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venerdì 10 giugno 2011

NECRODEATH - The Age Of Fear


Più o meno sei anni fa, almeno se non erro, venne data alle stampe una precedente racolta targata Necrodeath, stiamo parlando del pregevole “20 Years Of Noise”. Dopo un po', gli amici della Scarlet hanno deciso di pubblicare sul mercato discografico un'altra compilation in favore di Peso e compagni. In molti penseranno che sia un'uscita superflua, invece almeno per quel che riguarda le band italiane, non pensiamo affatto che questa possa essere un'eresia, anzi, è sempre importante dare spazio alle nostre band più importanti, poi nel caso dei Necrodeath, in ben sei anni, il gruppo ligure ha pubblicato la bellezza di tre nuovi album pieni zeppi di brani inediti, nel complesso nettamente differenti rispetto a quanto fatto in passato, senza dimenticare il pregevole “Old Skull”, album celebrativo contenente esclusivamente cover di band che hanno ispirato in modo palpabile la stessa band nostrana in tutti i suoi componenti. Se poi analizziamo questo "The Age Of Fear" nel dettaglio, i brani che appaiono su entrambe le raccolte sono nel complesso solo due, ovvero lo storico “Mater Tenebrarum”, presente in questo disco nella versione di “Old Skull” e la sempre verde “Hate And Scorn”. Già da questo si può comprendere che per chi conosce poco i Necrodeath questa è un'occasione davvero ghiotta per iniziarli ad ascoltare. Per quanto invece riguarda i brani che completano il disco, i Necrodeath hanno estrapolato i vari componimenti da tutti i loro lavori precedenti ed in questo modo è facile apprezzare l'evoluzione complessiva del gruppo nel corso degli anni. Si passa infatti dai momenti più estremi ed anche basilari del gruppo come ad esempio “At The Mountains Of Madness”, non dimenticando mai “Eucharistical Sacrifice”, per poi passare alla fase centrale del loro per percorso artistico, con pezzi estratti da “Mater Of All Evil”, “Black As Pitch” ed il possente “Ton(e)s Of Hate”. L'ultimo enunciato è ben rappresentato da “Queen Of Desire”, presente nella versione originale oltre che in un episiodio inedito, con una struttura di base affidata al pianoforte, con chitarre ridotte quasi al minimo e con l'originalità del cantato a due voci, sia maschile che femminile, cosa che porta il brano ad essere quasi irriconoscibile, ma comunque dai tratti affascinanti, che non riescono però ad emozionare come nell'originale. Il periodo più recente della band è invece rappresentato da brani come “Master Of Morphine” e l'elegante “Forever Slave” che giungono da “100% Hell”, da “Smell Of Blood” estrapolata dal nobile “Draculea” che io amo davvero tanto nonostante le critiche contrastranti e da altri tre pezzi presi da “Phylogenesis”. “The Theory” è invece riproposta in versione del tutto live, poi ci sono “Awakening Of Dawn” ed “I.N.R.I.” che non persono mai d'impatto e d'intensità. Chiude la raccolta la splendida cover “Black Magic” dei mitici Slayer. Io onestamente consiglio il disco a tutti, anche a coloro che hanno tutto dei Necrodeath, perché anche questo disco ha sempre quel qualcosa in più che non può certo mancare in ogni discografia. Se poi non avete nutta di questa grandfe band, direi che è arrivato il momento di avere qualcosa di palpabile di uno dei gruppo più importanti a livello metal della nostra bella Italia. Chiosa finale, ragazzi dei Necrodeath, "Draculea" è un grande disco, anche se molto lo hanno criticato, resta sempre un album di grande spessore artistico. Nella prossima raccolta, rappresentatelo con più brani perché sono convinto che nel futuro verrà rivalutato davvero tanto.

Voto: 7/10

Maurizio Mazzarella

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