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lunedì 27 giugno 2011

THREE MONKS - Neogothic Progressive Toccatas


Un monicker sacro e misterioso, un titolo magniloquente, una copertina decisamente oscura ma con spiragli di luce… Insomma, ci sono tutte le premesse per un lavoro del tutto particolare. Sono queste le idee che transitano nella mia mente mentre mi appresto al suo ascolto e devo dire che le aspettative vengono rispettate appieno. I Tre Monaci sono i musicisti che compongono la band (a dir la verità però i batteristi che vi hanno lavorato son due), un trio quindi che però non deve subito farci pensare ad EL&P perché saremmo un po’ fuori strada. Vi dicevo prima di alcune aspettative sulla sua particolarità che viene subito svelata sia dalle note di copertina, sia dalle onde sonore che fuoriescono dalle casse dello stereo. Questo è un disco che ha un tema principale ed un protagonista che è forse lo strumento più misterioso, magico, arcano, trascendentale ed affascinante che l’uomo possa aver concepito: parliamo dell’organo a canne. Ebbene si, niente chitarre, niente sintetizzatori ma solo ed esclusivamente batteria, basso ed organo a canne. Davvero, davvero bravi Julius (organo), Bozorius (basso) e Placidus (drums), con l’aggiunta di Ursinius (drums sui brani 1-7) che riescono nell’intento di dar vita ad un lavoro che sa essere innovativo pur basandosi su trame musicali che affondano le loro radici nel passato (vuoi per il fatto che è un disco tradizionalmente prog e vuoi perché i suoni dell’organo a canne non possono non farci pensare ad antiche e gigantesche cattedrali pregne di suggestioni gotiche). I brani sono singolarmente dedicati ad una serie di organi a canne collocati geograficamente in cattedrali di un certo prestigio (Magdeburg, Merseburgs, Waldsassen) nonché quello dell’abbazia di St. Florian, accanto al quale son collocate le spoglie mortali di Anton Bruchner, famoso compositore austriaco che desiderava riposare proprio accanto al suo amato organo. Da citare inoltre un ottimo rifacimento del brano gotic-horror per eccellenza del panorama rock italiano, Profondo Rosso. Musica per palati fini, senza dubbio. Ora penso che se vi chiedo d’indovinare chi ha dato spazio ad un progetto di tal consistente portata risponderete tutti Black Widow… Bene, avete indovinato !!!

Voto: 8,5/10

Salvatore Mazzarella

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