dopo dieci anni di inattività totale ho ricominciato a suonare praticamente in quella occasione, e l'incontro con Leo ci ha portato a desiderare di costituire un gruppo per suonare i pezzi più amati di band come Black Sabbath, Iron Maiden, Dio, Ozzy... ecc. Circa due anni fa abbiamo dato stabilità al gruppo con l'entrata di Matteo; abbiamo potuto dedicarci alla rifinitura di alcuni pezzi già composti e alla scrittura di nuovo materiale: il desiderio di fare un demo e spedirlo ad una casa discografica sono stati una normale conseguenza del lavoro fatto in sala prove.

Come è nato invece il nome della band?

-In questi anni abbiamo fatto anche qualche serata "live" e occorreva avere un nome al quale, a dire il vero, all'inizio non avevamo mai pensato: le prime esibizioni le abbiamo fatte sotto il nome di "Original Sin" che non era male, ma non ci soddisfaceva del tutto... poi è venuto fuori (insieme ad altri) "Dark King" che abbiamo trasformato in "Darking" perchè "suonava" meglio... solo in seguito ho realizzato che questa parola è in pratica il gerundio del verbo "to dark" (oscurare): suona bene e ha un bel doppio significato...

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

-La quotidianità è importante se quello che accade è motivo di riflessione su noi stessi e sulla nostra vita e dunque assume toni epici, ovvero mitici: non mi interessa raccontare genericamente un sogno, ma mi interessa parlare del confine tra il sogno e la realtà; non mi interessa parlare genericamente di guerra, ma di come la vicenda umana sia fragile e di come possa accadere a tutti di trovarsi a decidere se combattere o no; non mi interessa parlare di religione, ma di come l'uomo sia stato sistematicamente forgiato e terrorizzato dalla paura dell'inferno: il testo, comunque, nel nostro modo di scrivere musica, arriva spesso (ma non sempre) in un secondo momento suggerito dall'atmosfera propria della musica.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

-Credo che il nostro disco abbia tre caratteristiche per le quali è meritevole almeno di essere ascoltato e, spero, apprezzato. In primo luogo per la compattezza e la solidità dell'esecuzione musicale: è una musica che arriva diritta e potente; poi per la struttura compositiva dei brani che è volutamente ricercata e variegata, fatta di continui cambi di tempo, di sovrapposizioni di riff e di parti dure e melodiche insieme, ma poggia su stilemi hevy metal classici molto evidenti; ed infine per la qualità della registrazione volutamente "scarna", poco effettata (ad esempio non è presente una sola nota di tastiera!), ma assolutamente calda ed efficace... Per quanto riguarda le canzoni in particolare, invece credo che debba prevalere il gusto e la preparazione dell'ascoltatore: posso dire però che alcuni amici e critici estimatori di heavy metal hanno già redatto recensioni veramente lusinghiere!: grazie a tutti...

Come nasce un vostro pezzo?

-Sostanzialmente abbiamo due modi diversi di iniziare un pezzo: jammando su qualche riff improvvisato, mentre proviamo qualche tempo di batteria, oppure attraverso mie proposte di riff di chitarra più o meno sviluppati... se la cosa funziona la registriamo con un piccolo registratore digitale portatile e la facciamo maturare sino a quando non decidiamo di utilizzarla... lo sviluppo del pezzo avviene poi in modo più corale arrivando a definire la struttura (a volte anche complessa) del brano e dei vari cambiamenti di tempo e di atmosfera. Quando la parte musicale è a buon punto si inizia a cercare una suggestione per il tema della canzone partendo magari dal titolo e da come questo "suona" nel chorus... Con la stesura di tutto il testo, attraverso la musicalità della voce, si definisce il brano e l'arrangiamento.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

-Tutte le canzoni hanno una storia a se e sono parte del nostro percorso, ma direi che "Son of Steel" è il brano a cui io, personalmente, sono più legato perchè parla di un mio amico che ora non c'è più. Inoltre attraverso questo brano si è arrivati alla concezione della copertina e del titolo "Sons of Steel": infatti siamo tutti "figli dell'acciaio" che viene prodotto nelle acciaierie di Piombino, ma anche figli dell'acciaio in quanto persone cresciute ascoltando Heavy Metal...

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

-Ognuno di noi ha le sue preferenze: Mirko ama gli Iron Maiden; Matteo è il più "thrash"; Leonardo più "doom", "settantiano" e psichedelico; io invece più legato agli anni ottanta che mi hanno formato in diretta e ascolto prevalentemente Black Sabbath e Deep Purple... ci troviamo tutti daccordo però quando c'è da fare una cover dei Black Sabbath magari del periodo con Ozzy... oppure con R.J. Dio...

