Ansa News

martedì 26 gennaio 2010

SACRIFICE - L'Apocalisse Interiore


Intervista ai canadesi Sacrifice, ci risponde il cantante e chitarrista della band Rob Urbinati:

Come descriveresti in termini musicali il nuovo album? Vuoi introdurlo?

-Io definirei "The Ones I Condemn" come thrash metal, ma con un suono più violento. Non è "rock party thrash", è musica seria. Decisamente più estremo rispetto ai quattro dischi precedenti.

Quanto tempo è stato necessario per registrarlo?

-Abbiamo registrato il tutto nel corso di un periodo di circa due mesi presso lo Studio Rouge Valley a Toronto. Naturalmente non abbiamo prenotato lo studio per tutto il tempo, ma forse avremmo avuto bisogno di un po' più temmpo, almeno dieci giorni, per la registrazione.

Quale è l'origine di una vostra canzone? Come create una canzone?

-Di solito si parte con un buon riff di chitarra che io sento sia memorabile e costruisco la canzone intorno a quel riff. A volte il flusso di idee è veramente buono e la canzone è scritta in modo rapido e quelle di solito sono le canzoni migliori. Dopo che la musica è fatta, io inizio a scrivere il testo e capisco la formulazione delle linee vocali, mentre scrivo la canzone, ho già idea di come deve essere.

Quali sono i temi affrontanti nel nuovo album?

-Alcune canzoni trattano della vendetta, della creazione della bomba atomica, del fanatismo religioso e politico. Un paio di miei amici sono morti mentre stavamo scrivendo l'album e mi hanno dato l'ispirazione per scrivere "Tetragrammaton" e "Desolation Alive".

Quale è la traccia del nuovo album alla quale ti senti più affeazionato?

-Io direi "Tetragrammaton". Sia da un punto di vista musicale che lirico. Io amo realmente questo brano ed è il mio preferito da suonare dal vivo.

Quali sono le band che hanno influenzato il vostro sound di più?

-Se dovessi scegliere, direi quattro band, ovvero gli Iron Maiden del periodo con Paul Di Anno alla voce, gli Slayer, i Venom ed i Mercyful Fate.

Cosa vi aspettate dal nuovo album?

-Noi non abbiamo obiettivi di carriera o cose del genere, questo è puro divertimento per noi. Noi vogliamo solo che la gente sia felice di quello che noi abbiamo registrato assieme. I Sacrifice non sono nati per diventare i prossimi Van Halen o qualcosa di simile.

Cosa ne pensi della music business? Come lo giudichi?

-Il business nella musica è terribile. Quando erabamo in giro tra gli anni ottanta e novanta, le grandi etichette metal usavano le band. Ora, purtroppo, dipende tutto dai fans. Ognuno pensa solo a scaricare da internet, facendosi ottenere quasi nulla. Ci sono un sacco di fans veri che sono onesti e ancora oggi pagare per comprare i CD o per il download, ma quasi tutti i fans casuali di musica non paga per niente. A causa di questo, le band non ricevono nessun aiuto per andare in tour dalle etichette ed è per questo che state vedendo negozi una minore vendita di CD e vinili.

Quali sono le principali difficoltà per una band come la vostra?

-La difficoltà più grande è che noi viviamo molto lontani gli uni dagli altri. Gus Pynn ed io viviamo ancora a Toronto, ma Joe Rico vive a Detroit e Scott Watts vive dall'altra parte del Canada a Vancouver.

C'è qualche musicista con il quale desiderate collaborare un giorno?

-Ce ne sono molti. Tony Iommi, Paul Di Anno, Dio, Nicke Andersson, Bruce Franklin, potrei andare avanti per tutto il giorno.

Quali sono i programmi futuri per la band? Come volete promuovere il vostro nuovo album?

-I nostri piani immediati ci vedono impegnati per una serie di festival in questo stesso anno. Noi non saremo in tour, ma sicuramente faremo alcuni concerti.

Sarà pubblicato un live CD o un DVD?

-Il nostro DVD uscirà presto per Marquee Records e riporterà lo show della nostra reunion a Toronto nel 2006.

Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

-Grazie per il vostro sostegno nei confronti dei Sacrifice nel corso degli anni ed anche ai nostri nuov fans.

Intervista a cura di Maurizio Mazzarella

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