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

-Da questo punto di vista devo ammettere che siamo ancora un po disorganizzati perchè da un paio di anni abbiamo pensato solo a suonare, comporre, a preparare il CD e poi ancora a scrivere nuovo materiale... abbiamo fatto qualche data aprendo anche il "Made in Hell" a Stagno (LI) con Etrusgrave e Dark Quarterer... ed è prevista la partecipazione ad un mini festival per il primo maggio (sul My Space per le news!); in realtà attendiamo anche un po di recensioni per essere più conosciuti e poterci proporre anche in giro per l'Italia: nel frattempo stiamo preparando un set di pezzi live che comprende almeno un pezzo inedito e sicuramente una cover.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

-E' francamente molto presto per pensare a cose del genere. Ci piacerebbe invece uscire presto con un secondo CD (stiamo componendo nuovo materiale!) o magari con un EP di quattro-cinque pezzi: magari un concept che ho per la testa da un po di tempo... un'altra cosa che mi piacerebbe fare a breve invece è un video promozionale tratto da qualche pezzo (magari proprio "Son of Steel")... ma anche per questo credo che ci vorrà un po di tempo...

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

-Dividiamo in due la domanda. Se per scena intendiamo i protagonisti, cioè le band, le case discografiche e i fan del metal, mi pare che la scena italiana sia popolata da molte band di qualità con ottimi musicisti, credo che vi sia una critica competente e attenta, un pubblico entusiasta e delle etichette (come la My Graveyard Productions di Giuliano Mazzardi, ad esempio) pronte a scommettere sulla qualità... per quanto riguarda invece il panorama generale italiano dei media e dell'informazione musicale: è il medioevo!; in Italia anche se sei bravo non campi di musica e per musica in Italia si intende soltanto Il Festival di San Remo, Amici e x Factor! E' una situazione devastante e scoraggiante con la quale mi scontro ormai dagli anni '80 quando, da ragazzino, ho iniziato a suonare... comunque oggi grazie a internet e a qualche locale si riesce, nella media, a portare avanti (con fatica) una proposta musicale con sufficiente professionalità...

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

-Se si parla di internet come mezzo di comunicazione e di diffusione di notizie, non possiamo dire che grazie alle "web-zine" e al "My Space" se possiamo portare avanti una proposta musicale che altrimenti sarebbe legata praticamente solo a qualche serata in qualche coraggioso disco-bar di provincia; se invece ti riferisci allo scaricamento illegale dei dischi diffusi sulla rete posso dirti che non siamo così noti e famosi da essere già soggetti a questo fenomeno: in effetti i dischi metal scaricati illegalmente sono nella maggioranza dei casi o di gruppi famosisimi che campano già di musica senza grossi problemi (vedi il "caso" Metallica) oppure di gruppi per i quali i dischi non sono più in commercio (magari uno ha anche gli LP di vinile!) ed è quindi l'unico modo per sentirli... i buoni metallari sono spesso anche collezionisti e comprano i buoni dischi, ne sono sicuro...

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

-Non saprei: ho sempre suonato questo tipo di musica e posso dire lo stesso per i miei compagni di avventure... personalmente amo e ascolto anche altri generi come il Blues o l'Hard Rock, ma credo di essermi cucito addosso la tecnica con cui suono lo strumento proprio per la passione che ho per questa musica e per l'energia che mi trasmette suonando... diciamo che tendo ad imparare e sviluppare la tecnica che mi serve per suonare quello che mi piace, non acquisisco una tecnica fine a se stessa per poi scegliere cosa suonare... in effetti non mi sento propriamente un musicista, ma un chitarrista Rock...

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

-Senza fare un torto al mio incredibile cantante e volendo proprio sognare, certamente farei volentieri una canzone (ma anche un disco...) con Ronnie James Dio!!! e credo di poter estendere il sogno anche a Leo e Matteo (Ronnie se ci leggi noi siamo qui!!!). Mirko invece scommetto che vorrebbe tanto cantare un pezzo con gli Iron Maiden... chissà... Per quanto riguarda la scena italiana, invece, mi piacerebbe molto scrivere e suonare un pezzo con il mio amico Gianni Nepi cantante dei Dark Quarterer...

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Certo! Innanzitutto grazie per l'attenzione a tutti i lettori e grazie a voi per il supporto. Spero vivamente che abbiate occasione di sentire "Sons of Steel" o magari di leggere una recensione ed essere spinti ad ascoltarlo, oppure di venirci a vedere suonare da qualche parte (sarebbe il massimo!): e poi mi piacerebbe anche sapere cosa ne pensate... spero solo che a voi piaccia ascoltarlo quanto è piaciuto a noi registrarlo! Play it Loud, but VERY Loud! un saluto a tutti...

Intervista a cura di Maurizio Mazzarella

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